domenica 6 settembre 2026

EML Concludes a Headquarters Agreement with the Islamic Republic of Mauritania


ARABIC | العربية

# الرابطة الأوروبية للمسلمين توقع اتفاقية مقر مع الجمهورية الإسلامية الموريتانية

وقّعت الرابطة الأوروبية للمسلمين (EML) اتفاقية مقر مع حكومة الجمهورية الإسلامية الموريتانية، ممثلة بوزارة الشؤون الخارجية والتعاون الإفريقي والموريتانيين في الخارج.

وقد تم توقيع الاتفاقية عن الجانب الموريتاني من قبل معالي السيد محمد سالم ولد مرزوق، وزير الشؤون الخارجية والتعاون الإفريقي والموريتانيين في الخارج، وعن الرابطة الأوروبية للمسلمين من قبل الدكتور محمد ولد باه، رئيس تمثيل الرابطة في موريتانيا.

وتحدد اتفاقية المقر الإطار المؤسسي لوجود الرابطة وأنشطتها في موريتانيا، وتعزز التعاون في مجالات الحوار بين الثقافات والأديان، والتربية من أجل السلام، والوقاية من التطرف، والتفاهم المتبادل، ودعم المجتمعات المسلمة.

وتعبر هذه الخطوة عن التزام مشترك بالحوار والاحترام المتبادل والتعاون العملي من أجل السلام.

الرابطة الأوروبية للمسلمين – EML


FRANÇAIS

# La European Muslims League conclut un Accord de siège avec la République Islamique de Mauritanie

La European Muslims League (EML) a conclu un Accord de siège avec le Gouvernement de la République Islamique de Mauritanie, représenté par le Ministère des Affaires étrangères, de la Coopération africaine et des Mauritaniens de l’extérieur.

L’Accord a été signé pour la partie mauritanienne par S.E. M. Mohamed Salem Ould Merzoug, Ministre des Affaires étrangères, de la Coopération africaine et des Mauritaniens de l’extérieur, et pour la European Muslims League par le Dr Mohamed Ould Bahah, Président de la Représentation EML en Mauritanie.

L’Accord de siège établit le cadre institutionnel de la présence et des activités de l’EML en Mauritanie. Il renforce la coopération dans les domaines du dialogue interculturel et interreligieux, de l’éducation à la paix, de la prévention de la radicalisation, de la compréhension mutuelle et du soutien aux communautés musulmanes.

Cette étape reflète un engagement commun en faveur du dialogue, du respect mutuel et d’une coopération concrète pour la paix.

European Muslims League – EML


ENGLISH

# European Muslims League Concludes a Headquarters Agreement with the Islamic Republic of Mauritania

The European Muslims League (EML) has concluded a Headquarters Agreement with the Government of the Islamic Republic of Mauritania, represented by the Ministry of Foreign Affairs, African Cooperation and Mauritanians Abroad.

The Agreement was signed on behalf of Mauritania by H.E. Mr Mohamed Salem Ould Merzoug, Minister of Foreign Affairs, African Cooperation and Mauritanians Abroad, and on behalf of the European Muslims League by Dr Mohamed Ould Bahah, President of the EML Representation in Mauritania.

The Headquarters Agreement establishes the institutional framework for EML’s presence and activities in Mauritania. It strengthens cooperation in the fields of intercultural and interreligious dialogue, peace education, prevention of radicalisation, mutual understanding and support for Muslim communities.

This step reflects a shared commitment to dialogue, mutual respect and practical cooperation for peace.

European Muslims League – EML


ITALIANO

# La European Muslims League conclude un Accordo di Sede con la Repubblica Islamica di Mauritania

La European Muslims League (EML) ha concluso un Accordo di Sede con il Governo della Repubblica Islamica di Mauritania, rappresentato dal Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Mauritani all’Estero.

L’Accordo è stato firmato per la Mauritania da S.E. Mohamed Salem Ould Merzoug, Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Mauritani all’Estero, e per la European Muslims League dal Dott. Mohamed Ould Bahah, Presidente della Rappresentanza EML in Mauritania.

