mercoledì 4 novembre 2026

Giovani, influencer e il culto dell'apparenza: chi ci insegna davvero a vivere?

Una riflessione della European Muslims League sul successo, sull'ego e sul significato della nostra esistenza

Viviamo in un'epoca nella quale milioni di giovani osservano quotidianamente la vita di influencer, personaggi dello spettacolo e protagonisti dei social network. Ne imitano l'abbigliamento, il linguaggio, le abitudini e talvolta persino il modo di pensare.

Ma raramente ci fermiamo a porre una domanda fondamentale: queste persone rappresentano davvero un modello di vita da seguire?

Non si tratta di condannare il successo, la bellezza o la ricchezza. Nessuno di questi elementi è necessariamente contrario alla fede. Il problema nasce quando diventano il fine ultimo dell'esistenza, sostituendo i valori morali, la spiritualità e la responsabilità davanti a Dio.

L'ego al centro dell'esistenza

Nella tradizione islamica esiste un concetto particolarmente significativo: il nafs, la dimensione interiore dell'essere umano che comprende desideri, impulsi e inclinazioni personali.

Quando il nafs non viene educato attraverso la fede, la coscienza e l'autodisciplina, l'individuo rischia di diventare prigioniero dei propri desideri.

Essere ammirati, diventare famosi, accumulare denaro, conquistare visibilità: tutto può trasformarsi in una corsa senza fine.

Ma a quale prezzo?

Una persona può avere milioni di seguaci e non sapere quale direzione dare alla propria esistenza. Può possedere ricchezze immense e vivere nella povertà spirituale. Può dedicare ore alla cura del proprio corpo e non dedicare pochi minuti alla propria coscienza.

Abbiamo imparato ad abbellire ciò che gli altri vedono, dimenticando ciò che soltanto Dio conosce.

La vita terrena non è la destinazione finale

Le religioni ci ricordano una verità che la società dei consumi tende a lasciare ai margini: la nostra permanenza sulla Terra è temporanea.

Nella prospettiva islamica, questa vita rappresenta un passaggio, un'opportunità per conoscere il Creatore, compiere il bene, rispettare il prossimo e prepararci alla vita futura.

Il Corano afferma:

«Ogni anima gusterà la morte» (Corano, 3:185).

Non importa quanto una persona sia famosa, potente o ricca. Nessuno potrà sottrarsi a questa realtà.

E allora dobbiamo chiederci: se la nostra esistenza terrena è così breve, perché investiamo tante energie nell'apparire e così poche nel diventare persone migliori?

I giovani e i falsi modelli di successo

Molti giovani crescono in un ambiente nel quale il valore personale sembra dipendere dal numero di visualizzazioni, dall'aspetto fisico, dagli abiti indossati e dall'approvazione degli altri.

Il rischio è che imparino a misurare la propria dignità attraverso lo sguardo del pubblico anziché attraverso la propria coscienza.

Non possiamo attribuire ai social network ogni responsabilità della crisi spirituale contemporanea. Anche la famiglia, la scuola, le comunità religiose e gli adulti devono interrogarsi sulla propria capacità di trasmettere valori credibili.

Non basta dire ai giovani che devono credere in Dio. Occorre mostrare loro, attraverso l'esempio, che la fede può rendere una persona più giusta, onesta, generosa e responsabile.

La religione non dovrebbe essere percepita soltanto come un insieme di divieti, ma come una guida capace di dare significato alla libertà, alle scelte e alla vita stessa.

La bellezza che non appare nelle fotografie

L'Islam non condanna la bellezza né la cura della persona. Ma ricorda che il valore dell'essere umano non si esaurisce nell'aspetto esteriore.

Il Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui, ha insegnato:

«Allah non guarda ai vostri corpi né al vostro aspetto, ma guarda ai vostri cuori e alle vostre opere» (Sahih Muslim, 2564).

È un insegnamento di straordinaria attualità.

Possiamo migliorare il nostro aspetto, scegliere abiti eleganti e prenderci cura del corpo. Ma quale attenzione dedichiamo all'onestà, alla pazienza, alla misericordia, alla modestia e al rispetto degli altri?

Un volto bello può attirare l'attenzione. Un cuore nobile può migliorare la vita delle persone.

Un messaggio ai giovani

Cari giovani,

non permettete che siano gli algoritmi a decidere chi dovete diventare.

