sabato 8 agosto 2026

Il Karate al fianco della pace: il Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 aderisce a "Un Calcio alla Guerra" Karate Stands with Peace: Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 Joins "Kick War Away"

La European Muslims League (EML) accoglie con grande soddisfazione l'adesione del Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 ASD alla Marcia Internazionale della Pace "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away", in programma venerdì 9 ottobre 2026 lungo il percorso Ceranesi – Campomorone. Questa importante partecipazione rappresenta un ulteriore segnale di come lo sport possa diventare uno strumento concreto di dialogo, educazione e costruzione della pace.

Il karate viene spesso associato al combattimento. In realtà, la sua autentica filosofia insegna l'esatto contrario. È una disciplina che educa all'autocontrollo, al rispetto dell'altro, alla disciplina personale e alla responsabilità.

Il vero karate non forma persone che cercano lo scontro, ma uomini e donne capaci di evitarlo. Insegna che la forza deve essere sempre guidata dalla saggezza, che la difesa viene prima dell'attacco e che il controllo delle proprie emozioni rappresenta una delle più grandi vittorie che un essere umano possa raggiungere.

Per questo motivo il karate incarna perfettamente lo spirito di "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away". La pace non nasce dalla debolezza, ma dalla capacità di dominare la rabbia, contenere l'aggressività e scegliere il dialogo ogni volta che è possibile.

La European Muslims League desidera ringraziare il Presidente Diego Callegari, il Direttore Tecnico Maestro Omar De Montis, il Consiglio Direttivo, gli istruttori, gli atleti e le loro famiglie per aver scelto di partecipare a questa iniziativa internazionale dedicata alla promozione della pace.

Ogni nuova adesione dimostra che la pace può essere costruita soltanto attraverso l'impegno condiviso delle istituzioni, delle associazioni, delle scuole, del mondo dello sport e della società civile.

Il Presidente della European Muslims League, Dr. Alfredo Maiolese, ha dichiarato:

"Il karate ci ricorda che la vera forza non consiste nel colpire, ma nel saper controllare sé stessi. Le grandi discipline marziali insegnano il rispetto, l'autodisciplina e la responsabilità, valori che rappresentano le fondamenta di una società pacifica. Per questo siamo particolarmente orgogliosi che il Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 abbia scelto di camminare al nostro fianco: quando lo sport educa al rispetto della persona, diventa uno dei più efficaci strumenti di prevenzione della violenza e di costruzione della pace."

Il 9 ottobre non sfileranno soltanto dei partecipanti. Sfilerà un'idea: che educazione, sport e dialogo possono essere più forti dell'odio e della guerra.

English 

The European Muslims League (EML) warmly welcomes the decision of Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 ASD to join the International Peace March "Kick War Away", scheduled for Friday, 9 October 2026, along the Ceranesi – Campomorone route. This important participation is yet another example of how sport can become a powerful instrument for dialogue, education and the promotion of peace.

Karate is often associated with fighting. In reality, its authentic philosophy teaches exactly the opposite. It is a discipline that educates people in self-control, respect for others, personal discipline and responsibility.

True karate does not train individuals to seek confrontation; it develops men and women capable of avoiding it. It teaches that strength must always be guided by wisdom, that self-defence comes before aggression, and that mastering one's emotions is among the greatest victories a human being can achieve.

For this reason, karate perfectly embodies the spirit of "Kick War Away." Peace is not born from weakness, but from the ability to control anger, restrain aggression and choose dialogue whenever possible instead of violence.

The European Muslims League extends its sincere gratitude to President Diego Callegari, Technical Director Maestro Omar De Montis, the Board of Directors, the instructors, the athletes and their families for choosing to take part in this international initiative dedicated to promoting peace.

Every new participation demonstrates that peace can only be built through the shared commitment of institutions, associations, schools, the sporting community and civil society.

Dr. Alfredo Maiolese, President of the European Muslims League, stated:

"Karate reminds us that true strength does not lie in striking others, but in mastering oneself. The great martial arts teach respect, self-discipline and responsibility—values that form the foundation of a peaceful society. We are therefore particularly proud that Centro Studi Karatedo Liguria 2.0 has chosen to walk alongside us. When sport educates people to respect human dignity, it becomes one of the most effective instruments for preventing violence and building peace."

On 9 October, it will not simply be people marching together. An idea will march with them: that education, sport and dialogue are stronger than hatred and war.

lunedì 3 agosto 2026

La pace nasce quando una comunità sceglie di partecipare. Peace Begins When a Community Chooses to Participate


La costruzione della pace non è il compito esclusivo delle istituzioni internazionali o dei governi. Essa prende forma ogni volta che una realtà del territorio decide di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e il proprio impegno al servizio della comunità.
È con questo spirito che la Terza Edizione di "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away", promossa dalla European Muslims League (EML) con l'Alto Patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), organizzazione intergovernativa (IGO), continua a raccogliere adesioni da parte di enti, associazioni e organizzazioni che condividono i valori della pace, del dialogo e della responsabilità sociale.
Tra queste realtà figura anche il Centro Equestre "Il Colore dei Sogni" di Genova, che ha confermato ufficialmente la propria partecipazione alla manifestazione mettendo a disposizione due cavalli, accompagnati dal proprio personale, in occasione della Marcia Internazionale della Pace del 9 ottobre 2026 a Campomorone.
La loro presenza contribuirà ad accogliere i partecipanti davanti al Palazzo Comunale e a rendere ancora più significativo un momento di incontro dedicato alle fotografie istituzionali e alla condivisione di un messaggio universale di pace.
Non si tratta soltanto di un supporto organizzativo. È il segno concreto di come la società civile possa diventare protagonista nella diffusione di una cultura della convivenza e del rispetto reciproco.
Il cavallo rappresenta da sempre forza, fiducia e collaborazione tra l'uomo e la natura. Inserire questo simbolo all'interno della Marcia della Pace significa ricordare che la pace nasce anche dall'armonia, dall'educazione e dalla capacità di costruire relazioni fondate sul rispetto.
La European Muslims League desidera esprimere il proprio apprezzamento per tutte le realtà che stanno scegliendo di sostenere questa iniziativa internazionale. Ogni adesione, indipendentemente dalle sue dimensioni, rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rete sempre più ampia di persone e istituzioni unite da un obiettivo comune.
La Terza Edizione di "Un Calcio alla Guerra – Kick War Away" vuole essere molto più di un evento sportivo: intende diventare un luogo di incontro tra culture, religioni, istituzioni, associazioni e cittadini, dimostrando che la collaborazione è la strada più efficace per educare le nuove generazioni ai valori della pace, dell'amicizia e della solidarietà.
La pace non si costruisce con le parole soltanto.
Si costruisce quando una comunità sceglie di partecipare.
English 
Peace Begins When a Community Chooses to Participate
Building peace is not the exclusive responsibility of international institutions or governments. It takes shape every time a local organization decides to place its time, expertise, and commitment at the service of the community.
It is in this spirit that the Third Edition of "Kick War Away", organized by the European Muslims League (EML) under the High Patronage of the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), an Intergovernmental Organization (IGO), continues to receive the support of institutions, associations, and organizations that share the values of peace, dialogue, and social responsibility.
Among them is the "Il Colore dei Sogni" Equestrian Centre in Genoa, which has officially confirmed its participation by making two horses, accompanied by its own staff, available for the International Peace March to be held on 9 October 2026 in Campomorone.
Their presence will help welcome participants in front of the Town Hall and add further meaning to a moment dedicated to official photographs and the sharing of a universal message of peace.
This is more than logistical support. It is a tangible example of how civil society can play an active role in promoting a culture of peaceful coexistence and mutual respect.
Throughout history, the horse has symbolized strength, trust, and cooperation between humanity and nature. Including this symbol in the Peace March reminds us that peace is also built through harmony, education, and the ability to establish relationships based on respect.
The European Muslims League wishes to express its appreciation to all the organizations that are choosing to support this international initiative. Every contribution, regardless of its size, represents an important step toward building an ever-growing network of people and institutions united by a common purpose.
The Third Edition of "Kick War Away" aims to be far more than a sporting event. It seeks to become a meeting place where cultures, religions, institutions, associations, and citizens come together, demonstrating that cooperation is the most effective way to educate future generations in the values of peace, friendship, and solidarity.
Peace is not built through words alone.
It is built when a community chooses to participate.

