lunedì 21 settembre 2026

BURQA E NIQAB NELLE SCUOLE ITALIANE: QUANTI SONO REALMENTE I CASI?


EML Islamophobia Watch chiede dati e un dibattito basato sui fatti
21 settembre 2026
La European Muslims League (EML), attraverso la propria unità EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit, segue il dibattito apertosi in Italia dopo l'annuncio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di un prossimo provvedimento che introdurrebbe il divieto di burqa e niqab nelle scuole.
La EML non intende trasformare questo tema in uno scontro politico né schierarsi nella contrapposizione tra Governo e opposizione.
Riteniamo invece che sia necessario rispondere a una semplice domanda:
QUANTE STUDENTESSE FREQUENTANO OGGI LE SCUOLE ITALIANE INDOSSANDO EFFETTIVAMENTE BURQA O NIQAB?
Prima dell'introduzione di una misura di carattere nazionale, conoscere la reale dimensione del fenomeno aiuterebbe istituzioni, mezzi d'informazione e opinione pubblica a valutarlo sulla base di elementi concreti.
"Stiamo parlando di migliaia di studentesse, di centinaia, di decine o di casi isolati? Non è una domanda politica. È una richiesta di dati", dichiara Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League.
La EML ritiene inoltre essenziale distinguere il burqa e il niqab, che coprono il volto, dall'hijab, che lascia il volto scoperto. Si tratta di indumenti differenti che non dovrebbero essere confusi nel dibattito pubblico.
Maiolese aggiunge:
"Sicurezza, identificazione delle persone, libertà religiosa, dignità della donna e integrazione sono questioni serie. Proprio perché sono serie, il confronto dovrebbe partire da fatti verificati. Chiediamo quindi alle istituzioni competenti di rendere disponibili i dati sul numero delle studentesse che effettivamente frequentano le scuole italiane indossando burqa o niqab".
Lo scopo della richiesta non è difendere né contestare il provvedimento annunciato, ma favorire un confronto pubblico trasparente e proporzionato alla reale dimensione del fenomeno.
EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit
Monitor – Verify – Document – Respond
European Muslims League (EML)
www.eml.fm
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BURQA AND NIQAB IN ITALIAN SCHOOLS: HOW MANY CASES ARE THERE REALLY?
EML Islamophobia Watch calls for data and a fact-based debate
21 September 2026
The European Muslims League (EML), through its EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit, is following the debate that has emerged in Italy after Prime Minister Giorgia Meloni announced a forthcoming measure that would introduce a ban on burqas and niqabs in schools.
EML does not intend to turn this issue into a political confrontation or to take sides in the debate between the Government and the opposition.
Instead, we believe that a simple factual question should be answered:
HOW MANY STUDENTS CURRENTLY ATTEND ITALIAN SCHOOLS WEARING A BURQA OR NIQAB?
Before introducing a nationwide measure, knowing the actual scale of the phenomenon would help institutions, the media and the public assess the issue on the basis of evidence.
"Are we talking about thousands of students, hundreds, dozens, or isolated cases? This is not a political question. It is a request for data", said Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League.
EML also considers it essential to distinguish between the burqa and niqab, which cover the face, and the hijab, which leaves the face visible. These are different garments and should not be confused in public discussion.
Maiolese added:
"Security, identification, religious freedom, women's dignity and integration are serious matters. Precisely because they are serious, the debate should begin with verified facts. We therefore ask the competent institutions to make available data on how many students actually attend Italian schools wearing a burqa or niqab."
The purpose of this request is neither to defend nor to oppose the announced measure, but to encourage a transparent and proportionate public discussion based on the real dimensions of the issue.
EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit
Monitor – Verify – Document – Respond
European Muslims League (EML)
www.eml.fm

NETHERLANDS LAUNCHES NATIONAL REPORTING CENTRE FOR INCIDENTS AGAINST ISLAMIC INSTITUTIONS



EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit

21 September 2026 – Netherlands

A new national reporting centre dedicated to documenting incidents involving Islamic institutions has been launched in the Netherlands, amid concerns over discrimination, threats and hostility affecting mosques and Muslim organisations.

The initiative, promoted by the Contactorgaan Moslims en Overheid (CMO), allows Islamic institutions to report discriminatory and threatening incidents through a dedicated national platform.