Non confondete la popolarità con il valore, la ricchezza con la felicità, la bellezza esteriore con la nobiltà d'animo.

Studiate, lavorate, coltivate i vostri talenti, costruite il vostro futuro. Non rinunciate ai vostri sogni, ma chiedetevi sempre quale posto occupino Dio, la coscienza e il bene degli altri nelle vostre ambizioni.

Non tutto ciò che riceve milioni di approvazioni è necessariamente giusto. E non tutto ciò che è giusto riceverà l'approvazione del mondo.

La vera libertà non consiste nel seguire ogni desiderio, ma anche nel saper dire di no a ciò che ci allontana dai nostri principi.

La domanda che dovremmo porci

La European Muslims League invita a riflettere su una questione che riguarda non soltanto i musulmani, ma chiunque si interroghi sul significato dell'esistenza.

Stiamo educando le nuove generazioni a diventare persone migliori oppure soltanto persone più visibili?

Il mondo ci insegna continuamente come conquistare l'attenzione degli altri. La fede ci invita a interrogarci su come vivere rettamente davanti a Dio.

Un giorno lasceremo tutto: il denaro, i vestiti, i riconoscimenti, i titoli e persino quella popolarità che oggi sembra così importante.

Resterà il valore delle nostre azioni.

Perché il vero successo non è essere ricordati da milioni di persone, ma aver vissuto una vita degna davanti a Dio.

European Muslims League (EML)

lunedì 2 novembre 2026

Un Calcio alla Guerra: sei Regioni, 42 Comuni italiani e quattro Comuni esteri uniti per la pace


Dalla Liguria al Piemonte, passando per Sardegna, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Molise: da Genova a Cagliari, Sassari, Napoli, Avellino, Palermo, Trapani e Caltanissetta, un grande messaggio di pace che unisce l'Italia da Nord a Sud, promosso dalla European Muslims League.

Genova, 2 novembre 2026 – La terza edizione di "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away", svoltasi il 10 ottobre 2026 a Genova, ha rappresentato un'importante occasione di partecipazione istituzionale, dialogo interculturale e cooperazione tra territori italiani e internazionali.

Il progetto, promosso dalla European Muslims League (EML), presieduta dall'Ambasciatore Alfredo Maiolese, con l'Alto Patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa, ha raccolto il patrocinio di sei Regioni italiane, 42 Comuni italiani e quattro Comuni esteri.

Le due pagine editoriali realizzate con un'impostazione grafica ispirata al quotidiano "La Testata Italiana" illustrano la dimensione nazionale e internazionale dell'iniziativa, valorizzando il contributo delle amministrazioni locali alla promozione della pace.

Sardegna, Campania e Sicilia: sette città unite dal messaggio della pace

Particolare attenzione è riservata alla Sardegna, con Cagliari e Sassari; alla Campania, con Napoli e Avellino; e alla Sicilia, con Palermo, Trapani e Caltanissetta.

L'adesione di queste sette amministrazioni testimonia la capacità dell'iniziativa di coinvolgere territori geograficamente distanti, uniti dalla volontà di promuovere il dialogo, la solidarietà e la convivenza pacifica.

Il nucleo storico e organizzativo del progetto rimane in Liguria, con Genova, Campomorone, Ceranesi e Serra Riccò, amministrazioni che hanno accompagnato la crescita della manifestazione e contribuito al suo progressivo sviluppo nazionale e internazionale.

Sei Regioni italiane e 42 Comuni aderenti

Le sei Regioni che hanno concesso il patrocinio sono Liguria, Piemonte, Basilicata, Puglia, Molise e Calabria.

I 42 Comuni italiani aderenti sono:

Genova, Campomorone, Ceranesi, Serra Riccò, Alassio, Albenga, Alessandria, Arezzo, Avellino, Cagli, Cagliari, Caltanissetta, Dozza, Fermignano, Fiumicello Villa Vicentina (Udine), Forlì, Imperia, Lodi, Messina, Mignanego, Monteprandone, Napoli, Noli, Ovada, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro, Pinerolo, Rossiglione, Rovegno, Sarzana, Sassari, Settimo Torinese, Spoleto, Sulmona, Termoli, Trapani, Venaria Reale, Venezia, Vicenza e Viterbo.

Una partecipazione che attraversa l'intero territorio nazionale e conferma il ruolo delle amministrazioni locali nella promozione di iniziative di pace e cooperazione.