La European Muslims League felicita a los graduados del Instituto Educativo Islámico Venezolano


La European Muslims League (EML) expresa sus más sinceras felicitaciones a los estudiantes que culminaron con éxito sus estudios durante la 16.ª Ceremonia de Graduación del Instituto Educativo Islámico Venezolano, un importante momento de crecimiento humano, académico y espiritual para la comunidad musulmana de Venezuela.
La ceremonia, celebrada en un ambiente de alegría y gratitud, reconoció el esfuerzo de los estudiantes, el apoyo de sus familias y la valiosa labor de los docentes, quienes con dedicación contribuyen a la formación de las nuevas generaciones.
Un reconocimiento especial para nuestro Embajador de Paz de la EML para Venezuela y Coordinador de los Embajadores de la EML para América Latina, Kassem Mohamad Tayjan, quien continúa representando con compromiso los valores de la European Muslims League, promoviendo la educación, el diálogo y la responsabilidad social dentro de la comunidad.
La educación es una de las herramientas más eficaces para construir sociedades más justas, fortalecer los valores morales y preparar a jóvenes capaces de servir a su país con competencia, respeto y espíritu de solidaridad.
En un momento en que el mundo necesita ejemplos positivos, iniciativas como esta demuestran que la educación y la formación son fundamentales para construir la paz, la convivencia y el bien común.
La European Muslims League renueva sus felicitaciones a todos los graduados, a sus familias y a todo el Instituto Educativo Islámico Venezolano, deseando a estos jóvenes un futuro lleno de éxitos, responsabilidad y servicio a la sociedad.
Que Allah los guíe, los proteja y les conceda una vida llena de conocimiento, sabiduría y buenas obras. Āmīn.
English 
The European Muslims League Congratulates the Graduates of the Venezuelan Islamic Educational Institute
The European Muslims League (EML) extends its heartfelt congratulations to the students who successfully completed their studies during the 16th Graduation Ceremony of the Venezuelan Islamic Educational Institute, an important milestone in the human, academic, and spiritual development of the Muslim community in Venezuela.
The ceremony, held in an atmosphere of joy and gratitude, celebrated the dedication of the graduates, the unwavering support of their families, and the valuable commitment of the teachers, whose efforts continue to shape future generations.
A special tribute goes to our EML Peace Ambassador for Venezuela and Coordinator of EML Peace Ambassadors for Latin America, Mr. Kassem Mohamad Tayjan, who continues to represent the values of the European Muslims League with dedication by promoting education, dialogue, and social responsibility throughout the region.
Education is one of the most powerful tools for building just societies, strengthening moral values, and preparing young people to serve their country with knowledge, integrity, and a spirit of solidarity.
At a time when the world is in need of positive examples, initiatives such as this demonstrate that education and sound moral formation are essential foundations for peace, coexistence, and the common good.
The European Muslims League renews its congratulations to all the graduates, their families, and the entire Venezuelan Islamic Educational Institute, wishing these young men and women a future filled with success, responsibility, and service to society.
May Allah guide them, protect them, and bless them with a life filled with knowledge, wisdom, and righteous deeds. Āmīn.


When a Company Chooses to Support Peace. Quando un'impresa sceglie di sostenere la pace


Every great project begins with an idea, but it grows thanks to the people, institutions and organizations that choose to share its values.
The Third Edition of the International Conference "A Kick to War", promoted by the European Muslims League (EML) under the High Patronage of the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), continues to bring together partnerships that demonstrate how peace can become a shared commitment beyond governments and institutions.
Among these partnerships, we are pleased to announce a new collaboration with Bancomail S.p.A., an Italian company specializing in business databases and communication services, which has chosen to support the dissemination of this international peace initiative by making its professional expertise available.
Through this cooperation, the initiative will be able to reach an even greater number of European municipalities, enabling local authorities to learn about the project, evaluate its objectives and, where appropriate, join the initiative by granting their Moral Patronage, which involves no financial commitment.
Building peace is not the exclusive responsibility of governments or international organizations.
The private sector also has an important role to play by placing its knowledge, technology and professional skills at the service of projects that promote dialogue, mutual understanding and cooperation among peoples.
When a company decides to support an initiative dedicated to peace, it offers much more than a service. It helps create opportunities for cooperation, strengthens relationships between institutions and communities, and demonstrates that corporate social responsibility can become a concrete commitment to the common good.
The European Muslims League warmly thanks Bancomail S.p.A. for its trust and generosity and hopes that this example will inspire other European companies to place their expertise at the service of initiatives that promote peace, dialogue and solidarity.
Peace is not built only through political decisions.
It is also built every day when institutions, associations, businesses and citizens choose to walk together in the same direction.
European Muslims League (EML)

ITALIANO
Ogni grande progetto nasce da un'idea, ma cresce grazie alle persone, alle istituzioni e alle organizzazioni che decidono di condividerne i valori.
La Terza Edizione della Conferenza Internazionale "A Kick to War", promossa dalla European Muslims League (EML) sotto l'Alto Patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), continua a raccogliere collaborazioni che dimostrano come la pace possa diventare un impegno condiviso, capace di coinvolgere non solo le istituzioni, ma l'intera società.
Tra queste collaborazioni siamo lieti di annunciare quella con Bancomail S.p.A., azienda italiana specializzata nei database professionali e nei servizi di comunicazione, che ha scelto di sostenere la diffusione di questa iniziativa internazionale mettendo a disposizione le proprie competenze.
Grazie a questa collaborazione sarà possibile raggiungere un numero ancora maggiore di amministrazioni comunali europee, affinché sempre più città possano conoscere il progetto, valutarne gli obiettivi e, se lo riterranno opportuno, aderire concedendo il proprio Patrocinio Morale, che non comporta alcun impegno economico.
La costruzione della pace non è responsabilità esclusiva dei governi o delle organizzazioni internazionali.
Anche il mondo delle imprese può offrire un contributo concreto mettendo le proprie competenze, le proprie tecnologie e la propria esperienza al servizio di iniziative che favoriscono il dialogo, la comprensione reciproca e la cooperazione tra i popoli.
Quando un'azienda decide di sostenere un progetto dedicato alla pace, offre molto più di un semplice servizio. Contribuisce a creare nuove opportunità di collaborazione, rafforza il rapporto tra istituzioni e comunità e dimostra che la responsabilità sociale d'impresa può trasformarsi in un impegno concreto per il bene comune.
La European Muslims League desidera esprimere il proprio sincero ringraziamento a Bancomail S.p.A. per la fiducia e la disponibilità dimostrate, con l'auspicio che questo esempio possa incoraggiare altre imprese europee a mettere le proprie competenze al servizio di iniziative dedicate alla pace, al dialogo e alla solidarietà.
La pace non nasce soltanto dalle grandi decisioni della politica.
Nasce anche ogni giorno quando istituzioni, associazioni, imprese e cittadini scelgono di camminare insieme nella stessa direzione.

European Muslims League (EML)

martedì 28 luglio 2026

Building Bridges of Peace: The Value of Dialogue Between Anglicans and Muslims in Today's Europe


By Father Marco Baragli

Following my recent appointment as Adviser to the European Muslims League (EML) for Relations with the Anglican Church and Interfaith Dialogue, I wish to express my deep gratitude for the trust placed in me by the President, H.E. Ambassador Alfredo Maiolese. Beginning this mandate means making a concrete commitment to promoting peace, mutual respect, and international cooperation at a fundamental historical moment for our society.

Dialogue between the Christian tradition—and the Anglican Communion in particular—and the Islamic world is not merely a diplomatic courtesy, but a spiritual and ethical necessity. While remaining clear and respectful of our respective theological identities, our faiths share roots in a common Abrahamic heritage and unite around fundamental universal values.

In Deuteronomy we read: “Hear, O Israel: The Lord our God, the Lord is one” (Deut. 6:4). This solemn affirmation of divine oneness is echoed in the Qur'an, which proclaims in Surah Al-Ikhlas:

“Say: He is Allah, the One. Allah, the Eternal Refuge (As-Samad).” (Qur'an 112:1–2)

It is precisely in the oneness of the Creator that we find the foundation for recognizing the equal dignity of every human being.

The figures of Jesus and his mother Mary (Maryam) also constitute an extraordinary bridge between our sacred texts. For Christians, Jesus is the Word made flesh and the source of salvation, while the Qur'an honours him as the Messiah and a noble Prophet sent to bring light and spiritual guidance (Surah Al-'Imran 3:45). The respect shown by both traditions toward these sacred figures offers an important opportunity for mutual understanding.

Today, in an increasingly pluralistic yet secularized Europe, interfaith dialogue is called to move beyond simple tolerance and become active collaboration for the common good. The Gospel reminds us, “Blessed are the peacemakers” (Matthew 5:9), while the Qur'an teaches:

“O mankind, We created you from a male and a female and made you into nations and tribes that you may know one another.” (Surah Al-Hujurat 49:13)

To dialogue effectively in contemporary Europe, we must focus on three core pillars:

- Education and mutual understanding, to dismantle prejudice, counter all forms of extremism, and appreciate the richness of our traditions.
- Shared social action, joining forces in the fight against poverty, the defence of human rights, the care for creation, and the support of those in need.
- The defence of religious freedom and pluralism, so that faith may continue to be a living resource for the moral and cultural growth of our communities.

I accept this responsibility with humility and determination, aware that building peace is an ongoing endeavour. With God's help and through shared commitment, we will continue to build paths of encounter, understanding, and brotherhood.

