Una delle domande più profonde che l'essere umano possa porsi riguarda il rapporto tra la propria libertà e la volontà di Dio.
Se siamo liberi di scegliere, significa forse che alcuni avvenimenti sfuggono al controllo del Creatore? E se tutto avviene secondo la Sua volontà, quale significato hanno allora le nostre decisioni e le nostre responsabilità?
L'Islam mantiene insieme due verità: l'essere umano sceglie ed è responsabile delle proprie azioni, ma nulla esiste al di fuori della conoscenza e della sovranità di Allah, l'Altissimo.
Il Corano utilizza un'immagine di straordinaria semplicità:
«Non cade una foglia senza che Egli lo sappia.»
Corano 6:59
Pensiamo per un momento alla grandezza di questa affermazione.
Una foglia che si stacca da un albero in una foresta lontana, una goccia di pioggia che raggiunge la terra, qualcosa che nasce o qualcosa che termina: nulla è nascosto alla conoscenza di Allah.
Questo, tuttavia, non trasforma l'uomo in una creatura priva di volontà.
L'uomo sceglie e per questo è responsabile
Il Corano riconosce all'essere umano la capacità di scegliere:
«Chi vuole, prenda la via verso il suo Signore.»
Corano 76:29
Se non esistesse alcuna scelta, non avrebbero significato la responsabilità morale, il pentimento, il perdono, la ricompensa e il giudizio.
L'uomo può scegliere il bene oppure il male, la giustizia oppure l'ingiustizia, la fede oppure il rifiuto.
Ma immediatamente dopo il versetto precedente il Corano aggiunge qualcosa di ancora più profondo:
«Ma voi non vorrete se non se Allah vuole.»
Corano 76:30
Ecco il punto nel quale libertà umana e volontà divina si incontrano.
La nostra volontà esiste, ma non è una volontà assoluta.
Possiamo decidere, progettare, costruire, amare, rifiutare, credere o non credere. Possiamo contribuire alle trasformazioni della società e della storia.
Ma non diventiamo per questo padroni dell'universo.
Affidarsi ad Allah non significa essere fatalisti
Credere nel decreto divino non significa sedersi e aspettare che gli eventi accadano.
Il musulmano agisce.
Studia, lavora, cura, costruisce, educa, dialoga, difende la giustizia e cerca la pace. Utilizza le cause e i mezzi che Allah ha posto nel mondo e assume la responsabilità delle proprie decisioni.
Poi, dopo avere fatto quanto è nelle sue possibilità, riconosce che il risultato finale non gli appartiene completamente.
Questa è una delle differenze fondamentali tra fatalismo e tawakkul, l'affidamento ad Allah.
Il fatalista dice: «Non faccio nulla perché tutto è già scritto.»
Il credente dice: «Farò tutto ciò che è giusto e nelle mie possibilità, ma affiderò ad Allah ciò che non posso controllare.»
Un esempio semplice: l'esame
Possiamo comprenderlo attraverso un esempio molto semplice, lo stesso che possiamo spiegare ai nostri figli.
Ho un esame, ma decido di non studiare. Arriva il giorno dell'esame e vengo bocciato.
Posso dire: «È stata la volontà di Allah», per sottrarmi alla mia responsabilità?
No.
Avevo la possibilità di studiare e ho scelto di non farlo. La mia negligenza appartiene alla mia responsabilità e non posso utilizzare il decreto divino come giustificazione per una scelta sbagliata.
Immaginiamo invece una situazione diversa.
Studio seriamente. Mi preparo per settimane, utilizzo tutti i mezzi che Allah mi ha concesso e faccio quanto è nelle mie possibilità. Ma proprio il giorno dell'esame mi ammalo e non posso presentarmi.
La malattia non era una mia scelta.
Il credente riconosce allora che esistono avvenimenti che non controlla e li accoglie nell'ambito del qadar, il decreto di Allah, senza pretendere necessariamente di comprenderne immediatamente la ragione.
Questo è il punto essenziale:
la fede nel decreto di Allah non cancella la responsabilità dell'uomo, e la libertà dell'uomo non cancella la sovranità di Allah.