L’Accordo di Sede stabilisce il quadro istituzionale per la presenza e le attività di EML in Mauritania. Esso rafforza la cooperazione nei campi del dialogo interculturale e interreligioso, dell’educazione alla pace, della prevenzione della radicalizzazione, della comprensione reciproca e del sostegno alle comunità musulmane.

Questo passo riflette un impegno comune per il dialogo, il rispetto reciproco e una cooperazione concreta al servizio della pace.

European Muslims League – EML

sabato 5 settembre 2026

AUSTRIA: EML WARNS AGAINST PLACING ISLAM AND IGGÖ UNDER COLLECTIVE SUSPICION

Photo: Yair Haklai / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

GENOA, ITALY, 5 September 2026 – The European Muslims League (EML) has issued an official position concerning Austria’s proposed ban on so-called “Political Islam” and statements suggesting that the measures could also affect the Islamic Religious Community in Austria (IGGÖ).

The EML recognises the duty of every democratic State to counter extremist organisations and activities aimed at undermining the constitutional order. However, security measures must be based on concrete conduct, verifiable evidence and individual responsibility.

If the expression “Political Islam” is not supported by a precise and legally enforceable definition, it could extend suspicion beyond extremist organisations to the public and organised presence of Muslims.

“No faith may be used against democracy, but no democracy can defend itself by treating an entire religious community as a potential enemy,” stated Dr Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League.

The EML is not intervening in defence of any specific organisation mentioned in the Austrian debate. It calls for every measure to respect legality, necessity, proportionality and freedom of religion, without producing collective discrimination.

EML Islamophobia Watch has also observed that some Italian social media content has linked the controversy to the Battle of Vienna of 1683. This historical reference does not form part of the Austrian proposal and improperly presents European Muslims through the image of a past military confrontation.

Read the full official EML statement:


EML ISLAMOPHOBIA WATCH
Monitor. Verify. Document. Respond.

mercoledì 2 settembre 2026

COME IL CORANO È GIUNTO FINO A NOI. DA ABŪ BAKR A ʿUTHMĀN

Quando il Profeta Muhammad* morì nel 632 il Corano non era qualcosa che la comunità musulmana doveva ancora scoprire o comporre. La Rivelazione era stata recitata dal Profeta* memorizzata da numerosi Compagni e parti di essa erano state messe per iscritto durante la sua vita.

La questione che si pose dopo la sua morte fu un'altra. Come preservarne con la massima sicurezza la trasmissione alle generazioni future?

Secondo la tradizione islamica un momento decisivo arrivò dopo la battaglia di al-Yamāma durante il califfato di Abū Bakr al-Ṣiddīq. In quella battaglia morirono diversi musulmani che conoscevano il Corano a memoria.

ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb comprese il pericolo. Se altri conoscitori del Corano fossero morti nelle guerre successive era necessario fare qualcosa per preservare anche per iscritto ciò che era stato trasmesso.

Abū Bakr inizialmente esitò. Si domandava come potesse fare qualcosa che il Profeta Muhammad* non aveva ordinato esplicitamente di fare in quella forma.

ʿUmar continuò a sostenerne la necessità fino a quando Abū Bakr si convinse.

ZAYD IBN THĀBIT E LA RACCOLTA

L'incarico fu affidato a Zayd ibn Thābit uno degli scribi della Rivelazione.

Anche Zayd inizialmente esitò davanti ad una responsabilità così grande. La tradizione riportata in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī racconta il lavoro compiuto per raccogliere il Corano attraverso quanto era stato scritto e quanto era stato conservato nella memoria dei Compagni.

I fogli raccolti rimasero presso Abū Bakr. Successivamente passarono a ʿUmar e dopo la sua morte a sua figlia Ḥafṣa bint ʿUmar vedova del Profeta Muhammad*.

Questo passaggio è fondamentale. Abū Bakr e ʿUmar non stavano scrivendo un nuovo Corano. Stavano raccogliendo e preservando ciò che era già stato trasmesso dal Profeta Muhammad*.

ʿUTHMĀN E LE COPIE DEL CORANO

Con l'espansione dell'Islam in territori sempre più vasti nacquero differenze nella recitazione tra musulmani provenienti da regioni e tradizioni linguistiche differenti.

Durante il califfato di ʿUthmān ibn ʿAffān il Compagno Ḥudhayfa ibn al-Yamān manifestò la propria preoccupazione per queste divergenze.