According to the CMO, systematic registration is necessary to obtain a clearer picture of the nature and scale of incidents directed against Islamic institutions and to help public authorities and organisations respond more effectively.

Dutch police have also acknowledged that discrimination is significantly underreported, including anti-Muslim discrimination and incidents involving mosques.

Police figures reported by Dutch media indicate that 414 cases of anti-Muslim discrimination were reported in 2025, including 20 reports concerning incidents at mosques.

The European Muslims League (EML), through its Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit, considers systematic documentation an essential instrument for understanding and addressing anti-Muslim discrimination across Europe.

Monitoring must not serve to create further divisions within society. Its purpose should be to identify verified incidents, protect fundamental rights and provide institutions and civil society with reliable information.

Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League, stated:

“Documentation is one of the most effective tools against discrimination. What is not recorded risks remaining invisible. Initiatives capable of collecting reliable information about threats, vandalism and discrimination against Muslim communities can help institutions understand the real dimensions of the phenomenon and respond appropriately. Protecting a mosque, a church, a synagogue or any other place of worship means protecting the religious freedom of society as a whole.”

EML Islamophobia Watch will continue to monitor developments in the Netherlands and throughout Europe according to its operational principle:

Monitor – Verify – Document – Respond.

Sources: Contactorgaan Moslims en Overheid (CMO); NOS, Netherlands.

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PAESI BASSI: NASCE UN CENTRO NAZIONALE PER SEGNALARE GLI EPISODI CONTRO LE ISTITUZIONI ISLAMICHE

EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit

21 settembre 2026 – Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi è stato avviato un nuovo centro nazionale dedicato alla segnalazione e alla documentazione degli episodi che coinvolgono istituzioni islamiche, in un contesto di preoccupazione per discriminazioni, minacce e atti di ostilità nei confronti di moschee e organizzazioni musulmane.

L'iniziativa, promossa dal Contactorgaan Moslims en Overheid (CMO), consente alle istituzioni islamiche di segnalare attraverso una piattaforma nazionale dedicata episodi discriminatori e minacciosi.

Secondo il CMO, una registrazione sistematica è necessaria per ottenere un quadro più preciso della natura e della portata degli episodi diretti contro le istituzioni islamiche e per consentire alle autorità pubbliche e alle organizzazioni di intervenire in maniera più efficace.

Anche la polizia olandese ha riconosciuto che molti episodi di discriminazione non vengono denunciati, compresi quelli relativi alla discriminazione anti-musulmana e alle moschee.

Secondo i dati della polizia riportati dai media olandesi, nel 2025 sono state registrate 414 segnalazioni di discriminazione contro musulmani, delle quali 20 riguardavano episodi relativi a moschee.

La European Muslims League (EML), attraverso la propria Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit, considera la documentazione sistematica uno strumento essenziale per comprendere e contrastare la discriminazione anti-musulmana in Europa.

Il monitoraggio non deve servire a creare ulteriori divisioni nella società. Il suo obiettivo deve essere quello di individuare episodi verificati, tutelare i diritti fondamentali e fornire alle istituzioni e alla società civile informazioni affidabili.

Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League, dichiara:

“La documentazione è uno degli strumenti più efficaci contro la discriminazione. Ciò che non viene registrato rischia di rimanere invisibile. Iniziative capaci di raccogliere informazioni affidabili su minacce, vandalismi e discriminazioni contro le comunità musulmane possono aiutare le istituzioni a comprendere le reali dimensioni del fenomeno e a rispondere adeguatamente. Proteggere una moschea, una chiesa, una sinagoga o qualsiasi altro luogo di culto significa proteggere la libertà religiosa dell'intera società.”

EML Islamophobia Watch continuerà a monitorare gli sviluppi nei Paesi Bassi e nel resto d'Europa secondo il proprio principio operativo:

Monitor – Verify – Document – Respond.

Fonti: Contactorgaan Moslims en Overheid (CMO); NOS, Paesi Bassi.