Father Marco Baragli
Adviser to the European Muslims League (EML) for Relations with the Anglican Church and Interfaith Dialogue

lunedì 27 luglio 2026

La colpa di credere in Dio



Viviamo in un'epoca straordinaria. Mai l'umanità ha posseduto così tante conoscenze, così tante tecnologie e così tante opportunità di comunicare. Eppure, paradossalmente, mai come oggi sembra essersi allontanata dalle domande più importanti.

Chi siamo? Perché siamo stati creati? Qual è il senso della nostra vita? Cosa accade dopo la morte?

Sono domande che hanno accompagnato l'uomo fin dall'inizio dei tempi, ma che oggi sembrano quasi fuori moda. Si preferisce parlare di successo, carriera, denaro, vacanze, sport, social network e intelligenza artificiale. Si parla di tutto, tranne che dell'anima.

Lo spazio dedicato a Dio si è ridotto fino a diventare, in molti casi, quasi inesistente. Il mondo dell'invisibile, gli angeli, la misericordia divina, il Giorno del Giudizio e la vita eterna vengono spesso considerati argomenti appartenenti al passato, come se riflettere sul proprio destino fosse una perdita di tempo.

I giovani crescono immersi in una società che offre infinite distrazioni, ma pochissimi momenti di silenzio. Il rumore del mondo è diventato così forte da non lasciare più spazio alla voce della coscienza.

Ma è davvero questo il progresso?

Molti pensano che la religione sia una questione per anziani, qualcosa a cui dedicarsi quando il tempo della vita sta per concludersi. È un'illusione pericolosa, perché proprio la giovinezza è il periodo in cui si costruiscono i valori, si formano le coscienze e si decide quale direzione dare alla propria esistenza.

Chi parla di Dio viene spesso considerato ingenuo, retrogrado o addirittura estremista. Ma dobbiamo davvero vergognarci di credere nel Creatore? È una colpa credere in Colui che ci ha dato la vita, che conosce ciò che custodiamo nel cuore, che ci perdona quando ci pentiamo e che ci richiama continuamente al bene?

È una colpa pregare? Ringraziare? Chiedere perdono? Cercare di vivere secondo i Suoi insegnamenti?

Forse la domanda dovrebbe essere un'altra.

L'uomo moderno afferma spesso di non credere più in Dio. Ma è davvero così?

In realtà, l'essere umano non smette mai di credere. Cambia semplicemente l'oggetto della propria fede.

C'è chi crede nel denaro.

Chi nel potere.

Chi nella fama.

Chi nell'apparenza.

Chi nella tecnologia.

Chi perfino nell'intelligenza artificiale.

Non abbiamo smesso di credere.

Abbiamo semplicemente sostituito Dio con nuovi idoli.

Persino gli algoritmi sono diventati una guida invisibile. Decidono cosa guardiamo, cosa leggiamo, cosa compriamo e, molto spesso, influenzano ciò che desideriamo. Li consultiamo decine di volte al giorno, mentre sempre meno persone dedicano anche solo pochi minuti alla riflessione o alla preghiera.

Ma nessuno di questi nuovi idoli può rispondere alla domanda che prima o poi ogni essere umano si pone, magari nel silenzio della notte o davanti alla perdita di una persona cara:

Perché esisto?

Passeggiare in un parco, osservare la perfezione di un fiore, contemplare il cielo stellato, ascoltare il mare o stringere la mano dei propri genitori dovrebbe risvegliare nel cuore una domanda semplice: tutto questo può davvero essere frutto del caso?

Ogni opera porta la firma del suo autore.

Un dipinto richiama il pittore.

Un libro richiama lo scrittore.

Un palazzo richiama l'architetto.

Come può un universo infinitamente più complesso non richiamare il suo Creatore?

Il Corano invita l'uomo a riflettere:

"In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno vi sono segni per coloro che riflettono." (Corano 3:190)

Anche la Bibbia richiama la stessa realtà:

"I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l'opera delle sue mani." (Salmo 19:2)

La vera povertà del nostro tempo non è economica.

È spirituale.

Possiamo possedere tutto e sentirci vuoti.

Possiamo conoscere il mondo intero e non conoscere noi stessi.

Possiamo essere sempre connessi e sentirci terribilmente soli.

Forse il problema non è che i giovani abbiano smesso di cercare Dio.

Forse è che gli adulti hanno smesso di testimoniarLo con il proprio esempio.

Una fede vissuta con sincerità non genera paura né fanatismo. Genera responsabilità, misericordia, rispetto, giustizia e speranza.

Credere in Dio non significa rinunciare alla ragione, alla scienza o al progresso. Significa riconoscere che la conoscenza senza valori può diventare distruzione e che il progresso senza spiritualità rischia di lasciare l'uomo sempre più ricco di strumenti, ma sempre più povero di senso.

Il Corano ricorda:

"Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero." (Corano 51:56)

Se lo scopo della nostra esistenza è conoscere e adorare il nostro Creatore, allora la fede non è un peso che limita la libertà dell'uomo, ma la chiave che gli permette di comprendere il significato della propria vita e il destino eterno che lo attende.

Forse il vero coraggio, oggi, non è seguire la massa, ma avere il coraggio di fermarsi, alzare lo sguardo verso il cielo e chiedersi:

"Chi mi ha creato? Perché sono qui? Dove andrò quando questa vita finirà?"

Le risposte a queste domande non cambiano soltanto il modo di morire.

Cambiano, prima di tutto, il modo di vivere.

Alfredo Maiolese 
Presidente della European Muslisms League 

mercoledì 22 luglio 2026

Inclusione o privilegio? Il dibattito sulle piscine riservate merita equilibrio, non contrapposizioni



Articolo ANSA che ha originato il dibattito:

Negli ultimi giorni ha suscitato ampio dibattito la notizia relativa alla decisione del Lido di Salorno, in Alto Adige, di mettere a disposizione, una volta alla settimana e dopo il normale orario di chiusura, la piscina per un'ora alle donne musulmane appartenenti a un'associazione locale.

Il confronto è legittimo e rappresenta un elemento essenziale di una società democratica. Tuttavia, affinché sia realmente costruttivo, deve partire dai fatti e dal rispetto dei diritti fondamentali.

Occorre innanzitutto ricordare che l'iniziativa si svolge dopo la normale chiusura della piscina, senza sottrarre ore di apertura agli altri utenti. Non viene imposto alcun cambiamento alle abitudini della collettività né viene limitata la libertà di chi desidera frequentare la piscina negli orari ordinari.

La questione merita però una riflessione più ampia sul significato della libertà religiosa e della libertà personale.

Nella tradizione islamica, così come in altre tradizioni religiose, esistono persone che scelgono liberamente uno stile di abbigliamento improntato al pudore. Lo stesso avviene per numerose religiose cristiane, come le suore, e per molte donne ebree osservanti, che adottano un abbigliamento conforme alle proprie convinzioni religiose. Si tratta di scelte personali che riguardano la propria coscienza e il proprio modo di vivere la fede.

Chi osserva una religione non impone queste regole agli altri: le applica innanzitutto a sé stesso. Nessuno pretende che tutte le donne indossino un velo, un abito religioso o un determinato costume, così come nessuno dovrebbe pretendere che tutte si conformino a un unico modello di abbigliamento.

In una società libera convivono sensibilità diverse. C'è chi sceglie il bikini, chi preferisce un costume intero, chi indossa un burkini e chi, per motivi religiosi, desidera maggiore riservatezza. La libertà consiste proprio nel permettere a ciascuno di vivere secondo la propria coscienza, nel rispetto delle leggi e senza arrecare danno agli altri.

Paradossalmente, alcune critiche rischiano di produrre l'effetto opposto rispetto a quello dichiarato. Se una donna, per convinzione religiosa o personale, rinuncia a frequentare una piscina perché non si sente a proprio agio in un contesto misto, offrirle una possibilità alternativa non limita la libertà delle altre donne: amplia la sua.

È inoltre legittimo osservare che il gestore di una piscina, al termine dell'orario di apertura, possa utilizzare l'impianto per attività riservate a gruppi organizzati, traendone anche un beneficio economico. Questo avviene abitualmente in numerose strutture sportive che ospitano corsi, associazioni o eventi privati fuori dall'orario ordinario. Se ciò non limita i diritti degli altri utenti, è difficile sostenere che rappresenti un problema solo perché i destinatari sono donne musulmane.

La vera domanda dovrebbe essere questa: chi subisce concretamente un danno da un'iniziativa che si svolge dopo l'orario di chiusura della piscina e che non modifica i diritti degli altri cittadini?

Una società pluralista non tutela soltanto la libertà di chi sceglie uno stile di vita conforme alla maggioranza, ma anche quella di chi, per motivi religiosi o di coscienza, compie scelte differenti.

La European Muslims League ritiene che l'integrazione non si costruisca chiedendo alle persone di rinunciare alla propria identità religiosa, ma creando condizioni che consentano a tutti di partecipare alla vita sociale nel rispetto delle leggi, della dignità della persona e dei diritti reciproci.