ʿUthmān chiese allora a Ḥafṣa di mettere a disposizione i fogli della raccolta precedente.

Fu costituita una commissione composta da Zayd ibn Thābit insieme ad ʿAbd Allāh ibn al-Zubayr Saʿīd ibn al-ʿĀṣ e ʿAbd al-Raḥmān ibn al-Ḥārith ibn Hishām.

Furono preparate copie ufficiali e inviate nei principali centri del mondo islamico.

ʿUthmān ordinò inoltre che gli altri materiali coranici non conformi alla copia ufficiale fossero eliminati.

Questo episodio viene utilizzato ancora oggi da alcuni per affermare che esistevano molti Corani differenti e che successivamente sarebbe stato realizzato una sorta di miscuglio dal quale sarebbe nato il Corano attuale.

Ma la stessa tradizione islamica che racconta l'eliminazione degli altri materiali racconta anche da dove proveniva il testo utilizzato dalla commissione. Dai fogli conservati da Ḥafṣa e provenienti dalla raccolta realizzata sotto Abū Bakr.

Non vennero quindi presi molti Corani per crearne uno nuovo. Si volle preservare e uniformare la trasmissione del Corano ricevuto dal Profeta Muhammad* evitando che differenze di recitazione o copie personali potessero creare divisioni con l'espansione dell'Islam.

LE DIVERSE LETTURE

Esistono le qirāʾāt. Tra le tradizioni di recitazione più conosciute troviamo Ḥafṣ ʿan ʿĀṣim e Warsh ʿan Nāfiʿ.

Non abbiamo motivo di nasconderlo.

Ma l'esistenza di differenti letture non significa automaticamente che siano esistiti molti Corani completamente differenti e che qualcuno abbia successivamente deciso quale fosse quello autentico.

Un musulmano che utilizza la lettura Ḥafṣ e un musulmano del Nord Africa che utilizza Warsh non seguono due religioni e non possiedono due Corani con storie e messaggi differenti.

ALLAH HA PROMESSO DI PROTEGGERLO

Per noi musulmani esiste poi un elemento fondamentale che appartiene alla fede.

Allah dice nel Corano.

"In verità Noi abbiamo fatto scendere il Monito e certamente Noi ne siamo i custodi."

Corano 15:9

Crediamo quindi che Allah abbia protetto il Corano dalle modificazioni.

Questo non significa negare la storia. Abū Bakr ʿUmar Zayd ʿUthmān la memorizzazione dei Compagni e la diffusione delle copie fanno parte della storia stessa della preservazione del Corano.

Per un credente anche gli uomini possono essere gli strumenti attraverso i quali Allah realizza ciò che ha promesso.

E LA TORAH E IL VANGELO?

Anche su questo punto è necessario essere chiari perché spesso la posizione islamica viene semplificata dicendo che i musulmani "non credono nella Bibbia".

Non è esatto.

Noi musulmani crediamo nella Tawrāt (Torah) rivelata da Allah a Mūsā (Mosè) e crediamo nell'Injīl (Vangelo) rivelato da Allah a ʿĪsā (Gesù). Mosè e Gesù pace su di loro sono per noi grandi Profeti e Messaggeri di Allah.

Credere nelle Rivelazioni precedenti fa parte della nostra fede.

Ciò che l'Islam non afferma è che i testi della Bibbia giunti fino a noi corrispondano integralmente e senza modificazioni alle Rivelazioni originali date da Allah ai Suoi Profeti.

Questa è una differenza fondamentale.

Il musulmano quindi non disprezza la Torah o il Vangelo originali. Al contrario crede nella loro origine divina. Ma distingue la Rivelazione originaria dalla storia successiva della sua trasmissione e dei testi che oggi possediamo.

Il Corano per il musulmano rappresenta invece l'ultima Rivelazione e Allah stesso ne ha promesso la protezione.

Possiamo discutere di manoscritti di storia e di differenti tradizioni religiose. È giusto farlo. Ma bisogna distinguere i fatti dalle interpretazioni.

La ricerca non deve fare paura alla fede e la fede non deve impedire la ricerca.

Il dialogo serio nasce quando musulmani cristiani e credenti di altre religioni possono confrontarsi senza offendere ciò che per l'altro è sacro.