Tags: Islamophobia, Netherlands, Anti-Muslim Discrimination, Mosques, Religious Freedom, EML Islamophobia Watch, European Muslims League

sabato 19 settembre 2026

MESTRE: “NO ISLAM” WRITINGS AT A MUSLIM PRAYER AREA – EML ISLAMOPHOBIA WATCH CALLS FOR RESPONSIBILITY AND DIALOGUE


Venice, 19 September 2026 – EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit of the European Muslims League (EML) is closely monitoring the incidents reported in Mestre, Venice, where “No Islam” writings and crosses appeared at Parco del Piraghetto, an area where members of the Muslim community gather for prayer with authorization from the competent authorities.
According to media reports, the writings were subsequently removed by municipal workers, while video surveillance footage in the area may assist the authorities in identifying those responsible.
During the same period, a banner opposing integration also appeared outside the Giulio Cesare school in Mestre. These incidents have prompted reactions from civil society and local institutions.
The Patriarch of Venice, Francesco Moraglia, also intervened, describing what had occurred as “worrying episodes of hostility and intolerance” and calling for respect, peace and dialogue.
EML Islamophobia Watch considers it important to document incidents of this nature without contributing to further polarization. Freedom of religion, respect for places and moments of prayer, and the right to manifest one’s beliefs in accordance with the law are essential elements of democratic coexistence.
“A message directed against a religion must not become the starting point for further confrontation between communities. Instead, we should ask ourselves how we can prevent fear and provocation from replacing mutual understanding. As European Muslims, we reject intolerance towards Islam just as we reject hostility towards Christians, Jews or any other religious community. The words of Patriarch Moraglia represent an important reminder: our response must be more dialogue, more responsibility and greater coexistence,” said Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League.
The Monitoring & Response Unit will continue to follow developments in Mestre within the framework of its operational methodology:
Monitor. Verify. Document. Respond.

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MESTRE: SCRITTE “NO ISLAM” NELL’AREA DI PREGHIERA MUSULMANA – EML ISLAMOPHOBIA WATCH RICHIAMA ALLA RESPONSABILITÀ E AL DIALOGO
Venezia, 19 settembre 2026 – EML Islamophobia Watch – Monitoring & Response Unit della European Muslims League (EML) sta monitorando con attenzione gli episodi segnalati a Mestre, Venezia, dove scritte “No Islam” e croci sono comparse al Parco del Piraghetto, area nella quale membri della comunità musulmana si riuniscono per la preghiera con l’autorizzazione delle autorità competenti.
Secondo quanto riportato dalla stampa, le scritte sono state successivamente rimosse dagli addetti comunali, mentre le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area potranno contribuire alle verifiche per individuare i responsabili.
Nello stesso periodo, davanti alla scuola Giulio Cesare di Mestre è comparso anche uno striscione contrario all’integrazione. Gli episodi hanno suscitato reazioni da parte della società civile e delle istituzioni locali.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che ha definito quanto accaduto “episodi preoccupanti di avversione e intolleranza”, richiamando alla necessità del rispetto, della pace e del dialogo.
EML Islamophobia Watch ritiene importante documentare episodi di questo tipo senza contribuire ad alimentare ulteriori contrapposizioni. La libertà religiosa, il rispetto dei luoghi e dei momenti di preghiera e il diritto di manifestare le proprie convinzioni nel rispetto della legge costituiscono elementi essenziali della convivenza democratica.
«Un messaggio rivolto contro una religione non deve diventare il punto di partenza per una nuova contrapposizione tra comunità. Dobbiamo invece domandarci come impedire che la paura e la provocazione prendano il posto della conoscenza reciproca. Come musulmani europei respingiamo l’intolleranza contro l’Islam così come respingiamo ogni forma di ostilità verso cristiani, ebrei o qualsiasi altra comunità religiosa. Le parole del Patriarca Moraglia rappresentano un richiamo importante: la nostra risposta deve essere più dialogo, più responsabilità e maggiore convivenza», dichiara Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League.
La Monitoring & Response Unit continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda di Mestre nell’ambito del proprio metodo operativo:
Monitor. Verify. Document. Respond.

SPAIN: PROSECUTORS SEEK THREE-YEAR PRISON SENTENCE FOR LOCAL POLICE OFFICER OVER ANTI-MUSLIM SOCIAL MEDIA POSTS

🇬🇧 ENGLISH
EML Islamophobia Watch – Monitor. Verify. Document. Respond.