Una democrazia matura non chiede ai cittadini di essere tutti uguali. Chiede invece che ciascuno rispetti la libertà dell'altro. Ed è proprio questa la forza dell'Europa: garantire che nessuno debba scegliere tra la propria fede e la possibilità di partecipare pienamente alla vita della società.

martedì 14 luglio 2026

Responsibility, Lawfulness and the True Image of Islam


Acts of violence committed by individuals should never be used to judge entire communities. At the same time, Muslims have a shared responsibility to speak clearly whenever crimes committed by people from Muslim-majority countries contribute to fear, mistrust and the spread of Islamophobia.

The recent assault and robbery of a well-known journalist in Genoa by an undocumented Algerian man with a criminal record has once again raised concerns within Italian society. Incidents of this kind not only harm the victims, but also damage the reputation of millions of law-abiding Muslims who contribute positively to their communities every day.

The European Muslims League (EML) believes that respect for the law is fully consistent with Islamic teachings. Honesty, justice, respect for others and the protection of society are fundamental values that every Muslim should uphold, regardless of the country in which he or she lives.

Promoting the true message of Islam requires more than words. It requires responsible behaviour, respect for the laws of the host country and a sincere commitment to peaceful coexistence with people of all faiths and backgrounds.

For this reason, the European Muslims League has supported the publication of an article in the Italian newspaper Liguria Notizie, reaffirming its clear condemnation of violence and its commitment to legality, social responsibility and mutual respect.

Read the original Italian article here:

domenica 28 giugno 2026

A Bridge of Peace in Kuala Lumpur: WOS-IPSP and the Maha Vihara Buddhist Temple Strengthen Cooperation on Interreligious Dialogue and Human Rights


KUALA LUMPUR, June 28, 2026 – At a time when international tensions and humanitarian crises continue to challenge global stability, the promotion of interreligious dialogue remains an essential instrument for building peace and protecting human dignity.

On June 28, 2026, at the historic Maha Vihara Buddhist Temple in Kuala Lumpur, a bilateral meeting took place between Mr. A. Hemadasa, Vice President of the Temple, and Father Marco Baragli, Counselor for International Cooperation and Interreligious Dialogue of the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP).

The meeting, which lasted more than two hours, was held in an atmosphere of mutual respect and constructive dialogue, focusing on the shared commitment to peace, human rights, and cooperation among religious communities.

A central theme of the discussions was the rejection of violence and armed conflict in all its forms. The representatives reaffirmed that lasting peace cannot be achieved solely through political or military means but requires the active participation of religious communities in promoting reconciliation, mutual understanding, and respect for the dignity of every human being.

Representatives of the Maha Vihara Temple emphasized that the Buddhist principles of Ahiṃsā (non-violence), Karunā (compassion), and Mettā (loving-kindness) constitute fundamental ethical values capable of inspiring cooperation among peoples and preventing hatred, discrimination, and conflict.

The dialogue also examined Malaysia's unique religious and cultural diversity. While the country has a Muslim majority, it is also home to long-established Buddhist, Christian, Hindu, Taoist, and Sikh communities. During the discussions, attention was drawn to the importance of ensuring that all religious communities receive equal recognition and protection within society, preserving their individual identities while strengthening national unity.

Particular appreciation was expressed for the work carried out by the Malaysian Consultative Council of Buddhism, Christianity, Hinduism, Sikhism and Taoism (MCCBCHST), established to promote cooperation among Malaysia's major non-Muslim religious communities and to safeguard religious freedom and constitutional rights. The Council is currently chaired by Most Reverend Monsignor Julian Leow Beng Kim, Roman Catholic Archbishop of Kuala Lumpur, whose commitment to interreligious dialogue has received broad international recognition.

A significant part of the meeting was dedicated to the serious challenge posed by human trafficking, recognized as one of the most urgent humanitarian issues affecting Southeast Asia. The participants discussed concerns related to forced labour, exploitation of migrant workers, trafficking of women and children, and the growing phenomenon of transnational cyber-scam operations targeting vulnerable individuals.

The discussion emphasized the importance of strengthening international cooperation, supporting victims, combating corruption, and encouraging coordinated action among governments, civil society, and religious institutions in accordance with international human rights standards.

Looking toward future cooperation, Mr. Hemadasa expressed his intention to further strengthen relations with the World Organization of States by supporting initiatives dedicated to peacebuilding, interreligious dialogue, and the promotion of fundamental human rights. During the meeting, the possibility of organizing a future institutional event involving national authorities and representatives of the country's principal religious communities was also discussed. In this context, Father Marco Baragli would be invited to participate as a representative of WOS-IPSP.

The Temple leadership also expressed its interest in establishing a structured collaboration with WOS-IPSP to expand initiatives promoting dialogue among religions and international cooperation in the field of human rights.

The meeting concluded with the shared conviction that lasting peace can only be achieved through cooperation among institutions, religious communities, and civil society, founded upon mutual respect, solidarity, and the universal dignity of every person.

Statement by the Secretary-General

Following the meeting, H.E. Amb. Alfredo Maiolese, Secretary-General of the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), stated:

"Interreligious dialogue is not simply an exchange between faiths; it is a concrete instrument of preventive diplomacy capable of reducing tensions, protecting fundamental freedoms, and fostering peaceful coexistence among peoples. WOS-IPSP welcomes the constructive dialogue held in Kuala Lumpur and appreciates the willingness expressed by the Maha Vihara Buddhist Temple to work together in promoting peace, human rights, and international cooperation. Building bridges among cultures and religions is one of the strongest foundations for preventing future conflicts and strengthening global stability."

The World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), intergovernmental organization, reaffirms its commitment to supporting initiatives that promote dialogue, mediation, respect for religious freedom, and the peaceful resolution of disputes through cooperation among institutions, governments, and faith communities worldwide.

giovedì 14 maggio 2026

Between Europe and the Balkans: A Reflection by Dr. Arben Ramkaj

“Dr. Arben Ramkaj, Vice President of the European Muslims League (EML), has published a reflection dedicated to Albania’s European future and the geopolitical perspectives of the Balkans.
The full article is available at the following link: https://www.cna.al/english/opinione/ndermjet-europes-dhe-gogles-se-fishtes-shansi-yne-historik-apo-humbja-e-i463761”

domenica 19 aprile 2026

Nomina di Omar Akhrif nel Consiglio degli Imam della European Muslims League

La European Muslims League rende nota la nomina di Omar Akhrif nel proprio Consiglio degli Imam, quale espressione della volontà dell’associazione di rafforzare, anche in Italia, un cammino fondato su serietà religiosa, competenza culturale, equilibrio istituzionale e senso di responsabilità verso la comunità musulmana e l’intera società.
Il profilo del nuovo nominato si distingue per un percorso di studio articolato e qualificato, che unisce formazione islamica tradizionale, studi universitari in ambito giuridico e approfondimento accademico delle questioni contemporanee legate al pensiero islamico. Dal curriculum allegato risultano infatti studi in discipline islamiche, formazione in diritto privato, un master internazionale su religione, politica e società e un dottorato svolto presso la Facoltà di Lettere e Scienze Umane dell’Università Mohammed V di Rabat, con una ricerca dedicata al tema della pace universale alla luce della shariʿa islamica. 

Accanto alla preparazione accademica, emerge un’esperienza concreta maturata nel campo dell’insegnamento, della formazione religiosa e della partecipazione a iniziative culturali e scientifiche in Marocco e in Europa. Il curriculum riporta attività di docenza pluriennale, partecipazione a seminari e conferenze.

Il Consiglio degli Imam della European Muslims League si configura come uno spazio di confronto e coordinamento volto a facilitare le esigenze religiose e organizzative della comunità musulmana in Italia, promuovendo un dialogo costruttivo tra sapienti, imam e responsabili religiosi. Tale organo nasce con una funzione eminentemente religiosa e comunitaria e non interviene in questioni politiche, che non rientrano nei suoi obiettivi.
In questo quadro, la European Muslims League continua a distinguere con chiarezza i propri ambiti di azione, mantenendo da un lato il lavoro religioso e comunitario affidato al Consiglio degli Imam e dall’altro l’attività di dialogo, cooperazione e diplomazia istituzionale sviluppata dall’organizzazione nei contesti nazionali e internazionali.
La presenza di Omar Akhrif nel Consiglio degli Imam rappresenta pertanto un contributo significativo per rafforzare una visione dell’Islam radicata nella conoscenza, nell’equilibrio e nella responsabilità, capace di rispondere alle esigenze dei fedeli nel contesto italiano ed europeo.
La European Muslims League rinnova così il proprio impegno per la costruzione di uno spazio di riferimento serio e qualificato, nella convinzione che una guida religiosa preparata e consapevole possa favorire coesione, chiarezza e una positiva integrazione nel rispetto dei valori condivisi.
Formula finale
La European Muslims League accoglie con stima Omar Akhrif nel Consiglio degli Imam, augurandogli un proficuo servizio a favore della comunità, del dialogo e di una presenza musulmana sempre più consapevole, qualificata e costruttiva in Italia e in Europa.