Quattro Comuni esteri e una rete internazionale

La dimensione internazionale è stata rafforzata dal patrocinio di quattro amministrazioni comunali straniere:

- Municipio Mariño, Stato di Nueva Esparta, Venezuela.
- Comune di Kon-Yambetta, Camerun.
- Comune di Elbasan, Albania.
- Comune di Čair (Skopje), Macedonia del Nord.

Queste adesioni testimoniano la volontà di costruire una rete di città impegnate nella diffusione di una cultura della pace, capace di superare confini geografici, culturali e religiosi.

Il sostegno del Consiglio d'Europa e della Presidenza del Consiglio dei Ministri

L'iniziativa ha inoltre ricevuto una lettera di sostegno dal Consiglio d'Europa e un messaggio di saluto e augurio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, guidata da Giorgia Meloni.

Due comunicazioni istituzionali che hanno accompagnato una manifestazione dedicata al dialogo tra i popoli, alla solidarietà e alla prevenzione dei conflitti.

Una giornata di sport, diplomazia e dialogo

La manifestazione del 10 ottobre ha riunito sport, partecipazione civica e dialogo interreligioso attraverso il torneo di calcio, la Marcia della Pace e la cerimonia conclusiva presso il Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova.

La presenza della Sindaca di Genova, Silvia Salis, insieme a sindaci, amministratori locali, rappresentanti diplomatici e religiosi, ha sottolineato il valore istituzionale dell'iniziativa.

La dimensione internazionale è stata ulteriormente valorizzata dallo Special International Peace Award 2026 conferito al Primo Ministro della Malaysia, Dato' Seri Anwar Ibrahim, ritirato dall'Ambasciatore della Malaysia, e dalle menzioni dedicate al Gran Muftì emerito di Bosnia ed Erzegovina, Mustafa Cerić, e al reverendo canonico Marco Baragli, flautista di Re Carlo III.

La pace come responsabilità condivisa

Per l'Ambasciatore Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League, il coinvolgimento delle amministrazioni locali costituisce un elemento fondamentale per trasformare la cultura della pace in un impegno concreto e duraturo.

La pace non appartiene a una sola città, a una regione o a una nazione: è una responsabilità condivisa, che richiede dialogo, cooperazione e rispetto reciproco.

La European Muslims League esprime il proprio ringraziamento alle sei Regioni, ai 42 Comuni italiani, ai quattro Comuni esteri e a tutte le istituzioni, associazioni e comunità che hanno contribuito alla terza edizione di "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away".

Riferimenti editoriali

Le due pagine riprodotte sono elaborazioni grafiche predisposte per illustrare il progetto, ispirate all'impostazione de "La Testata Italiana", e non attestano una pubblicazione ufficiale del quotidiano.

La Testata Italiana – Quotidiano di Informazione, Edizione Internazionale.

Anno 1 – Numero 305 – 2 novembre 2026.

Editore e Direttore Responsabile: Arnaldo Gadola.

Autorizzazione N. 912 del 7 maggio 2026 – Registrata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE).

domenica 1 novembre 2026

Il matrimonio islamico è un contratto. Ma quello cristiano non è forse un patto?

Articolo in Italiano,Arabo, Inglese 
European Muslims League (EML) – Riflessione sul dialogo interreligioso e sulla corretta conoscenza delle tradizioni religiose

Nel dibattito pubblico europeo, il matrimonio islamico viene talvolta criticato perché definito un "contratto". Questa espressione, spesso interpretata attraverso categorie commerciali, può generare l'impressione errata che l'Islam riduca l'unione tra uomo e donna a un semplice accordo materiale.

Ma siamo certi che questa critica tenga conto della storia e del diritto matrimoniale delle altre religioni, in particolare del cristianesimo?

Nell'Islam, il matrimonio (nikah) è un contratto giuridico e morale, ma soprattutto un impegno solenne davanti a Dio. Esso si fonda sul consenso degli sposi, sulla responsabilità reciproca e sul riconoscimento di precisi diritti e doveri.

Il Corano, nella sura An-Nisāʾ (4:21), descrive il vincolo matrimoniale come mīthāqan ghalīẓā, espressione traducibile come "patto solenne".

Inoltre, nella sura Ar-Rūm (30:21), il matrimonio viene presentato come luogo di tranquillità, affetto e misericordia tra i coniugi.