Spanish prosecutors have requested that a local police officer from Reinosa, Cantabria, stand trial over a series of social media posts allegedly targeting migrants, particularly people of North African origin and Muslims.

The case has attracted the attention of EML Islamophobia Watch because it involves an officer entrusted with public authority and messages which, according to prosecutors, collectively associated Muslims and people of Maghrebi origin with crime and violence.

According to the prosecution document reported by Spanish media, the officer allegedly used a public account on X to repeatedly publish derogatory messages during and after the unrest that occurred in Torre Pacheco, Murcia, in July 2025.

Some of the posts used highly offensive language against people of Maghrebi origin, advocated their collective expulsion from Spain and, according to prosecutors, risked legitimising hostility and violence.

The scale of the dissemination is particularly significant. One thread reportedly reached approximately 6.5 million views, with tens of thousands of interactions.

The investigating court had already ordered the precautionary removal of the disputed content in March 2026.

The Cantabria Prosecutor's Office is now seeking a three-year prison sentence, an eleven-month fine, additional disqualification from certain activities and the permanent closure of the social media account.

No final judgment has been issued. The allegations therefore remain subject to judicial examination and the accused retains the presumption of innocence.

EML ISLAMOPHOBIA WATCH: THE RESPONSIBILITY OF PUBLIC OFFICIALS

The European Muslims League considers it essential to distinguish legitimate debate on immigration, security and integration from collective accusations directed at people because of their ethnic origin or religious identity.

Criticism of immigration policies or public-security decisions is part of democratic debate. Describing an entire population as inherently criminal or dangerous, however, moves the discussion from criticism of policies or individual conduct towards collective stigmatization.

The case also raises a broader question concerning the responsibility of public officials on social media.

Police officers and other representatives of public authority occupy positions that require particular attention to impartiality and public trust. When messages capable of generating hostility towards religious or ethnic communities achieve millions of views, their potential social impact extends far beyond an individual social-media account.

EML Islamophobia Watch will follow the judicial proceedings while respecting the presumption of innocence and will monitor whether further institutional measures are adopted.

The European Muslims League reiterates that combating anti-Muslim hatred must never mean restricting legitimate criticism or political debate. The objective is to identify and document the point at which criticism becomes falsification, collective attribution, dehumanisation or incitement to hostility against people because of their identity.

Monitor. Verify. Document. Respond.

European Muslims League (EML)
Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit

🇮🇹 ITALIANO

SPAGNA: LA PROCURA CHIEDE TRE ANNI DI CARCERE PER UN AGENTE DELLA POLIZIA LOCALE PER MESSAGGI ANTI-MUSULMANI SUI SOCIAL

EML Islamophobia Watch – Monitor. Verify. Document. Respond.

La Procura spagnola ha chiesto che un agente della Polizia locale di Reinosa, in Cantabria, venga processato per una serie di pubblicazioni sui social network rivolte contro migranti, in particolare persone di origine nordafricana e musulmani.

Il caso ha attirato l'attenzione dell'EML Islamophobia Watch perché coinvolge un appartenente alle forze di polizia e messaggi che, secondo l'accusa, associavano collettivamente musulmani e persone di origine magrebina alla criminalità e alla violenza.

Secondo l'atto della Procura riportato dai media spagnoli, l'agente avrebbe utilizzato un account pubblico sulla piattaforma X per pubblicare ripetutamente messaggi denigratori durante e dopo i disordini avvenuti a Torre Pacheco, nella regione di Murcia, nel luglio 2025.

Alcuni dei messaggi utilizzavano espressioni fortemente offensive contro persone di origine magrebina, sostenevano la loro espulsione collettiva dalla Spagna e, secondo la Procura, rischiavano di legittimare ostilità e violenza.

Particolarmente significativa è stata la diffusione dei contenuti. Uno dei thread avrebbe raggiunto circa 6,5 milioni di visualizzazioni, accompagnate da decine di migliaia di interazioni.

Il giudice istruttore aveva già disposto, nel marzo 2026, la rimozione cautelare dei contenuti contestati.

La Procura della Cantabria chiede ora tre anni di reclusione, una multa di undici mesi, ulteriori misure di interdizione da determinate attività e la chiusura definitiva dell'account utilizzato per diffondere i messaggi.