Consiglio degli Imam residenti in Italia: una nuova iniziativa per unità, responsabilità e dialogo

La European Muslims League (EML) annuncia l’avvio di un percorso volto alla costituzione di un Consiglio degli Imam residenti in Italia, quale spazio di confronto, coordinamento e responsabilità condivisa al servizio della comunità musulmana e della società nel suo insieme.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il contesto italiano richiede oggi una riflessione matura e strutturata sul ruolo degli Imam, chiamati non solo a guidare la preghiera, ma anche a svolgere una funzione educativa, sociale e culturale, in dialogo con le istituzioni e con le diverse componenti della società.
Il Consiglio si propone come un organismo consultivo e indipendente, aperto agli Imam stabilmente presenti sul territorio nazionale, con l’obiettivo di favorire un approccio condiviso su temi rilevanti per la vita religiosa e civile dei musulmani in Italia.
Tra le principali finalità del Consiglio rientrano la promozione di una maggiore coesione interna, il rafforzamento della qualità della formazione religiosa, la valorizzazione di un Islam radicato nel contesto europeo e italiano, nonché l’elaborazione di orientamenti comuni su questioni di interesse collettivo, nel rispetto delle diverse sensibilità e tradizioni.
Particolare attenzione sarà dedicata alla definizione di criteri condivisi per momenti significativi della vita religiosa, come l’inizio del mese di Ramadan e le principali festività, con l’intento di favorire un riferimento unitario per le comunità musulmane presenti in Italia.
Il Consiglio degli Imam residenti in Italia si inserisce nel più ampio impegno della European Muslims League (EML) per la promozione del dialogo, della responsabilità e della cooperazione tra comunità religiose, istituzioni e società civile.
Attraverso questo percorso, EML intende contribuire alla costruzione di un modello di presenza musulmana in Italia fondato su competenza, equilibrio e integrazione, nel rispetto dei valori costituzionali e nella piena consapevolezza del ruolo che le comunità religiose possono svolgere per la pace sociale e la coesione.
Ulteriori sviluppi e modalità operative saranno progressivamente condivisi nelle prossime fasi di attuazione dell’iniziativa.

giovedì 9 aprile 2026

Interreligious Dialogue between Realism and Responsibility: A Reflection for Our Time.Dialogo interreligioso tra realismo e responsabilità: una riflessione per il nostro tempo.



Interreligious Dialogue between Realism and Responsibility: A Reflection for Our Time.

Within the framework of its activities promoting intercultural and interreligious dialogue, the European Muslims League (EML) is pleased to host a contribution by Professor Pasquale Hamel, historian and essayist, developed also in the context of recent international academic encounters, including a significant exchange held at the University of Oxford.
This text is part of the contemporary debate on dialogue among the major monotheistic traditions — Judaism, Christianity, and Islam — and aims to offer a constructive and thoughtful reflection. It does not represent an official position of the EML, but rather an academic contribution intended to enrich discussion, in full respect of all faiths and with the conviction that authentic dialogue must be grounded in truth, clarity, and mutual respect.
Statement by the President of EML
The President of the European Muslims League, Alfredo Maiolese, stated:
“Interreligious dialogue today represents a shared responsibility that requires seriousness, respect, and depth. We welcome academic contributions that encourage genuine reflection, with the awareness that dialogue among the great religious traditions cannot be based on simplifications, but must rest on sincere and responsible mutual understanding.
The European Muslims League is committed to promoting a dialogue that unites, while respecting differences, and that contributes concretely to peace, coexistence, and the dignity of every human being.”
Establishing an authentic interreligious dialogue among Judaism, Christianity, and Islam is today both a necessary and a complex challenge. For such dialogue to be meaningful and not merely rhetorical, it is essential to move beyond certain simplifications that, in various contexts, risk undermining its credibility and effectiveness.
In recent decades, part of Christian thought has shown a tendency to emphasize what unites, sometimes leaving deeper differences in the background. Although inspired by positive intentions, this approach may prove insufficient. The risk is to build dialogue on partial foundations, avoiding precisely those issues that require greater clarity and responsibility.
One of the recurring challenges in contemporary debate lies in the tendency to consider religions as homogeneous realities, without adequately taking into account their historical, theological, and cultural specificities. Each religious tradition has developed over time also in relation to its social and institutional context. Understanding these dimensions is essential in order to avoid misunderstandings and to build dialogue based on genuine and informed knowledge.
Another important aspect concerns the difficulty, sometimes present in different contexts, of addressing complex issues with openness and balance, such as the relationship between religion and society, freedom of conscience, or the distinction between spiritual and public spheres. Out of concern for tensions, these topics are often treated in a general way. Yet a dialogue that does not engage with real issues risks losing depth and credibility.
At the same time, it is important to avoid any imbalance in historical and cultural judgment. All major religious traditions, throughout their history, have experienced moments of complexity, interaction with power, and internal evolution. Recognizing this reality in a balanced way is a fundamental step toward a more mature and sincere dialogue.
This does not mean ignoring the richness and internal plurality present within each religious tradition. On the contrary, this plurality is a valuable resource. Identifying credible interlocutors who are open to engagement is essential for promoting a meaningful dialogue capable of producing concrete outcomes in society.
A serious and responsible interreligious dialogue must be grounded in clearly shared principles: the rejection of violence, respect for human dignity, freedom of conscience, and the promotion of peaceful coexistence. These elements cannot be taken for granted; they must form the explicit foundation upon which lasting relationships are built.
Finally, it is essential to remember that dialogue does not imply the elimination of differences, but their mutual understanding. Only through an honest, respectful, and prejudice-free exchange can diversity become an opportunity for shared growth.
In a world marked by tensions and profound transformations, dialogue among religions is not an option but a common responsibility. For this reason, it requires realism, balance, and a constant openness to truth.
Titolo:
Dialogo interreligioso tra realismo e responsabilità: una riflessione per il nostro tempo
Nel quadro delle attività di promozione del dialogo interculturale e interreligioso, la European Muslims League (EML) è lieta di ospitare un contributo del Professor Pasquale Hamel, storico e saggista, maturato anche nel contesto di recenti incontri accademici internazionali, tra cui un’importante occasione di confronto presso l’Università di Oxford.
Il presente testo si inserisce nel dibattito contemporaneo sul dialogo tra le grandi tradizioni monoteiste — ebraismo, cristianesimo e islam — con l’obiettivo di offrire una riflessione critica e costruttiva. Esso non rappresenta una posizione ufficiale dell’EML, ma un contributo accademico volto ad arricchire il confronto, nel pieno rispetto di tutte le fedi e nella convinzione che un dialogo autentico debba fondarsi sulla verità, sulla chiarezza e sul rispetto reciproco.
Dichiarazione del Presidente EML
Il Presidente della European Muslims League, Alfredo Maiolese, ha dichiarato:
“Il dialogo interreligioso rappresenta oggi una responsabilità condivisa che richiede serietà, rispetto e profondità. Accogliamo con interesse contributi accademici che stimolano una riflessione autentica, nella consapevolezza che il confronto tra le grandi tradizioni religiose non può fondarsi su semplificazioni, ma su una conoscenza reciproca sincera e responsabile.
La European Muslims League è impegnata a promuovere un dialogo che unisca, nel rispetto delle differenze, e che contribuisca concretamente alla pace, alla convivenza e alla dignità di ogni essere umano.”
L’instaurazione di un autentico dialogo interreligioso tra ebraismo, cristianesimo e islam rappresenta oggi una sfida tanto necessaria quanto complessa. Affinché tale dialogo sia significativo e non meramente retorico, è però essenziale superare alcune semplificazioni che, in diversi contesti, rischiano di comprometterne la credibilità e l’efficacia.
Negli ultimi decenni, una parte del pensiero cristiano ha mostrato una forte inclinazione verso un approccio orientato a privilegiare ciò che unisce, talvolta lasciando in secondo piano le differenze più profonde. Sebbene animato da intenzioni positive, questo approccio può rivelarsi talvolta insufficiente. Il rischio è quello di costruire un dialogo su basi parziali, evitando proprio quelle questioni che richiederebbero maggiore chiarezza e responsabilità.
Una delle criticità più ricorrenti nel dibattito contemporaneo riguarda la tendenza a considerare le religioni come realtà omogenee, senza tener conto delle loro specificità storiche, teologiche e culturali. Ogni tradizione religiosa, infatti, si è sviluppata nel tempo anche in relazione al contesto sociale e istituzionale di riferimento. Comprendere queste dimensioni è essenziale per evitare fraintendimenti e per costruire un dialogo fondato su una conoscenza autentica e non superficiale.
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la difficoltà, talvolta presente in diversi contesti, di affrontare con serenità e apertura temi complessi, come il rapporto tra religione e società, la libertà di coscienza o la distinzione tra sfera spirituale e dimensione pubblica. Per timore di alimentare tensioni, questi argomenti vengono spesso trattati in modo generico. Tuttavia, un dialogo che non si confronta con le questioni reali rischia di perdere profondità e credibilità.
Allo stesso tempo, è importante evitare ogni forma di squilibrio nel giudizio storico e culturale. Tutte le grandi tradizioni religiose, nel corso della loro storia, hanno conosciuto momenti di complessità, di interazione con il potere e di evoluzione interna. Riconoscere questa realtà in modo equilibrato rappresenta un passo fondamentale verso un dialogo più maturo e sincero.
Ciò non significa ignorare la ricchezza e la pluralità presenti all’interno di ciascuna tradizione religiosa. Al contrario, proprio questa pluralità costituisce una risorsa preziosa. Individuare interlocutori aperti, credibili e disponibili al confronto è essenziale per promuovere un dialogo autentico, capace di produrre effetti concreti nella società.
Un dialogo interreligioso serio e responsabile deve fondarsi su principi condivisi e chiaramente esplicitati: il rifiuto della violenza, il rispetto della dignità umana, la libertà di coscienza e la promozione della convivenza pacifica. Questi elementi non possono essere dati per scontati, ma devono rappresentare la base comune su cui costruire relazioni solide e durature.
Infine, è fondamentale ricordare che il dialogo non implica l’annullamento delle differenze, ma la loro comprensione reciproca. Solo attraverso un confronto onesto, rispettoso e privo di pregiudizi è possibile trasformare le diversità in un’opportunità di crescita condivisa.
In un mondo segnato da tensioni e trasformazioni profonde, il dialogo tra le religioni non è un’opzione, ma una responsabilità comune. E proprio per questo esso richiede realismo, equilibrio e una costante apertura alla verità.