Questi principi dimostrano che il matrimonio islamico non può essere interpretato come una transazione commerciale, ma come un'istituzione che unisce dimensione spirituale, responsabilità familiare e tutela giuridica.

E nel cristianesimo?

Un elemento spesso trascurato è che anche la Chiesa cattolica utilizza il concetto di patto matrimoniale.

Il Codice di Diritto Canonico, al canone 1055, definisce il matrimonio come un patto attraverso il quale l'uomo e la donna costituiscono tra loro una comunità di tutta la vita, ordinata al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione della prole.

Il canone 1057 stabilisce inoltre che il matrimonio è costituito dal consenso delle parti legittimamente manifestato, consenso che nessuna potestà umana può supplire.

Per la dottrina cattolica, il matrimonio tra battezzati è anche un sacramento. Questa rappresenta una differenza teologica importante rispetto alla concezione islamica, ma non cancella l'esistenza di un principio comune: il matrimonio nasce da un consenso libero e comporta obblighi e responsabilità reciproche.

Anche il matrimonio civile, negli ordinamenti europei, produce effetti giuridici, diritti e doveri tra i coniugi, pur non essendo necessariamente qualificato come contratto in senso tecnico.

Le differenze non devono diventare pregiudizi

La European Muslims League ritiene che il dialogo interreligioso debba fondarsi sulla conoscenza delle rispettive tradizioni, evitando interpretazioni superficiali o confronti costruiti su termini isolati dal loro contesto.

Il matrimonio islamico e quello cristiano presentano differenze dottrinali, giuridiche e rituali che meritano rispetto e approfondimento. Tuttavia, entrambi riconoscono il valore dell'impegno matrimoniale, della famiglia e della responsabilità reciproca.

Naturalmente, nessuna tradizione religiosa dovrebbe essere sottratta a un esame critico delle proprie pratiche, soprattutto quando sono coinvolti la libertà del consenso, la dignità della donna e la tutela dei diritti fondamentali.

Ma la critica deve essere fondata su fatti e conoscenze, non su equivoci linguistici.

Una domanda per la società europea

Se il matrimonio cattolico è definito un patto e quello islamico un contratto solenne, perché talvolta soltanto il secondo termine viene presentato come qualcosa di negativo?

La risposta dovrebbe partire da una maggiore educazione religiosa e giuridica, capace di distinguere le autentiche differenze dalle rappresentazioni stereotipate.

Il dialogo tra religioni non richiede di cancellare le differenze, ma di comprenderle prima di giudicarle.

È questo il principio che la European Muslims League continua a promuovere: una società nella quale la libertà religiosa, la conoscenza reciproca e il rispetto della dignità umana costituiscano le basi della convivenza.

Riferimenti essenziali

- Corano, 4:21 e 30:21.
- Codice di Diritto Canonico, canoni 1055 e 1057.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1601 e 1625–1632.
- Codice civile italiano, articoli 143 e 144.

الزواج في الإسلام عقد، أفليس الزواج في المسيحية أيضاً عهداً؟

الرابطة الأوروبية للمسلمين (EML) – تأمل في الحوار بين الأديان والفهم الصحيح للتقاليد الدينية

في النقاش العام الأوروبي، يتعرض الزواج الإسلامي أحياناً للانتقاد لأنه يُعرَّف بأنه "عقد". وقد يؤدي تفسير هذا المصطلح وفق المفاهيم التجارية إلى تكوين انطباع خاطئ بأن الإسلام يختزل العلاقة الزوجية بين الرجل والمرأة في مجرد اتفاق مادي.

ولكن هل تأخذ هذه الانتقادات في الاعتبار تاريخ وقوانين الزواج في الديانات الأخرى، ولا سيما المسيحية؟

في الإسلام، الزواج (النكاح) عقد شرعي وأخلاقي، ولكنه قبل كل شيء ميثاق جليل أمام الله. ويقوم على رضا الزوجين، والمسؤولية المتبادلة، والاعتراف بحقوق وواجبات محددة لكل منهما.

ويصف القرآن الكريم الرابطة الزوجية في سورة النساء (الآية 21) بأنها "مِيثَاقًا غَلِيظًا"، وهو تعبير يؤكد قدسية الالتزام الزوجي وعظم مسؤوليته.

كما يصف القرآن الكريم الزواج في سورة الروم (الآية 21) بأنه علاقة تقوم على السكينة والمودة والرحمة بين الزوجين.