Non esiste al momento una sentenza definitiva. Le accuse dovranno pertanto essere esaminate nel procedimento giudiziario e resta ferma la presunzione di innocenza dell'imputato.

EML ISLAMOPHOBIA WATCH: LA RESPONSABILITÀ DI CHI ESERCITA UNA FUNZIONE PUBBLICA

La European Muslims League ritiene fondamentale distinguere il legittimo dibattito sull'immigrazione, sulla sicurezza e sull'integrazione dalle accuse collettive rivolte alle persone in ragione della loro origine etnica o appartenenza religiosa.

Criticare le politiche migratorie o le decisioni in materia di sicurezza pubblica appartiene al normale confronto democratico. Descrivere invece un'intera popolazione come intrinsecamente criminale o pericolosa sposta il discorso dalla critica delle politiche o dei comportamenti individuali alla stigmatizzazione collettiva.

Il caso pone inoltre una questione più ampia sulla responsabilità di chi esercita funzioni pubbliche nell'utilizzo dei social network.

Gli appartenenti alle forze di polizia e gli altri rappresentanti dell'autorità pubblica ricoprono ruoli che richiedono particolare attenzione all'imparzialità e alla fiducia dei cittadini. Quando messaggi capaci di alimentare ostilità nei confronti di comunità religiose o etniche raggiungono milioni di visualizzazioni, il loro potenziale impatto sociale supera ampiamente la dimensione di un singolo account.

EML Islamophobia Watch seguirà l'evoluzione del procedimento giudiziario nel pieno rispetto della presunzione di innocenza e verificherà l'eventuale adozione di ulteriori provvedimenti istituzionali.

La European Muslims League ribadisce che contrastare l'odio anti-musulmano non significa limitare la critica legittima o il dibattito politico. L'obiettivo è individuare e documentare il punto nel quale la critica diventa falsificazione, attribuzione collettiva, disumanizzazione o incitamento all'ostilità contro le persone in ragione della loro identità.

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European Muslims League (EML)
Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit

giovedì 17 settembre 2026

Deepfakes and Online Hate: When Artificial Intelligence Targets a Young Muslim Woman

ITALIANO.... ENGLISH 

DEEPFAKE E ODIO ONLINE: QUANDO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COLPISCE UNA GIOVANE DONNA MUSULMANA

EML Islamophobia Watch – Monitor. Verify. Document. Respond.

Una giovane donna musulmana, volontaria in una campagna dedicata all’educazione sulla salute femminile, è diventata bersaglio di video manipolati attraverso l’intelligenza artificiale e di una successiva ondata di derisione online, che ha coinvolto anche il suo hijab.

Il caso è stato esaminato dall’Oversight Board di Meta, che ha stabilito che uno dei video pubblicati su Facebook avrebbe dovuto essere rimosso.

La vicenda nasce da una reale intervista televisiva nella quale la giovane partecipava, come volontaria, a una campagna volta a migliorare l’educazione sulla salute delle donne e a ridurre lo stigma relativo ad alcune condizioni sanitarie.

Quelle immagini sono state successivamente manipolate.

In uno dei video generati attraverso l’intelligenza artificiale, la donna veniva falsamente presentata come titolare di un ruolo ufficiale nel settore sanitario e appariva mentre forniva consigli che non aveva mai dato, svolgendo esercizi fisici assurdi e consumando cibo poco salutare.

Nulla di tutto questo apparteneva all’intervista originale.

Secondo l’Oversight Board, immagini e video manipolati della giovane hanno raggiunto complessivamente decine di milioni di visualizzazioni sulle diverse piattaforme. Il singolo post Facebook sottoposto all’esame del Board aveva superato le 5.000 visualizzazioni e raccolto numerosi commenti, alcuni dei quali ridicolizzavano il suo aspetto fisico, il peso e l’hijab.

Il contenuto era stato segnalato per possibile violazione delle norme di Meta contro bullismo e molestie, ma la segnalazione e il successivo ricorso non erano stati sottoposti prioritariamente a revisione umana. Il video era quindi rimasto online senza neppure un’etichetta che ne indicasse la natura artificiale.