European Muslims League – EML

sabato 29 agosto 2026

EML – ARTICOLI, APPROFONDIMENTI E FACT-CHECKING



Una raccolta permanente di articoli e approfondimenti pubblicati dalla European Muslims League (EML) su Islam, dialogo interreligioso, società, integrazione e corretta comprensione delle fonti.

Questa pagina viene aggiornata con le nuove pubblicazioni.

ISLAM, CRISTIANESIMO E DIALOGO INTERRELIGIOSO

EML-01 | Il Cristianesimo è amore e l’Islam?

EML-02 | Mosè chiese a Dio il Suo nome: perché non “Allah”?

EML-03 | Ebrei, Cristiani e Musulmani uniti

ISLAM, SOCIETÀ E INTEGRAZIONE

EML-04 | Islam, immigrazione e integrazione

EML-05 | Libero arbitrio e volontà di Allah

EML-06 | Lo specchio: Islam, Occidente e pudore

EML-07 | La fede non si giudica dagli errori

VERIFICA, PREGIUDIZI E DISINFORMAZIONE

EML-08 | Quando la critica diventa falsificazione

EML-09 | Jihad significa davvero guerra?

OLTRE IL VELO

Una serie della European Muslims League dedicata alle domande, ai pregiudizi e alle questioni più frequentemente sollevate sull'Islam e sulla condizione della donna musulmana.

SERIE COMPLETA | Oltre il Velo

OV-01 | La donna musulmana

OV-02 | Hijab, Burqa, Bikini

OV-03 | Afghanistan

OV-04 | Aisha: oltre una narrazione superficiale

OV-05 | Il denaro della donna

OV-06 | La donna

OV-08 | Matrimonio

OV-09 | Si può vivere senza...?

European Muslims League – EML
Dialogo • Conoscenza • Verifica • Convivenza

La raccolta viene aggiornata periodicamente con nuovi articoli e approfondimenti.

"Il cristianesimo è amore". E l'Islam?

Quando si parla del cristianesimo, una parola ritorna continuamente: amore.

"Dio è amore."

"Ama il prossimo."

"Ama i tuoi nemici."

È comprensibile. L'amore occupa un posto centrale nel messaggio cristiano e ha lasciato un'impronta profonda nella cultura europea.

Ma allora nasce una domanda: perché quando si parla dell'Islam la parola "amore" viene pronunciata così raramente?

L'Islam non conosce forse l'amore?

L'Islam non deve togliere amore al cristianesimo

Un musulmano non deve diminuire Gesù* per valorizzare Muhammad* e non deve negare la bellezza del messaggio cristiano sull'amore per spiegare l'Islam.

Gesù*, nell'Islam, è il Messia ed è uno dei grandi messaggeri di Dio.

Possiamo quindi riconoscere serenamente la forza con cui il cristianesimo parla dell'amore.

La domanda è un'altra: che cosa dice l'Islam?

L'amore nel Corano

Il Corano utilizza differenti parole per esprimere dimensioni che nella nostra lingua vengono spesso riunite sotto la parola "amore".

C'è l'amore, c'è l'affetto profondo e soprattutto c'è la misericordia, una delle dimensioni fondamentali attraverso le quali l'Islam descrive il rapporto di Dio con il Creato.

Il Corano afferma:

"Egli li amerà ed essi Lo ameranno." (5:54)

E parlando del rapporto tra gli sposi:

"Ha posto tra voi amore e misericordia." (30:21)

Amore e misericordia non sono quindi concetti estranei all'Islam. Sono dentro il suo messaggio.

Un Dio misericordioso

Quasi ogni capitolo del Corano comincia ricordando Dio come il Compassionevole, il Misericordioso.

Il musulmano ripete queste parole continuamente: nella preghiera e prima di molte azioni della vita quotidiana.

Il Corano afferma:

"La Mia misericordia abbraccia ogni cosa." (7:156)

Questo non significa che nell'Islam esista soltanto misericordia e non esistano responsabilità, giustizia o giudizio.

Significa che non è possibile raccontare correttamente l'Islam cancellando la misericordia.