mercoledì 25 marzo 2026

Islam, verità e narrazioni distorte: una risposta necessaria nel tempo della disinformazione

Nel dibattito pubblico europeo, sempre più spesso emergono narrazioni sull’Islam basate su semplificazioni, paure e, talvolta, su evidenti distorsioni. Non si tratta soltanto di un confronto tra religioni, ma di una questione più profonda che riguarda il rapporto tra verità, conoscenza e responsabilità sociale.
L’Islam viene talvolta descritto attraverso episodi isolati, immagini provocatorie o interpretazioni estreme, ignorando una tradizione millenaria fondata su principi di giustizia, equilibrio e responsabilità morale.
Nel Qur'an si afferma chiaramente che Dio non proibisce ai musulmani di essere giusti e benevoli verso coloro che non li combattono per la religione (60:8). Questo principio non è teorico, ma ha trovato applicazione concreta nella storia islamica.
Il Profeta Muhammad* ha stabilito un principio fondamentale: chiunque faccia torto a una persona non musulmana sotto protezione sarà suo avversario nel Giorno del Giudizio. Questo insegnamento rappresenta una base etica chiara nei rapporti tra comunità diverse.
Un esempio storico significativo riguarda Umar ibn al-Khattab, secondo Califfo che incontrando un anziano ebreo in difficoltà dispose che ricevesse un sostegno economico pubblico. Non si trattava di tolleranza passiva, ma di responsabilità attiva verso ogni essere umano.
I segni scientifici del Corano rivelati 1400 anni fa
Uno degli aspetti più rilevanti del Qur'an è la presenza di riferimenti alla creazione e ai fenomeni naturali espressi in un’epoca in cui non esistevano le conoscenze scientifiche moderne né strumenti tecnologici avanzati.
Questi versetti non costituiscono un manuale scientifico, ma segni che invitano l’essere umano alla riflessione. Tuttavia, molti di essi risultano coerenti con scoperte emerse secoli dopo.
Per quanto riguarda l’origine dell’universo, il Corano afferma:
“Non vedono forse i miscredenti che i cieli e la terra erano uniti in una massa compatta e Noi li abbiamo separati…” (21:30).
Questo passaggio è spesso messo in relazione, in chiave riflessiva, con i modelli cosmologici moderni sull’origine dell’universo.
Il Corano afferma inoltre:
“In verità, siamo Noi che abbiamo costruito il cielo con potenza, e siamo Noi che lo espandiamo.” (51:47).
L’idea di un universo in espansione è stata riconosciuta dalla scienza solo nel XX secolo.
Per quanto riguarda lo sviluppo umano:
“Poi creammo la goccia in un’aderenza, poi l’aderenza in un grumo, poi il grumo in ossa, e rivestimmo le ossa di carne…” (23:12-14).
La descrizione in fasi successive viene oggi messa in relazione con le conoscenze moderne di embriologia.
Sulle montagne si legge:
“Non abbiamo fatto della terra una distesa, e delle montagne dei pali?” (78:6-7).
La geologia moderna evidenzia come le montagne abbiano radici profonde e contribuiscano alla stabilità della crosta terrestre.
Infine, riguardo ai mari:
“Ha fatto confluire i due mari, che si incontrano. Tra loro vi è una barriera che non oltrepassano.” (55:19-20).
Questo fenomeno è osservabile in natura, dove acque con diversa salinità e densità mantengono caratteristiche distinte.
Questi elementi non devono essere letti come dimostrazioni scientifiche nel senso moderno, ma come segni. La loro presenza in un contesto storico privo di conoscenze avanzate continua a suscitare riflessione.
Per il credente, essi rafforzano la convinzione che il messaggio trasmesso dal Profeta Muhammad* abbia origine divina.
Il problema della generalizzazione e della disinformazione
Uno degli errori più gravi nel dibattito contemporaneo è attribuire a una religione intera i comportamenti di singoli individui o gruppi.
Il terrorismo è un fenomeno complesso, spesso legato a dinamiche geopolitiche, instabilità e manipolazione ideologica. Ridurlo all’Islam significa ignorare la realtà e contribuire, paradossalmente, alla propaganda estremista.
Allo stesso modo, è scorretto giudicare una civiltà intera sulla base di immagini provocatorie o casi isolati diffusi sui social. Ogni società, inclusa quella occidentale, affronta sfide morali, sociali e culturali.
Islam e convivenza: una realtà storica
L’idea che l’Europa diventerà islamica e che i cristiani saranno oppressi non trova fondamento nella realtà né nei principi islamici.
Il Corano afferma chiaramente: “Non vi è costrizione nella religione” (2:256).
La storia islamica offre numerosi esempi di convivenza. Le minoranze religiose hanno vissuto per secoli sotto protezione, con diritti riconosciuti e spazi di autonomia.
La grande maggioranza dei musulmani in Europa oggi vive nel rispetto delle leggi, contribuendo alla società attraverso lavoro, studio e partecipazione civile.
La vera sfida: valori e società
La questione centrale non è uno scontro tra Islam e Occidente, ma una crisi più ampia che riguarda valori e modelli sociali.
Materialismo, individualismo estremo, diffusione delle droghe, crisi della famiglia e perdita di riferimenti etici sono fenomeni globali.
Ridurre tutto a uno scontro religioso impedisce di affrontare le vere problematiche della società contemporanea.
Conclusione
Criticare è legittimo. Diffondere disinformazione no.
Un confronto serio sull’Islam richiede studio, rispetto e onestà intellettuale. Senza questi elementi, il dibattito si trasforma in propaganda e contribuisce ad alimentare divisioni.
Oggi più che mai, la responsabilità è costruire ponti basati sulla conoscenza e sul rispetto reciproco.
Dichiarazione
“L’Islam non teme il confronto, ma chiede che sia fondato sulla verità e non sulla distorsione. La European Muslims League lavora per una società fondata su giustizia, rispetto e responsabilità condivisa. Le narrazioni basate sulla paura non rappresentano né l’Europa né i valori autentici delle religioni.”
Alfredo Maiolese
Presidente European Muslims League

domenica 22 marzo 2026

Educare attraverso il suono: contenuti islamici per bambini

In un mondo sempre più digitale, anche l’educazione dei bambini passa attraverso i contenuti online. Per molte famiglie musulmane in Europa, in particolare per le madri che parlano italiano, trovare materiali educativi che siano allo stesso tempo coinvolgenti e coerenti con i valori islamici rappresenta una sfida concreta.
Negli ultimi anni sono emerse iniziative indipendenti che propongono nasheed e video educativi per bambini capaci di trasmettere, con semplicità e bellezza, valori fondamentali come la fede, il rispetto e il buon comportamento. Si tratta spesso di progetti realizzati con grande impegno personale e senso di responsabilità verso la comunità.
In questo contesto, la European Muslims League (EML) segnala il progetto “Din Din” come esempio di contenuto serio, professionale e orientato all’educazione dei più piccoli.
Questi contenuti rappresentano uno strumento utile nella quotidianità, aiutando i bambini a sviluppare un legame naturale con la propria fede anche in contesti multiculturali.
Alcuni esempi sono disponibili ai seguenti link:
Non si tratta di promozione, ma di valorizzazione di buone pratiche educative che possono offrire un contributo positivo alla crescita delle nuove generazioni.
Nota EML
La presente segnalazione ha finalità esclusivamente culturali ed educative. La European Muslims League non intrattiene rapporti commerciali con i soggetti citati e intende unicamente valorizzare iniziative ritenute utili per la comunità e per l’educazione dei bambini.