وتوضح هذه المبادئ أن الزواج الإسلامي لا يمكن اختزاله في معاملة تجارية، بل هو مؤسسة تجمع بين البعد الروحي والمسؤولية الأسرية والحماية القانونية.

وماذا عن المسيحية؟

من الجوانب التي كثيراً ما يتم تجاهلها أن الكنيسة الكاثوليكية تستخدم أيضاً مفهوم العهد الزوجي.

فالقانون الكنسي الكاثوليكي، في المادة 1055، يعرّف الزواج بأنه عهد يؤسس بموجبه الرجل والمرأة شركة حياة كاملة، تهدف إلى خير الزوجين وإنجاب الأبناء وتربيتهم.

كما تنص المادة 1057 على أن الزواج يقوم على موافقة الطرفين المعلنة بصورة مشروعة، وأنه لا يمكن لأي سلطة بشرية أن تحل محل هذه الموافقة.

ووفقاً للعقيدة الكاثوليكية، فإن الزواج بين المعمّدين يُعد أيضاً سراً مقدساً. وهذا يمثل اختلافاً لاهوتياً مهماً عن التصور الإسلامي، لكنه لا يلغي وجود مبدأ مشترك، وهو أن الزواج يقوم على الرضا الحر ويترتب عليه التزامات ومسؤوليات متبادلة.

كذلك فإن الزواج المدني في الأنظمة القانونية الأوروبية ينشئ حقوقاً وواجبات وآثاراً قانونية بين الزوجين، وإن لم يكن يُصنَّف بالضرورة عقداً بالمعنى القانوني الدقيق.

الاختلافات لا ينبغي أن تتحول إلى أحكام مسبقة

ترى الرابطة الأوروبية للمسلمين أن الحوار بين الأديان يجب أن يقوم على المعرفة الصحيحة بالتقاليد الدينية المختلفة، بعيداً عن التفسيرات السطحية أو المقارنات المبنية على مصطلحات معزولة عن سياقها.

فالزواج الإسلامي والزواج المسيحي يختلفان في جوانب عقائدية وقانونية وشعائرية تستحق الاحترام والدراسة المتعمقة. ومع ذلك، فإن كليهما يعترف بقيمة الالتزام الزوجي والأسرة والمسؤولية المتبادلة.

وبطبيعة الحال، لا ينبغي إعفاء أي تقليد ديني من التقييم النقدي لممارساته، خاصة عندما يتعلق الأمر بحرية الرضا وكرامة المرأة وحماية الحقوق الأساسية.

ولكن يجب أن يستند النقد إلى الحقائق والمعرفة، لا إلى سوء فهم المصطلحات.

سؤال إلى المجتمع الأوروبي

إذا كان الزواج الكاثوليكي يُعرَّف بأنه عهد، والزواج الإسلامي بأنه عقد وميثاق غليظ، فلماذا يُقدَّم المصطلح الثاني أحياناً وحده بصورة سلبية؟

ينبغي أن تبدأ الإجابة بتعزيز الثقافة الدينية والقانونية، بما يساعد على التمييز بين الاختلافات الحقيقية والصور النمطية.

إن الحوار بين الأديان لا يتطلب إلغاء الاختلافات، بل فهمها قبل إصدار الأحكام عليها.

وهذا هو المبدأ الذي تواصل الرابطة الأوروبية للمسلمين الدعوة إليه: بناء مجتمع تكون فيه الحرية الدينية والمعرفة المتبادلة واحترام الكرامة الإنسانية أسساً للتعايش المشترك.

المراجع الأساسية

- القرآن الكريم، سورة النساء، الآية 21؛ وسورة الروم، الآية 21.
- مجموعة القانون الكنسي للكنيسة الكاثوليكية، القانونان 1055 و1057.
- التعليم المسيحي للكنيسة الكاثوليكية، الفقرات 1601 و1625–1632.
- القانون المدني الإيطالي، المادتان 143 و144.

Islamic Marriage Is a Contract. But Isn't Christian Marriage Also a Covenant?

European Muslims League (EML) – A Reflection on Interfaith Dialogue and the Proper Understanding of Religious Traditions

In European public debate, Islamic marriage is sometimes criticised because it is described as a "contract". This expression, often interpreted through commercial concepts, may create the mistaken impression that Islam reduces the union between a man and a woman to a merely material agreement.