Muhammad*: misericordia per il Creato

Il Corano dice rivolgendosi a Muhammad*:

"Non ti abbiamo inviato se non come misericordia per i mondi." (21:107)

Ma la misericordia non può rimanere soltanto una parola.

Deve diventare comportamento.

Come ci comportiamo con i genitori?

Con i figli?

Con il coniuge?

Con il vicino?

Con il povero, l'orfano, il malato e chi è più debole?

E persino con gli animali?

La misericordia verso gli animali

La tradizione profetica contiene due racconti particolarmente significativi.

Muhammad* raccontò di una donna punita per aver rinchiuso una gatta senza darle da mangiare e senza lasciarla libera di cercare il proprio nutrimento.

In un'altra celebre narrazione, una prostituta vide un cane che soffriva terribilmente per la sete vicino a un pozzo. Prese dell'acqua servendosi della propria calzatura e gli diede da bere.

Per quell'atto di misericordia, Dio la perdonò.

Da una parte la crudeltà verso un animale viene condannata.

Dall'altra una donna che molti avrebbero giudicato soltanto per la sua vita riceve il perdono di Dio per un gesto di compassione verso un cane assetato.

Il messaggio è semplice: davanti a Dio anche un gesto di misericordia verso una creatura che non potrà restituirci nulla può avere un valore enorme.

Anche un albero ha valore

Questa responsabilità comprende anche la natura.

Muhammad* insegnò che quando una persona pianta un albero o coltiva qualcosa e un essere umano, un uccello o un animale ne mangia, ciò che viene consumato viene considerato una forma di carità.

Esiste inoltre una bellissima immagine nella tradizione islamica: anche se arrivasse l'Ora e una persona avesse tra le mani una piantina, se avesse ancora il tempo di piantarla dovrebbe farlo.

Piantare, nutrire, proteggere, non distruggere inutilmente.

L'uomo non è padrone assoluto del Creato. Ne porta anche la responsabilità.

E chi non è musulmano?

La bontà non può essere riservata soltanto a chi appartiene alla propria religione.

Il Corano afferma:

"Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti verso coloro che non vi hanno combattuto a causa della religione e che non vi hanno espulso dalle vostre case." (60:8)

Essere musulmani non significa quindi considerare automaticamente nemico chi appartiene a un'altra religione.

Cristiani, ebrei, musulmani e persone senza religione possono essere vicini, colleghi, amici e cittadini della stessa comunità.

Forse utilizziamo parole differenti

Cristianesimo e Islam non sono la stessa religione.

Esistono differenze teologiche profonde e sarebbe sbagliato nasconderle in nome del dialogo.

Ma riconoscere le differenze non significa essere incapaci di riconoscere ciò che avvicina gli esseri umani.

Il cristianesimo parla potentemente di amore.

L'Islam parla di amore, misericordia, compassione, perdono, generosità e responsabilità verso il prossimo e il Creato.

Forse, allora, la domanda non dovrebbe essere:

"Quale religione parla di più dell'amore?"

Dovremmo chiederci:

"Quanto amore riusciamo a trasformare in comportamento?"

Perché possiamo pronunciare migliaia di volte la parola "amore".

Ma alla fine saranno il vicino, il povero, l'orfano, il debole, l'animale che dipende da noi e persino la terra sulla quale viviamo a mostrare se quelle parole sono diventate realtà.

Questo è amore.

E anche l'Islam è amore.

European Muslims League

* L'asterisco accanto ai nomi di Gesù e Muhammad indica "la pace sia su di lui".

Islam, immigrazione e integrazione: rispondere alle domande difficili


Il dibattito sull'immigrazione in Europa diventa sempre più spesso anche un dibattito sull'Islam.

Una domanda ricorre frequentemente: una persona profondamente musulmana può integrarsi pienamente nella società europea mantenendo la propria fede?

È una domanda legittima e merita una risposta seria, senza propaganda e senza negare i problemi.

Integrazione non significa rinunciare alla propria identità

La European Muslims League ritiene che chi sceglie di vivere stabilmente in un Paese europeo debba rispettarne le leggi, le istituzioni democratiche, la sicurezza pubblica, la dignità della persona e i diritti degli altri.

La religione non può essere utilizzata per giustificare criminalità, violenza o coercizione.

Questo vale per tutti.