martedì 10 marzo 2026

Roma: Ambasciatore di Pace EML Amir Maiolese riceve il riconoscimento “Giovani Ponte del Dialogo”

In occasione delle iniziative svoltesi a Roma nell’ambito del Tavolo del Ramadan – Iftar, importante momento di dialogo tra religioni e culture, Amir Maiolese, Ambasciciatore di Pace della European Muslims League (EML) www.eml.fm tra i giovani, ha ricevuto il riconoscimento “Giovani Ponte del Dialogo”.
La cerimonia si è svolta il 9 marzo 2026 alla presenza di circa quarantotto ambasciatori accreditati presso lo Stato italiano e la Santa Sede, insieme a rappresentanti del mondo religioso, culturale e diplomatico. Tra i presenti anche il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.
Nel momento della premiazione, Amir Maiolese è stato insignito del riconoscimento dall’Ambasciatore del Sultanato dell’Oman e dall’Ambasciatrice della Repubblica dello Yemen, come visibile nella fotografia della cerimonia, alla presenza di numerosi rappresentanti diplomatici e istituzionali.
Il riconoscimento sottolinea il ruolo sempre più importante dei giovani nella promozione del dialogo, del rispetto reciproco e della comprensione tra culture e religioni diverse.
Nel ricevere il premio, Amir Maiolese ha dichiarato:
“Ho avuto l’onore di ricevere il riconoscimento ‘Giovani Ponte del Dialogo’, conferito a Roma il 9 marzo 2026 nell’ambito delle iniziative del Ramadan, alla presenza di 48 Ambasciatori e del Segretario di Stato della Santa Sede, S.E. Cardinale Pietro Parolin.
Questo attestato rappresenta un significativo riconoscimento dell’impegno dei giovani nella promozione del dialogo, del rispetto reciproco e della comprensione tra culture e religioni diverse, valori fondamentali per la costruzione di una società più inclusiva, solidale e orientata alla pace.”
Per la European Muslims League (EML) il coinvolgimento delle nuove generazioni nelle iniziative di dialogo interreligioso e cooperazione culturale rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare i ponti tra comunità diverse e promuovere una cultura della pace fondata sul rispetto, sulla convivenza e sulla solidarietà.
Video drll' evento

sabato 7 marzo 2026

Peace as a Moral Responsibility: Reflections from the Abrahamic Traditions

In a time marked by geopolitical tensions and conflicts in different parts of the world, the question of peace has once again become central to the conscience of humanity. Wars do not only represent political or military crises; they also raise deep moral and spiritual questions about the responsibility of individuals, societies and nations.
Across history, the great religious traditions of humanity have emphasized that peace is not simply the absence of war. Rather, it is a condition based on justice, dignity and mutual respect among peoples and cultures.
In the Qur’an, peace is a fundamental concept. The very word “Islam” is connected to the idea of peace and security. The Qur’an reminds humanity:
“God invites to the Home of Peace and guides whom He wills to a straight path.”
(Qur’an 10:25)
This message highlights that peace is not only a political objective but also a spiritual value guiding relations between individuals and societies.
In Jewish tradition, the concept of shalom represents harmony, justice and well-being among communities. The Scriptures encourage believers to actively seek peace:
“Seek peace and pursue it.”
(Psalm 34:14)
Similarly, in the Christian tradition the Gospel calls upon believers to promote reconciliation and peace among people and nations.
These teachings demonstrate that the great Abrahamic traditions share a common principle: peace requires moral responsibility and sincere commitment to dialogue and coexistence.
In today’s interconnected world, dialogue between cultures and religions plays an essential role in preventing misunderstandings and tensions. Civil society organizations and interreligious initiatives can help build bridges of trust among communities.
The European Muslims League (EML) continues to promote dialogue, cooperation and mutual understanding between Muslim and non-Muslim communities, contributing to the development of a culture of peace and shared responsibility.
Read the geopolitical analysis published by the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP).
Read the analysis:
https://www.wostates.eu⁠
Peace, in the vision of the great religious traditions, remains a shared responsibility of all humanity.

sabato 28 febbraio 2026

EML- Un Calcio alla Guerra: religione, sport e diplomazia civile per la costruzione della pace

La European Muslims League (EML), promotrice dell’iniziativa internazionale “Un Calcio alla Guerra” con l’Alto Patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), condivide l’analisi pubblicata 


La European Muslims League (EML) è lieta di condividere l’analisi pubblicata a firma di Marco Baragli dal titolo “La religione e lo sport: la diplomazia pacificatrice”, dedicata al valore della diplomazia civile e del dialogo interreligioso nella costruzione della pace.
L’articolo richiama l’esperienza maturata nell’ambito dell’iniziativa internazionale “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away”, promossa dalla EML con l’Alto Patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP), e sottolinea il ruolo dello sport come linguaggio universale capace di unire comunità, istituzioni e tradizioni religiose diverse.
La riflessione proposta evidenzia come la cooperazione interreligiosa e l’impegno dal basso rappresentino strumenti concreti di diplomazia preventiva, contribuendo alla stabilità sociale e alla costruzione di fiducia reciproca. In questa prospettiva, il dialogo tra culture e fedi si conferma una risorsa strategica per il futuro delle nostre società.
Di seguito l’immagine dell’articolo e il testo integrale.
LA RELIGIONE E LO SPORT:
LA DIPLOMAZIA PACIFICATRICE
di Marco Baragli
Negli ultimi anni, il mondo ha mostrato quanto la diplomazia civile e il dialogo interreligioso siano diventati strumenti indispensabili per affrontare le tensioni globali. Come Padre Marco Baragli, sacerdote della Comunione Anglicana – e adesso anche come consigliere per la Cooperazione della World organization of States (Wos) – ho potuto osservare come la costruzione della pace passi sempre più attraverso iniziative dal basso, capaci di coinvolgere direttamente le comunità.
La mia esperienza mi ha insegnato che la pace non nasce soltanto da accordi politici, ma da un lavoro quotidiano fatto di educazione, cultura e relazioni umane. Per questo considero fondamentale la collaborazione tra istituzioni, realtà religiose e società civile. In questo percorso, lavoro accanto all’Ambasciatore Alfredo Maiolese, Segretario Generale e Ambasciatore at large della Wos-Ipsp e Presidente della European Muslims League (Eml), il cui impegno nel dialogo interreligioso rappresenta un punto di riferimento riconosciuto. Uno degli strumenti più efficaci che ho visto emergere negli ultimi anni è lo sport, capace di parlare un linguaggio universale.
L’iniziativa internazionale Un calcio alla guerra – Kick war away, sostenuta anche dalla Wos, ne è una dimostrazione concreta. La seconda edizione, svoltasi a Genova il 28 dicembre 2025, ha riunito giovani, istituzioni e comunità di diversa provenienza culturale e religiosa, trasformando un evento sportivo in un vero spazio di dialogo e responsabilità condivisa. Credo fermamente che progetti come questo rafforzino la diplomazia preventiva, perché intervengono prima che le tensioni possano degenerare. La partecipazione attiva delle comunità locali, insieme al coinvolgimento delle istituzioni, crea un terreno fertile per la convivenza pacifica e per la costruzione di fiducia reciproca.
Allo stesso tempo, considero essenziale il dialogo interreligioso inteso come pratica continuativa. In diversi contesti europei e mediterranei ho visto come la collaborazione tra comunità di fedi diverse possa contribuire alla stabilità sociale e alla prevenzione dei conflitti. Il lavoro condiviso con l’Ambasciatore Maiolese e con altre realtà impegnate in questo ambito conferma che la cooperazione interreligiosa è una risorsa preziosa per il futuro delle nostre società.
Guardando avanti, posso annunciare con soddisfazione che la prossima edizione di Un calcio alla guerra – Kick war away si terrà nuovamente a Genova, nel mese di settembre. Sarà un nuovo momento di incontro e di testimonianza concreta del valore della diplomazia civile.
In un sistema internazionale sempre più complesso, sono convinto che il contributo delle iniziative dal basso continuerà a crescere. Le esperienze maturate negli ultimi anni mostrano chiaramente che la pace si costruisce insieme, attraverso progetti condivisi e un impegno costante sul piano culturale, educativo e sociale. È in questa direzione che intendo proseguire il mio servizio, mettendo a disposizione competenze e visione per favorire un futuro di dialogo, cooperazione e convivenza pacifica.
consigliere per la cooperazione della World organization of States, International Parliament for Safety and Peace WOS-IPSP 

giovedì 26 febbraio 2026

EML European Muslims League Appoints Mohammed Nasser Shujaa Rashid Almutairi as Ambassador of Peace for the State of Kuwait