But does this criticism adequately consider the history and matrimonial laws of other religious traditions, particularly Christianity?

In Islam, marriage (nikah) is a legal and moral contract, but above all, a solemn commitment before God. It is based on the consent of the spouses, mutual responsibility, and the recognition of specific rights and obligations.

The Qur'an, in Surah An-Nisa (4:21), describes the marital bond as mithaqan ghaliza, an expression meaning a "solemn covenant".

Furthermore, Surah Ar-Rum (30:21) presents marriage as a relationship characterised by tranquillity, affection and mercy between spouses.

These principles demonstrate that Islamic marriage cannot be reduced to a commercial transaction. Rather, it is an institution combining spiritual commitment, family responsibility and legal protection.

And What About Christianity?

An often overlooked aspect is that the Catholic Church also employs the concept of a matrimonial covenant.

Canon 1055 of the Catholic Code of Canon Law defines marriage as a covenant through which a man and a woman establish a partnership of their whole life, ordered towards the good of the spouses and the procreation and education of children.

Canon 1057 further establishes that marriage is brought into being by the legitimately manifested consent of the parties, which no human power can replace.

According to Catholic doctrine, marriage between baptised persons is also a sacrament. This represents an important theological distinction from the Islamic understanding, but it does not eliminate a shared principle: marriage is founded upon free consent and entails mutual obligations and responsibilities.

Civil marriage within European legal systems likewise establishes legal consequences, rights and duties between spouses, although it is not necessarily classified as a contract in the strict technical sense.

Differences Must Not Become Prejudices

The European Muslims League believes that interfaith dialogue must be founded upon an accurate understanding of different religious traditions, avoiding superficial interpretations or comparisons based on terminology taken out of context.

Islamic and Christian marriage differ in doctrinal, legal and ritual aspects that deserve respect and careful examination. Nevertheless, both recognise the value of marital commitment, family life and mutual responsibility.

Naturally, no religious tradition should be exempt from critical examination of its practices, particularly where freedom of consent, women's dignity and the protection of fundamental rights are concerned.

However, criticism must be based on facts and knowledge, not linguistic misunderstandings.

A Question for European Society

If Catholic marriage is defined as a covenant and Islamic marriage as a solemn contract, why is the latter expression sometimes portrayed negatively?

The answer should begin with greater religious and legal literacy, enabling society to distinguish genuine differences from stereotypical representations.

Interfaith dialogue does not require differences to be erased, but rather understood before they are judged.

This is the principle that the European Muslims League continues to promote: a society in which religious freedom, mutual understanding and respect for human dignity form the foundations of peaceful coexistence.

Essential References

- The Qur'an, 4:21 and 30:21.
- Code of Canon Law, Canons 1055 and 1057.
- Catechism of the Catholic Church, paragraphs 1601 and 1625–1632.
- Italian Civil Code, Articles 143 and 144.

martedì 27 ottobre 2026

EML Vice President Dr. Arben Ramkaj Appointed Chairman of Balkan Affairs at the Arab Union for Economic Development and Integration



Tirana, Albania | 27 October 2026

The European Muslims League (EML) welcomes the appointment of its Vice President, Dr. Arben Ramkaj, as Chairman of the Balkan Affairs Committee of the Arab Union for Economic Development and Integration.

This appointment represents an important opportunity to encourage dialogue, institutional cooperation and stronger relations between the Balkan region and the Arab world.

Dr. Ramkaj has been actively engaged in promoting interfaith dialogue, intercultural understanding and international cooperation, values that are also central to the mission of the European Muslims League.

In his new role, he aims to contribute to the development of constructive partnerships, mutual understanding and sustainable cooperation between the two regions.

The European Muslims League extends its congratulations to Dr. Ramkaj and wishes him success in carrying out his new responsibilities, in the spirit of dialogue, mutual respect and cooperation among peoples.

European Muslims League (EML)

EML-CISH – Study No. 2: Muslims in Europe – History, Citizenship and Contributions to European Society

 EML-CISH – RESEARCH STUDY No. 2

MUSLIMS IN EUROPE

History, Citizenship, Economic and Social Contributions, Security and Prospects for Coexistence

The EML-CISH – Centre for International Studies and Humanism, established within the European Muslims League, presents its second research study dedicated to the historical presence, social participation and contributions of Muslim communities across Europe.