Ma integrazione non significa cancellazione dell'identità religiosa.

Un musulmano può essere pienamente italiano, francese o tedesco senza cessare di essere musulmano, esattamente come un cittadino appartenente a qualsiasi altra religione può conservare la propria fede.

Islam e cultura araba, inoltre, non sono sinonimi. L'Islam è nato nella Penisola Arabica e il Corano è in lingua araba, ma la maggioranza dei musulmani del mondo non è araba.

Esistono interpretazioni dell'Islam incompatibili con la democrazia?

Sì.

Negarlo sarebbe sbagliato.

Esistono interpretazioni estremiste e politico-religiose incompatibili con alcuni principi fondamentali delle democrazie contemporanee.

Devono essere riconosciute e contrastate.

Ma dall'esistenza dell'estremismo non deriva che ogni musulmano sia estremista o che l'Islam renda inevitabilmente impossibile l'integrazione.

Un musulmano può rispettare la Costituzione, le leggi dello Stato, la libertà religiosa degli altri e vivere pacificamente con cristiani, ebrei, credenti di altre religioni e non credenti senza rinunciare alla propria fede.

Da'wa: conquista o responsabilità?

Anche la parola da'wa viene talvolta presentata come la prova di un progetto di conquista religiosa.

La da'wa esiste nell'Islam e sarebbe scorretto negarlo. Significa invitare, far conoscere, testimoniare la propria fede.

Ma invitare non significa costringere.

Il Corano afferma: "Non c'è costrizione nella religione" (2:256).

Esiste inoltre una dimensione della da'wa che riguarda innanzitutto gli stessi musulmani.

Prima di pretendere di cambiare gli altri, una comunità dovrebbe migliorare se stessa.

Il Profeta Muhammad ﷺ disse: "Al-din al-nasiha", la religione è sincero consiglio.

Richiamare un musulmano ad abbandonare droga, spaccio, furto, violenza e criminalità e invitarlo all'onestà, alla responsabilità, al rispetto del vicino e delle leggi rappresenta un beneficio per l'intera società.

Se un giovane viene sottratto allo spaccio, ne beneficia anche il suo vicino non musulmano.

Se una persona abbandona la criminalità, ne beneficia la città.

Questa non è una "quinta colonna".

È responsabilità sociale.

Fede e ragione: il caso di Noè

Un'altra obiezione riguarda i racconti religiosi.

Il Corano afferma che Noè rimase presso il suo popolo "mille anni meno cinquanta" (29:14).

Il credente musulmano considera il Corano rivelazione di Dio e accetta ciò che esso afferma. Chi non riconosce l'origine divina del Corano è naturalmente libero di non credervi.

Non sarebbe corretto inventare spiegazioni scientifiche per rendere il versetto più accettabile alla sensibilità contemporanea.

La vera divergenza si trova prima: il Corano è oppure non è rivelazione di Dio?

Questa è una questione teologica e filosofica, non qualcosa che possa essere risolto semplicemente deridendo chi crede.

Corano, hadith e tradizione non sono la stessa cosa

Anche nella critica religiosa è indispensabile distinguere le fonti.

Il Corano parla di Adamo, ma non afferma che sia vissuto 960 o 1000 anni. Una tradizione riportata da al-Tirmidhi parla invece di mille anni attribuiti ad Adamo.

Nella Sura al-Kahf il compagno di Mosè viene descritto come "uno dei Nostri servi". Il Corano non lo chiama al-Khidr; questa identificazione è attestata nella tradizione profetica.

Lo stesso rigore è necessario sulle celebri "72".

L'espressione "72 vergini" non compare nel Corano. Esiste però una tradizione riportata da al-Tirmidhi relativa alla ricompensa del martire nella quale vengono menzionate settantadue mogli tra le hur al-'ayn.

Dire che "le 72 sono nel Corano" è quindi inesatto.

Dire che "nella tradizione islamica non esiste alcun riferimento alle 72" sarebbe altrettanto inesatto.

Una critica seria deve partire da fonti correttamente attribuite.

Islam e cristianesimo

Riconoscere il ruolo fondamentale del cristianesimo nella storia e nella cultura europea non indebolisce l'Islam.