Un celebre insegnamento profetico lo esprime attraverso un'immagine semplicissima. Un uomo chiese al Profeta Muhammad ﷺ se dovesse lasciare libero il proprio cammello affidandosi ad Allah oppure legarlo.
Il Profeta ﷺ gli rispose:
«Legalo e affidati ad Allah.»
Prima agisci.
Prima utilizza i mezzi.
Prima assumiti le tue responsabilità.
Poi, ciò che non è nelle tue mani, affidalo ad Allah.
È questo l'equilibrio tra libero arbitrio e tawakkul: fare tutto ciò che dipende da noi, senza credere che tutto dipenda da noi.
Anche la storia passa attraverso le azioni degli uomini
Migrazioni, nascite, guerre, pace, trasformazioni culturali, crescita e declino delle civiltà possono essere spiegati attraverso cause storiche, politiche, economiche e demografiche.
Riconoscere queste cause non contraddice la fede.
Sono precisamente le azioni degli uomini a costituire una parte della storia.
Ma il credente aggiunge una dimensione ulteriore: le cause non possiedono un potere assoluto e indipendente dal Creatore.
Nessun governante, maggioranza, esercito, movimento politico o fenomeno demografico possiede una volontà assoluta capace di sottrarsi alla sovranità di Allah.
Il Corano dice:
«Voi non vorrete se non se Allah vuole, Signore dei mondi.»
Corano 81:29
Questo non elimina la storia umana né la responsabilità dell'uomo.
Significa semplicemente riconoscere che l'uomo agisce dentro la Creazione, non al di sopra del Creatore.
Ciò che accadrà domani appartiene ad Allah
L'essere umano può fare previsioni.
Può osservare statistiche, demografia, politica e trasformazioni sociali e immaginare come sarà una nazione tra cinquanta o cento anni.
Ma una previsione non è conoscenza dell'invisibile.
Il futuro appartiene ad Allah.
Per questo il musulmano pronuncia spesso parole semplicissime:
In shāʾ Allāh — se Allah vuole.
Non è una formula di rassegnazione. È il riconoscimento del limite umano.
Io posso desiderare qualcosa.
Posso lavorare perché accada.
Posso pregare perché accada.
Ma non posso conoscere con certezza ciò che Allah ha decretato per il futuro.
Il Corano ricorda:
«Non dire mai di una cosa: “Certamente domani farò questo”, senza dire: “Se Allah vuole”.»
Corano 18:23-24
La conoscenza dell'Ora
Lo stesso principio raggiunge la sua espressione più grande quando il Corano parla del Giorno del Giudizio:
«In verità, presso Allah è la conoscenza dell'Ora.»
Corano 31:34
L'umanità può sviluppare tecnologie straordinarie, esplorare l'universo e comprendere sempre meglio le leggi della natura.
Eppure rimane una creatura.
La conoscenza assoluta appartiene al Creatore.
Ed è forse proprio qui che libero arbitrio e fede trovano il loro equilibrio più bello:
l'uomo non è una marionetta, ma neppure è Dio.
Gli è stata concessa la possibilità di scegliere, e proprio per questo sarà responsabile delle sue scelte.
Ma sopra le nostre decisioni, sopra le nostre previsioni e sopra il corso stesso della storia rimangono la conoscenza e la sovranità di Allah, l'Altissimo.
Una foglia cade.
Una goccia raggiunge la terra.
Un uomo compie una scelta.
Una generazione lascia il posto alla successiva.
Noi vediamo soltanto una piccola parte del cammino.
Allah conosce l'intero percorso.
Al credente spetta quindi agire con responsabilità, scegliere il bene, cercare la giustizia e la pace, utilizzare tutti i mezzi leciti che gli sono stati concessi e, dopo aver fatto tutto ciò che è nelle proprie possibilità, affidarsi con serenità ad Allah.
Perché affidarsi ad Allah non significa rinunciare ad agire. Significa agire sapendo che non siamo noi ad avere l'ultima parola.
Amb. Alfredo Maiolese
President, European Muslims League (EML)