L’Oversight Board ha successivamente stabilito che il contenuto violava le regole contro bullismo e molestie e ne ha disposto la rimozione.

EML ISLAMOPHOBIA WATCH: DISTINGUERE I FATTI DALLE INTERPRETAZIONI

La European Muslims League ritiene importante mantenere una distinzione rigorosa.

Non esistono, sulla base degli elementi pubblicamente disponibili, prove sufficienti per affermare che la creazione originaria del deepfake fosse motivata esclusivamente dall’odio verso l’Islam.

È invece documentato che una giovane donna musulmana è stata rappresentata falsamente attraverso l’intelligenza artificiale e successivamente esposta a commenti denigratori che hanno riguardato anche il suo hijab.

È proprio questa combinazione a meritare attenzione.

L’intelligenza artificiale può trasformare rapidamente l’immagine autentica di una persona in materiale falso capace di alimentare derisione, stereotipi e campagne di molestie. Quando la vittima appartiene a una minoranza religiosa visibile, elementi identitari come l’hijab possono diventare a loro volta bersaglio dell’attacco.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la disinformazione tecnologica. Riguarda anche la capacità delle piattaforme di proteggere persone comuni dalla manipolazione della propria immagine e dall’amplificazione di contenuti discriminatori.

L’EML Islamophobia Watch continuerà a monitorare casi analoghi, distinguendo sempre la legittima libertà di espressione e di critica dalla falsificazione, dalla manipolazione e dagli attacchi rivolti alle persone sulla base della loro appartenenza religiosa.

Monitor. Verify. Document. Respond.

European Muslims League (EML)
Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit

ENGLISH

DEEPFAKES AND ONLINE HATE: WHEN ARTIFICIAL INTELLIGENCE TARGETS A YOUNG MUSLIM WOMAN

EML Islamophobia Watch – Monitor. Verify. Document. Respond.

A young Muslim woman volunteering in a campaign dedicated to women’s health education became the target of AI-manipulated videos and a subsequent wave of online ridicule, which also involved her hijab.

The case was examined by Meta’s Oversight Board, which determined that one of the videos posted on Facebook should have been removed.

The case originated from a genuine television interview in which the young woman participated as a volunteer in a campaign aimed at improving women’s health education and reducing stigma surrounding certain health conditions.

Those images were subsequently manipulated.

In one AI-generated video, the woman was falsely portrayed as holding an official health-related position and appeared to give advice she had never provided, perform absurd physical exercises and consume unhealthy food.

None of this appeared in the original interview.

According to the Oversight Board, manipulated images and videos of the young woman collectively reached tens of millions of views across different platforms. The individual Facebook post reviewed by the Board had received more than 5,000 views and attracted numerous comments, some of which mocked her physical appearance, weight and hijab.

The content had been reported for potentially violating Meta’s rules on bullying and harassment, but neither the initial report nor the subsequent appeal was prioritised for human review. The video therefore remained online without even a label indicating that it had been artificially generated or manipulated.

The Oversight Board subsequently determined that the content violated the rules against bullying and harassment and ordered its removal.

EML ISLAMOPHOBIA WATCH: DISTINGUISHING FACTS FROM INTERPRETATIONS

The European Muslims League considers it essential to maintain a rigorous distinction.

Based on the publicly available evidence, there is insufficient proof to conclude that the original creation of the deepfake was motivated exclusively by hatred of Islam.

What is documented, however, is that a young Muslim woman was falsely represented through artificial intelligence and subsequently exposed to derogatory comments that also targeted her hijab.

It is precisely this combination that deserves attention.

Artificial intelligence can rapidly transform a person’s authentic image into fabricated material capable of fuelling ridicule, stereotypes and campaigns of harassment. When the victim belongs to a visible religious minority, identity markers such as the hijab can themselves become targets of abuse.

The issue therefore extends beyond technological disinformation. It also concerns the ability of digital platforms to protect ordinary people from the manipulation of their image and from the amplification of discriminatory content.

EML Islamophobia Watch will continue to monitor similar cases, always distinguishing legitimate freedom of expression and criticism from falsification, manipulation and attacks directed at individuals on the basis of their religious identity.

Monitor. Verify. Document. Respond.