The European Muslims League (EML) has appointed Mohammed Nasser Shujaa Rashid Almutairi as Ambassador of Peace for the State of Kuwait, reinforcing the organization’s commitment to intercultural dialogue, ethical leadership and international cooperation.
Mr. Almutairi brings to this role a distinguished record of public service, including his tenure as Assistant Undersecretary at the Ministry of Awqaf and Islamic Affairs of the State of Kuwait, where he served with responsibilities related to media and external relations for the Ministry of 
Awqaf and Islamic Affairs.
The appointment was issued by Dr. Alfredo Maiolese, President and Legal Representative of the European Muslims League, in recognition of Mr. Almutairi’s institutional experience, commitment to peaceful engagement, and capacity to build bridges between communities in Kuwait and beyond.
In his capacity as Ambassador of Peace, Mr. Almutairi will represent the mission and principles of the European Muslims League within Kuwait, fostering constructive engagement with public institutions, civil society leaders and cultural partners. His role is expected to advance initiatives that promote mutual respect, social harmony, and solidarity between Europe and the Gulf region.
This designation reflects the European Muslims League’s dedication to cultivating international partnerships grounded in trust, dialogue and the promotion of peace at regional and global levels.

sabato 21 febbraio 2026

European Muslims League (EML) Strengthens International Cooperation with the Islamic Republic of Mauritania

The European Muslims League (EML) announces a significant milestone in its international institutional engagement through the signing of a Framework Cooperation Agreement with the Ministry of Culture of the Islamic Republic of Mauritania.
This Framework Cooperation Agreement reflects a constructive and responsible institutional dialogue aimed at strengthening cultural cooperation, academic exchange, youth engagement initiatives, and peace-oriented values rooted in mutual respect and shared responsibility. It also represents a concrete step in developing cultural diplomacy and intercultural understanding between Europe and the Islamic world.
A Structured Framework for Cultural Diplomacy and Peacebuilding
The agreement provides a structured basis for cooperation in key areas such as cultural diplomacy, educational initiatives, academic programs, dialogue activities, prevention of extremism, and the promotion of peaceful coexistence. Through this framework, EML intends to contribute to initiatives that strengthen social cohesion, mutual understanding, and shared responsibility among communities.
The Role of EML Peace Ambassador Dr. Mohamed Bahah
The successful conclusion of this Framework Cooperation Agreement was made possible through the dedicated efforts of EML Peace Ambassador Dr. Mohamed Bahah. His commitment, professionalism, and perseverance played a central role in facilitating this formal framework of collaboration with the Mauritanian institutional counterpart.
The Board of the European Muslims League extends its sincere appreciation to Dr. Mohamed Bahah for his valuable contribution and for the efforts undertaken to achieve this important outcome.
EML’s International Vision
For a European non-governmental organization such as the European Muslims League, formal cooperation with a Ministry of a sovereign State represents a meaningful step forward in its international outreach. This achievement further consolidates EML’s position as a constructive and credible partner in initiatives that promote stability, dialogue, and sustainable peace.
In this context, the President of the European Muslims League, Alfredo Maiolese, stated:
“When commitment is sincere and directed toward the common good, Allah opens the doors of cooperation and makes possible what once seemed distant, transforming intention into concrete action for peace. Every step taken in building dialogue between nations is an act of responsibility toward future generations.”
The European Muslims League remains committed to advancing institutional partnerships that foster dialogue, strengthen international cooperation, and contribute to sustainable peace

For readers’ reference, here is a related report published in Arabic about the same cooperation agreement:

martedì 17 febbraio 2026

RAMADAN 2026 ---1447 AH

English , Arabic, Italian 

ENGLISH VERSION
The European Muslims League (EML) informs that, according to astronomical data concerning the European territory, the lunar conjunction occurred on 17 February at 12:01 GMT. However, on the evening of 17 February, the crescent was not objectively visible in Italy and in most of Europe, according to the available astronomical parameters.
Consequently, adhering to the criterion of local sighting supported by scientific data, the beginning of the month of Ramadan is expected at sunset on 18 February, with the first day of fasting on 19 February.
EML acknowledges that within the Islamic tradition there are different juristic opinions regarding the criteria for the beginning of the lunar month. We therefore invite Muslim communities to maintain mutual respect and unity, avoiding divisions and polemics.
Our commitment is to work in the coming months to foster greater coordination and shared convergence at the European level.
Ramadan Mubarak
European Muslims League (EML)
ARABIC VERSION
تُعلم الرابطة الإسلامية الأوروبية (EML) أنه وفقاً للبيانات الفلكية المتعلقة بالمنطقة الأوروبية، حدث الاقتران القمري يوم 17 فبراير الساعة 12:01 بتوقيت غرينتش. غير أن هلال شهر رمضان لم يكن مرئياً بصورة موضوعية مساء يوم 17 فبراير في إيطاليا ومعظم دول أوروبا، وفق المعايير الفلكية المتاحة.
وبناءً على اعتماد معيار الرؤية المحلية المدعومة بالبيانات العلمية، يُتوقع أن يكون بدء شهر رمضان عند غروب شمس يوم 18 فبراير، على أن يكون أول أيام الصيام يوم 19 فبراير.
وتقر الرابطة بوجود آراء فقهية متعددة في التراث الإسلامي بشأن معايير ثبوت دخول الشهر القمري، وتدعو الجاليات المسلمة إلى الحفاظ على الاحترام المتبادل وروح الوحدة وتجنب الخلافات والجدل.
وتؤكد الرابطة التزامها بالعمل خلال الأشهر القادمة لتعزيز التنسيق وتحقيق قدر أكبر من التقارب على المستوى الأوروبي.
رمضان مبارك
الرابطة الإسلامية الأوروبية (EML)
والسلام عليكم ورحمة الله وبركاته

Italian version 
La European Muslims League (EML) informa che, secondo i dati astronomici relativi al territorio europeo, la congiunzione lunare è avvenuta il 17 febbraio alle ore 12:01 GMT. Tuttavia, nella serata del 17 febbraio il crescente non risultava oggettivamente visibile in Italia e in gran parte d’Europa, come indicato dai parametri astronomici disponibili.
Di conseguenza, attenendosi al criterio della visione locale supportata da dati scientifici, l’inizio del mese di Ramadan è previsto al tramonto del 18 febbraio, con primo giorno di digiuno il 19 febbraio.
La EML riconosce che, nella tradizione islamica, esistono opinioni giuridiche differenti riguardo ai criteri di inizio del mese lunare. Invitiamo pertanto le comunità musulmane a mantenere rispetto reciproco e spirito di unità, evitando divisioni e polemiche.
Il nostro impegno è quello di lavorare nei prossimi mesi per favorire un maggiore coordinamento e una convergenza condivisa a livello europeo.
Ramadan Mubarak
European Muslims League (EML)

sabato 31 gennaio 2026

Alfredo Maiolese and WOS-IPSP: Institutional Commitment to Peace and DialogueAlfredo Maiolese e il WOS-IPSP: impegno istituzionale per la pace e il dialogo


Alfredo Maiolese is the Secretary General and Ambassador at Large of the World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP).
His official institutional profile and mandate are available within the Office of the Presidency of WOS-IPSP:
In his institutional role, Alfredo Maiolese contributes to the promotion of peace, dialogue and international cooperation through diplomatic, cultural and humanitarian initiatives, in line with the principles and mission of WOS-IPSP.
Within this framework, the European Muslims League (EML) collaborates with WOS-IPSP in initiatives aimed at fostering intercultural and interreligious dialogue, social cohesion and peacebuilding, including international projects that use culture and sport as tools for dialogue and inclusion.
Among these initiatives is “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away”, a peace-through-sport project promoted in cooperation with institutions and territories from different countries, reflecting a shared commitment to peace, coexistence and responsible leadership.
VERSIONE ITALIANA
Alfredo Maiolese è Segretario Generale e Ambasciatore at Large della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace (WOS-IPSP).
Il suo profilo istituzionale ufficiale e il mandato sono consultabili all’interno dell’Ufficio di Presidenza del WOS-IPSP:
Nel suo ruolo istituzionale, Alfredo Maiolese contribuisce alla promozione della pace, del dialogo e della cooperazione internazionale attraverso iniziative diplomatiche, culturali e umanitarie, in coerenza con i principi e la missione del WOS-IPSP.
In tale contesto, la European Muslims League (EML) collabora con il WOS-IPSP in iniziative volte a favorire il dialogo interculturale e interreligioso, la coesione sociale e i processi di costruzione della pace, anche attraverso progetti internazionali che utilizzano la cultura e lo sport come strumenti di dialogo e inclusione.
Tra queste iniziative rientra “Un Calcio alla Guerra – Kick War Away”, progetto che utilizza lo sport come veicolo di pace e responsabilità condivisa, promosso in collaborazione con istituzioni e territori di diversi Paesi.