Gesù occupa un posto straordinario anche nella fede islamica, pur esistendo profonde differenze teologiche tra cristianesimo e Islam.

Un musulmano non ha bisogno di denigrare il cristianesimo per professare la propria fede.

Allo stesso modo, essere musulmano non impedisce di rispettare e amare la cultura, la storia e il Paese europeo nel quale si vive.

La reciprocità vale per tutti

Su questo i musulmani devono essere altrettanto chiari.

Non possiamo chiedere libertà religiosa per i musulmani in Europa e dimenticare la libertà dei cristiani e delle altre minoranze nei Paesi a maggioranza musulmana.

Se difendiamo il diritto di un musulmano a praticare pacificamente la propria religione in Europa, dobbiamo difendere con la stessa convinzione il diritto di un cristiano, di un ebreo o di qualsiasi altra persona a praticare la propria fede dove costituisce una minoranza.

La dignità umana non cambia attraversando una frontiera.

Prima di chiedere che cosa l'Islam farà all'Europa

Forse dovremmo porre una domanda più concreta.

Un musulmano che rispetta le leggi, lavora onestamente, educa i propri figli al rispetto degli altri, rifiuta droga, criminalità, violenza e terrorismo, aiuta il proprio vicino e partecipa responsabilmente alla vita della propria città rappresenta una minaccia perché crede nel Corano?

La European Muslims League ritiene di no.

Questo non significa sostenere che ogni musulmano sia virtuoso.

Non lo è.

Non significa sostenere che ogni interpretazione dell'Islam sia compatibile con una società democratica.

Non lo è.

E non significa sottrarre l'Islam alla critica.

La critica è legittima.

Ma una cosa è criticare idee, testi e comportamenti. Un'altra è stabilire in anticipo che milioni di persone siano incapaci di integrarsi semplicemente perché musulmane.

Anche le comunità musulmane hanno una responsabilità fondamentale: prima di chiedersi come gli altri guardino all'Islam, devono domandarsi quale Islam gli altri vedano attraverso il comportamento dei musulmani.

La migliore testimonianza non è conquistare qualcuno.

È migliorare se stessi e contribuire al bene della società nella quale viviamo.

European Muslims League

venerdì 28 agosto 2026

Le Dakarois Quotidien: l’European Muslims League en première page au Sénégal


Le 28 août 2026, le quotidien sénégalais Le Dakarois Quotidien (N°810) consacre en première page un rappel à l’European Muslims League (EML) et au lancement de sa nouvelle unité européenne de veille et de fact-checking.

Sous le titre « Islamophobie en Europe – L’European Muslims League lance une unité de veille et de fact-checking », le journal présente en page 6 l’initiative EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit.

L’article revient sur l’approche adoptée par l’EML : observer, vérifier, documenter et répondre.

Le Président de l’European Muslims League, Dr Alfredo Maiolese, souligne que cette initiative ne vise pas à répondre à la propagande par la contre-propagande, mais à privilégier les faits, la vérification des sources et le dialogue.

Cette publication au Sénégal contribue à donner une dimension internationale à l’initiative et à faire connaître l’engagement de l’EML contre la désinformation, la manipulation des sources, les préjugés et les discours de haine visant l’Islam et les musulmans.

Source : Le Dakarois Quotidien – Sénégal
N°810 – Vendredi 28 août 2026
Article complet : page 6
English 
On 28 August 2026, the Senegalese newspaper Le Dakarois Quotidien (No. 810) featured the European Muslims League (EML) and the launch of its new European monitoring and fact-checking unit on its front page.

Under the headline “Islamophobia in Europe – The European Muslims League launches a monitoring and fact-checking unit”, the newspaper presents the EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit in a full article on page 6.

The article highlights the EML’s approach: Monitor. Verify. Document. Respond.

The President of the European Muslims League, Dr Alfredo Maiolese, stresses that the initiative is not intended to respond to propaganda with counter-propaganda, but rather to promote facts, source verification and dialogue.

This publication in Senegal contributes to the international visibility of the initiative and highlights the EML’s commitment to addressing disinformation, manipulation of sources, prejudice and hate speech targeting Islam and Muslims.

Source: Le Dakarois Quotidien – Senegal
No. 810 – Friday, 28 August 2026
Full article: page 6