European Muslims League (EML)
Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit

domenica 13 settembre 2026

BARBADOS: COHESION AND COEXISTENCE — EML PEACE AMBASSADOR SULEIMAN BULBULIA HIGHLIGHTS MORE THAN A CENTURY OF MUSLIM PRESENCE



The European Muslims League (EML) highlights the experience of Barbados, where its Peace Ambassador, Suleiman Bulbulia, continues to promote historical awareness, social cohesion and peaceful coexistence among different communities.

On 28 August 2026, Bulbulia delivered a presentation at the Daphne Joseph Hackett Theatre in Queen’s Park as part of the Barbados Archives Department’s “Stewards of National Memory” lecture series.

His presentation explored the history and contribution of Indian and Muslim communities to Barbadian society through archival records, family histories, photographs, letters and oral memories.

The initiative subsequently received media attention from the Daily Nation of Barbados and an extensive report published by Caribbean Muslims on 7 September 2026.

The historical research shows that the Muslim story of Barbados goes even further back than the arrival of Indian Muslim merchants in the twentieth century. Evidence cited during the presentation points to the presence of Muslims among enslaved Africans on the island, while later Bengali and Gujarati Muslim migrants played an important role in establishing Islamic institutions and contributing to Barbadian economic and social life.

Bulbulia identified several areas in which Indian and Muslim communities have contributed to Barbados, including religion, culture, food, language, philanthropy and the economy.

Their history also included periods of prejudice and hostility. Yet, after more than a century of organised Indian and Muslim presence, these communities have become deeply embedded in the social and cultural fabric of Barbados.

This experience carries a message that extends far beyond the Caribbean.

At a time when religion, migration and identity are frequently presented through the language of confrontation, Barbados demonstrates that maintaining one’s religious and cultural identity does not prevent integration into a wider national community.

For the European Muslims League, this is an important example of what genuine coexistence can mean: not erasing differences, but allowing different identities to contribute to a shared society.

The experience also reinforces a principle at the heart of the EML Peace Ambassadors Network: dialogue, historical knowledge and mutual respect are essential instruments for preventing prejudice and strengthening social cohesion.

The question should therefore not simply be whether Muslims, Christians, Jews and people of different cultures can live together.

History already demonstrates that they can.

The real challenge is to create the social, cultural and educational conditions that allow diversity to become a source of enrichment rather than division.

The European Muslims League expresses its appreciation for the work of its Peace Ambassador in Barbados, Suleiman Bulbulia, and for his contribution to preserving the historical memory of the Muslim community and promoting a culture of coexistence and social cohesion.

FULL EXTERNAL REPORT:
Caribbean Muslims – “From Forgotten Traces to National Memory: Barbados Reconsiders the Indian and Muslim Story”
https://www.caribbeanmuslims.com/from-forgotten-traces-to-national-memory-barbados-reconsiders-the-indian-and-muslim-story

VERSIONE ITALIANA

BARBADOS: COESIONE E CONVIVENZA — L’AMBASCIATORE DI PACE EML SULEIMAN BULBULIA RACCONTA OLTRE UN SECOLO DI PRESENZA MUSULMANA

La European Muslims League (EML) richiama l’attenzione sull’esperienza di Barbados, dove il proprio Ambasciatore di Pace, Suleiman Bulbulia, continua a promuovere la conoscenza storica, la coesione sociale e la convivenza pacifica tra comunità diverse.

Il 28 agosto 2026 Bulbulia ha tenuto una presentazione presso il Daphne Joseph Hackett Theatre di Queen’s Park, nell’ambito della serie di incontri “Stewards of National Memory” promossa dal Barbados Archives Department.

Il suo intervento ha approfondito la storia e il contributo delle comunità indiane e musulmane alla società barbadiana attraverso documenti d’archivio, storie familiari, fotografie, lettere e testimonianze orali.

L’iniziativa ha successivamente ricevuto attenzione dal Daily Nation di Barbados e un ampio approfondimento pubblicato da Caribbean Muslims il 7 settembre 2026.

La ricerca storica mostra inoltre che la presenza musulmana a Barbados precede l’arrivo dei commercianti musulmani indiani del XX secolo. Le testimonianze citate durante la presentazione indicano infatti la presenza di musulmani tra gli africani ridotti in schiavitù sull’isola, mentre successivamente migranti musulmani bengalesi e gujarati svolsero un ruolo importante nella creazione delle istituzioni islamiche e nello sviluppo economico e sociale di Barbados.