The study examines citizenship, employment, entrepreneurship, education, sport, public safety, religious freedom and interfaith coexistence.

It also explores the role of Muslim communities in European development and proposes practical recommendations for social cohesion, professional training and responsible migration policies.

Muslims are not outsiders to European history. They are an integral part of its past, present and future.

This publication is presented as a preliminary research report intended to encourage informed discussion and further scientific investigation.

Read the full study – PDF (English)


lunedì 26 ottobre 2026

GUYANA – EML Peace Ambassador Participates in High-Level National Consultation on Child Welfare and Safety

European Muslims League (EML) – International News

The European Muslims League (EML) welcomes the participation of its Peace Ambassador, Moeenul Hack, in a high-level national consultation in Guyana, convened by His Excellency Dr. Mohamed Irfaan Ali, President of the Cooperative Republic of Guyana.

The initiative, reported by the Sunday Chronicle on 25 October 2026, concerns the establishment of a multi-agency task force entrusted with developing comprehensive recommendations and coordinated actions to strengthen child welfare, mental health protection and safety across the country.

The consultation brought together representatives from different sectors to address issues affecting children and young people, emphasizing the importance of institutional cooperation, prevention and collective responsibility.

Peace Begins with the Protection of Children

The European Muslims League considers the protection of children, human dignity and social solidarity essential foundations of a peaceful and responsible society.

The participation of EML Peace Ambassador Moeenul Hack in this important national consultation reflects the values promoted by the organization through its international network of Ambassadors of Peace.

EML recognizes the importance of constructive dialogue between public institutions, civil society and community representatives in addressing contemporary social challenges.

A Message of International Solidarity

The European Muslims League expresses its appreciation for initiatives aimed at safeguarding children's rights and strengthening social cohesion.

The organization wishes the President of Guyana and all participating institutions success in translating these consultations into concrete measures for the benefit of children, families and future generations.

European Muslims League (EML)
Office of the Presidency – International Secretariat

sabato 24 ottobre 2026

FRANCE: VIOLENCE, RACISM AND THE DUTY TO PROTECT EVERY COMMUNITY

English, French, Italian.

European Muslims League – EML Islamophobia Watch | 24 October 2026

The European Muslims League (EML), headquartered in Genoa, Italy, expresses its profound concern following the deadly armed attack reported on 23 October 2026 in the French municipalities of Trappes and La Verrière, near Paris.

According to media reports, one person was killed and five others were injured, including a twelve-year-old girl.

French President Emmanuel Macron condemned the attack as an act of racist terrorism, while local authorities raised concerns about a possible Islamophobic motive. The precise motivations remain subject to investigation and must not be prejudged.

The European Muslims League strongly condemns all acts of violence, racism, religious hatred and discrimination, regardless of the identity or beliefs of the victims.

Statement by Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League (EML)

"Hatred has no religion, and violence has no justification. If the Islamophobic motive is confirmed, this attack must serve as a serious warning to the whole of Europe. We cannot wait for another tragedy before defending religious freedom and human dignity. Protecting Muslims, Christians, Jews and every other community means protecting Europe itself."

The EML calls upon the competent French authorities to conduct a thorough, independent and transparent investigation, ensuring that any possible racist or religious motivation is carefully examined.

At the same time, the League urges European institutions, governments and civil society to strengthen efforts against Islamophobia, antisemitism, racism and all forms of religious intolerance.

No European citizen should live in fear because of their faith, cultural background or identity.

Peaceful coexistence cannot be guaranteed by declarations alone. It requires education, institutional responsibility, mutual respect and concrete action against hatred.

The European Muslims League expresses its solidarity with the victims and their families and reiterates its commitment to dialogue, religious freedom and human dignity.

European Muslims League (EML) Secretariat – Genoa, Italy


FRANCE : VIOLENCE, RACISME ET DEVOIR DE PROTÉGER TOUTES LES COMMUNAUTÉS

European Muslims League – Observatoire de l'islamophobie | 24 octobre 2026

La Ligue des Musulmans Européens (EML), dont le siège se trouve à Gênes, en Italie, exprime sa profonde préoccupation à la suite de l'attaque armée meurtrière signalée le 23 octobre 2026 dans les communes françaises de Trappes et de La Verrière, près de Paris.

Selon les informations publiées par les médias, une personne a été tuée et cinq autres blessées, dont une fillette de douze ans.

