La Terza Edizione di Un Calcio alla Guerra prende forma come evoluzione naturale di un percorso che ha già dimostrato la propria forza civile istituzionale e umana. Dopo le edizioni precedenti, l’iniziativa entra ora in una nuova fase, più ampia e strutturata, pensata per coinvolgere territori amministrazioni locali comunità e cittadini in un progetto condiviso di pace dialogo e responsabilità sociale.
In Italia il progetto nasce dal basso, attraverso una rete di Comuni che hanno scelto di credere nel valore dello sport come linguaggio universale e strumento di cooperazione tra persone e istituzioni. Il coinvolgimento di enti locali già protagonisti delle precedenti edizioni e l’adesione progressiva di nuovi Comuni permettono di costruire una piattaforma territoriale solida capace di dare continuità all’iniziativa e di rafforzarne l’impatto pubblico.
All’interno di questo quadro la European Muslims League svolge il ruolo di soggetto organizzatore operativo sul territorio italiano, coordinando le attività logistiche, relazionali e di dialogo sociale, in collaborazione con le amministrazioni locali e con realtà della società civile. L’obiettivo non è la realizzazione di un singolo evento, ma la costruzione di un percorso che unisca sport istituzioni e cittadinanza attiva in una visione comune.
La Terza Edizione di Un Calcio alla Guerra si apre inoltre a una dimensione più partecipativa, integrando all’interno dell’iniziativa momenti di coinvolgimento popolare come una marcia o corsa per la pace, pensata per ampliare la partecipazione e rendere i cittadini parte attiva di un messaggio collettivo che supera confini politici culturali e religiosi.
Il progetto si colloca in una prospettiva nazionale e internazionale, con una struttura organizzativa che vede attivi uffici operativi a Genova Roma Ginevra e Tunisi, a testimonianza di una rete già in movimento e di una visione che guarda oltre il singolo territorio. In questo contesto l’Italia rappresenta il punto di partenza naturale di un’iniziativa che nasce dai Comuni e si apre al dialogo con altri Paesi e altre realtà istituzionali.
Un Calcio alla Guerra non è solo un evento sportivo, ma un processo che mette al centro le persone i territori e le nuove generazioni. La Terza Edizione si propone di consolidare quanto costruito finora e di offrire uno spazio concreto di incontro tra amministrazioni comunità e culture diverse, dimostrando che la pace può essere praticata anche attraverso gesti semplici ma condivisi.
Seconda sezione
Nel presentare questo percorso, riteniamo utile chiarire fin da subito il quadro istituzionale e organizzativo all’interno del quale Un Calcio alla Guerra si sviluppa. Non si tratta di una semplice iniziativa occasionale, ma di un progetto strutturato che coinvolge enti locali, comunità e realtà internazionali, con ruoli e responsabilità ben definiti. Per questo motivo, di seguito, viene riportata una breve nota esplicativa che aiuta a comprendere la natura del progetto e la cornice istituzionale in cui esso si colloca.
Nota istituzionale
Il progetto Un Calcio alla Guerra è promosso a livello internazionale dal World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa, e organizzato in Italia dalla European Muslims League, in collaborazione con enti locali e realtà della società civile.
La Terza Edizione si sviluppa come percorso di cooperazione tra territori, con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali, chiamate a svolgere un ruolo attivo e simbolico nella costruzione di un messaggio di pace, dialogo e responsabilità condivisa.
La partecipazione degli enti locali avviene attraverso forme di adesione istituzionale e patrocinio morale, senza oneri organizzativi, all’interno di una cornice nazionale e internazionale che valorizza il ruolo dei Comuni come protagonisti della diplomazia dei territori.