Bulbulia ha individuato diversi ambiti nei quali le comunità indiane e musulmane hanno contribuito alla società barbadiana: religione, cultura, alimentazione, lingua, filantropia ed economia.

La loro storia ha conosciuto anche momenti di pregiudizio e ostilità. Eppure, dopo oltre un secolo di presenza organizzata indiana e musulmana, queste comunità sono ormai profondamente integrate nel tessuto sociale e culturale di Barbados.

È un’esperienza che trasmette un messaggio ben oltre i confini dei Caraibi.

In un momento storico nel quale religione, immigrazione e identità vengono frequentemente rappresentate attraverso il linguaggio dello scontro, Barbados dimostra che conservare la propria identità religiosa e culturale non impedisce di integrarsi pienamente in una comunità nazionale più ampia.

Per la European Muslims League questo rappresenta un esempio importante di autentica convivenza: non cancellare le differenze, ma permettere alle diverse identità di contribuire alla costruzione di una società condivisa.

Questa esperienza rafforza inoltre uno dei principi fondamentali della rete degli Ambasciatori di Pace EML: dialogo, conoscenza storica e rispetto reciproco sono strumenti essenziali per prevenire i pregiudizi e rafforzare la coesione sociale.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere semplicemente se musulmani, cristiani, ebrei e persone appartenenti a culture differenti possano vivere insieme.

La storia dimostra già che possono farlo.

La vera sfida è creare le condizioni sociali, culturali ed educative affinché la diversità diventi una ricchezza anziché un motivo di divisione.

La European Muslims League esprime il proprio apprezzamento per l’attività del suo Ambasciatore di Pace a Barbados, Suleiman Bulbulia, e per il suo contributo alla conservazione della memoria storica della comunità musulmana e alla promozione di una cultura della convivenza e della coesione sociale.

APPROFONDIMENTO ESTERNO:
Caribbean Muslims – “From Forgotten Traces to National Memory: Barbados Reconsiders the Indian and Muslim Story”
https://www.caribbeanmuslims.com/from-forgotten-traces-to-national-memory-barbados-reconsiders-the-indian-and-muslim-story


sabato 12 settembre 2026

EML Vice-President Dr. Arben Ramkaj: From Raqqa to Bab el-Mandeb, the Changing Geography of Extremism

The European Muslims League (EML) highlights a new analysis by its Vice-President, Dr. Arben Ramkaj, published on 12 September 2026 by Tirana Observatory, the quarterly magazine of the Albanian Institute for International Studies (AIIS).

Entitled “From Raqqa to Bab el-Mandeb”, the article examines how the nature and strategic geography of terrorism and violent extremism have evolved during the twenty-five years since the attacks of 11 September 2001.

Dr. Ramkaj analyses the transition from Al-Qaeda’s attacks against symbolic targets, through ISIS and its attempt to control territory, to emerging security threats capable of affecting strategic maritime routes and the arteries of the global economy.

Particular attention is devoted to the Bab el-Mandeb Strait, connecting the Indian Ocean, the Red Sea, the Suez Canal and the Mediterranean, and to the risks arising from possible forms of operational cooperation between extremist actors despite their different ideological backgrounds.

The analysis reflects an important principle also shared by the European Muslims League: preventing extremism requires understanding not only its ideological dimension, but also its capacity to adapt to changing geopolitical, technological and economic circumstances.

Dr. Arben Ramkaj is Vice-President of the European Muslims League and an expert in interfaith dialogue, international relations and religious diplomacy. His work focuses particularly on the prevention of extremism, peaceful coexistence, the Middle East and the Western Balkans.

The European Muslims League considers research, interreligious dialogue and religious diplomacy essential instruments for preventing radicalization and strengthening peaceful and secure societies.

READ THE FULL ARTICLE:

“From Raqqa to Bab el-Mandeb”
Tirana Observatory – 12 September 2026

https://tiranaobservatory.com/2026/09/12/from-raqqa-to-bab-el-mandeb/

European Muslims League (EML)
Peace • Dialogue • Cooperation