Le président Emmanuel Macron a condamné cette attaque comme un acte de terrorisme raciste, tandis que des responsables locaux ont évoqué la possibilité d'un mobile islamophobe. Les motivations précises restent à déterminer par l'enquête et ne doivent pas être présumées.

La Ligue des Musulmans Européens condamne fermement toute forme de violence, de racisme, de haine religieuse et de discrimination, quelles que soient l'identité ou les convictions des victimes.

Déclaration d'Alfredo Maiolese, Président de la Ligue des Musulmans Européens (EML)

"La haine n'a pas de religion et la violence n'a aucune justification. Si le mobile islamophobe est confirmé, cette attaque devra constituer un avertissement sérieux pour toute l'Europe. Nous ne pouvons pas attendre une nouvelle tragédie avant de défendre la liberté religieuse et la dignité humaine. Protéger les musulmans, les chrétiens, les juifs et toutes les autres communautés, c'est protéger l'Europe elle-même."

L'EML appelle les autorités françaises compétentes à mener une enquête approfondie, indépendante et transparente, en examinant attentivement toute éventuelle motivation raciste ou religieuse.

Parallèlement, la Ligue invite les institutions européennes, les gouvernements et la société civile à renforcer leurs efforts contre l'islamophobie, l'antisémitisme, le racisme et toutes les formes d'intolérance religieuse.

Aucun citoyen européen ne devrait vivre dans la peur en raison de sa foi, de ses origines culturelles ou de son identité.

La coexistence pacifique ne peut être garantie par de simples déclarations. Elle exige l'éducation, la responsabilité institutionnelle, le respect mutuel et des actions concrètes contre la haine.

La Ligue des Musulmans Européens exprime sa solidarité avec les victimes et leurs familles et réaffirme son engagement en faveur du dialogue, de la liberté religieuse et de la dignité humaine.

European Muslims League (EML) Secrétariat – Gênes, Italie


FRANCIA: VIOLENZA, RAZZISMO E DOVERE DI PROTEGGERE OGNI COMUNITÀ

European Muslims League – Osservatorio sull'islamofobia | 24 ottobre 2026

La Lega dei Musulmani Europei (EML), con sede a Genova, esprime profonda preoccupazione per il grave attacco armato avvenuto il 23 ottobre 2026 nei comuni francesi di Trappes e La Verrière, nei pressi di Parigi.

Secondo le notizie diffuse dai media, una persona è stata uccisa e altre cinque sono rimaste ferite, tra cui una bambina di dodici anni.

Il presidente Emmanuel Macron ha condannato l'episodio definendolo un atto di terrorismo razzista, mentre alcune autorità locali hanno sollevato il possibile movente islamofobico. Le motivazioni precise rimangono oggetto d'indagine e non devono essere date per accertate.

La Lega dei Musulmani Europei condanna fermamente ogni forma di violenza, razzismo, odio religioso e discriminazione, indipendentemente dall'identità o dalle convinzioni delle vittime.

Dichiarazione di Alfredo Maiolese, Presidente della Lega dei Musulmani Europei (EML)

"L'odio non ha religione e la violenza non ha giustificazione. Se il movente islamofobico sarà confermato, questo attacco dovrà rappresentare un serio avvertimento per tutta l'Europa. Non possiamo aspettare un'altra tragedia prima di difendere la libertà religiosa e la dignità umana. Proteggere i musulmani, i cristiani, gli ebrei e ogni altra comunità significa proteggere l'Europa stessa."

L'EML invita le autorità francesi competenti a condurre un'indagine approfondita, indipendente e trasparente, verificando attentamente ogni possibile motivazione razzista o religiosa.

Allo stesso tempo, la Lega richiama le istituzioni europee, i governi e la società civile alla necessità di rafforzare l'impegno contro l'islamofobia, l'antisemitismo, il razzismo e ogni forma di intolleranza religiosa.

Nessun cittadino europeo dovrebbe vivere nella paura a causa della propria fede, delle proprie origini culturali o della propria identità.

La convivenza pacifica non può essere garantita soltanto dalle dichiarazioni. Richiede educazione, responsabilità istituzionale, rispetto reciproco e azioni concrete contro l'odio.

La Lega dei Musulmani Europei esprime solidarietà alle vittime e alle loro famiglie e ribadisce il proprio impegno per il dialogo, la libertà religiosa e la dignità umana.

European Muslims League (EML) Segretariato – Genova, Italia