sabato 29 agosto 2026
EML – ARTICOLI, APPROFONDIMENTI E FACT-CHECKING
"Il cristianesimo è amore". E l'Islam?
Islam, immigrazione e integrazione: rispondere alle domande difficili
venerdì 28 agosto 2026
Le Dakarois Quotidien: l’European Muslims League en première page au Sénégal
giovedì 27 agosto 2026
Senegal: L’Eveil Highlights the Launch of EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit
Mosè chiese a Dio il Suo nome: perché non disse "Io sono Allah"?
EML au Sénégal : solidarité et soutien à la santé à TivaouaneEML in Senegal: Solidarity and Support for Healthcare in Tivaouane
EML au Sénégal : solidarité et soutien à la santé à Tivaouane
Tivaouane, Sénégal – Août 2026
La Ligue Musulmane Européenne (European Muslims League – EML) poursuit ses activités au Sénégal en faveur de la paix, de la fraternité, du dialogue et de la solidarité.
À Tivaouane, Matar Mbaye Aly Lo, Ambassadeur de Paix de l’EML, a effectué une visite dans le cadre des relations avec la communauté religieuse locale et de la mission internationale de l’organisation.
À cette occasion, une action de solidarité a été menée avec des dons remis à l’hôpital Mame Abdou Aziz Sy Dabakh de Tivaouane, afin de contribuer au soutien du secteur de la santé et des personnes qui en ont besoin.
Cette initiative témoigne de la volonté de l’European Muslims League d’accompagner le dialogue et la fraternité par des actions concrètes au service des communautés.
L’EML remercie les autorités religieuses, les représentants et la communauté de Tivaouane pour leur accueil et leur esprit de fraternité.
Servir les communautés, promouvoir la paix et construire des ponts de fraternité demeurent au cœur de la mission de l’EML.
#EuropeanMuslimsLeague #EML #Senegal #Tivaouane #Solidarité #Santé #Paix
EML in Senegal: Solidarity and Support for Healthcare in Tivaouane
Tivaouane, Senegal – August 2026
The European Muslims League (EML) continues its activities in Senegal in support of peace, fraternity, dialogue and solidarity.
In Tivaouane, Matar Mbaye Aly Lo, EML Peace Ambassador, carried out a visit as part of the organisation’s relations with the local religious community and its international mission.
On this occasion, a solidarity initiative was carried out through donations delivered to the Mame Abdou Aziz Sy Dabakh Hospital in Tivaouane, contributing to the support of healthcare and people in need.
This initiative reflects the European Muslims League’s commitment to accompanying dialogue and fraternity with concrete actions in service of communities.
EML expresses its sincere gratitude to the religious authorities, representatives and community of Tivaouane for their warm welcome and spirit of fraternity.
Serving communities, promoting peace and building bridges of fraternity remain at the heart of EML’s mission.
#EuropeanMuslimsLeague #EML #Senegal #Tivaouane #Solidarity #Healthcare #Peace
EML au Sénégal : fraternité et solidarité à NdiassaneEML in Senegal: Fraternity and Solidarity in Ndiassane
mercoledì 26 agosto 2026
Libero arbitrio e volontà di Allah: l’uomo sceglie, ma nulla sfugge al Creatore
Una delle domande più profonde che l'essere umano possa porsi riguarda il rapporto tra la propria libertà e la volontà di Dio.
Se siamo liberi di scegliere, significa forse che alcuni avvenimenti sfuggono al controllo del Creatore? E se tutto avviene secondo la Sua volontà, quale significato hanno allora le nostre decisioni e le nostre responsabilità?
L'Islam mantiene insieme due verità: l'essere umano sceglie ed è responsabile delle proprie azioni, ma nulla esiste al di fuori della conoscenza e della sovranità di Allah, l'Altissimo.
Il Corano utilizza un'immagine di straordinaria semplicità:
«Non cade una foglia senza che Egli lo sappia.»
Corano 6:59
Pensiamo per un momento alla grandezza di questa affermazione.
Una foglia che si stacca da un albero in una foresta lontana, una goccia di pioggia che raggiunge la terra, qualcosa che nasce o qualcosa che termina: nulla è nascosto alla conoscenza di Allah.
Questo, tuttavia, non trasforma l'uomo in una creatura priva di volontà.
L'uomo sceglie e per questo è responsabile
Il Corano riconosce all'essere umano la capacità di scegliere:
«Chi vuole, prenda la via verso il suo Signore.»
Corano 76:29
Se non esistesse alcuna scelta, non avrebbero significato la responsabilità morale, il pentimento, il perdono, la ricompensa e il giudizio.
L'uomo può scegliere il bene oppure il male, la giustizia oppure l'ingiustizia, la fede oppure il rifiuto.
Ma immediatamente dopo il versetto precedente il Corano aggiunge qualcosa di ancora più profondo:
«Ma voi non vorrete se non se Allah vuole.»
Corano 76:30
Ecco il punto nel quale libertà umana e volontà divina si incontrano.
La nostra volontà esiste, ma non è una volontà assoluta.
Possiamo decidere, progettare, costruire, amare, rifiutare, credere o non credere. Possiamo contribuire alle trasformazioni della società e della storia.
Ma non diventiamo per questo padroni dell'universo.
Affidarsi ad Allah non significa essere fatalisti
Credere nel decreto divino non significa sedersi e aspettare che gli eventi accadano.
Il musulmano agisce.
Studia, lavora, cura, costruisce, educa, dialoga, difende la giustizia e cerca la pace. Utilizza le cause e i mezzi che Allah ha posto nel mondo e assume la responsabilità delle proprie decisioni.
Poi, dopo avere fatto quanto è nelle sue possibilità, riconosce che il risultato finale non gli appartiene completamente.
Questa è una delle differenze fondamentali tra fatalismo e tawakkul, l'affidamento ad Allah.
Il fatalista dice: «Non faccio nulla perché tutto è già scritto.»
Il credente dice: «Farò tutto ciò che è giusto e nelle mie possibilità, ma affiderò ad Allah ciò che non posso controllare.»
Un esempio semplice: l'esame
Possiamo comprenderlo attraverso un esempio molto semplice, lo stesso che possiamo spiegare ai nostri figli.
Ho un esame, ma decido di non studiare. Arriva il giorno dell'esame e vengo bocciato.
Posso dire: «È stata la volontà di Allah», per sottrarmi alla mia responsabilità?
No.
Avevo la possibilità di studiare e ho scelto di non farlo. La mia negligenza appartiene alla mia responsabilità e non posso utilizzare il decreto divino come giustificazione per una scelta sbagliata.
Immaginiamo invece una situazione diversa.
Studio seriamente. Mi preparo per settimane, utilizzo tutti i mezzi che Allah mi ha concesso e faccio quanto è nelle mie possibilità. Ma proprio il giorno dell'esame mi ammalo e non posso presentarmi.
La malattia non era una mia scelta.
Il credente riconosce allora che esistono avvenimenti che non controlla e li accoglie nell'ambito del qadar, il decreto di Allah, senza pretendere necessariamente di comprenderne immediatamente la ragione.
Questo è il punto essenziale:
la fede nel decreto di Allah non cancella la responsabilità dell'uomo, e la libertà dell'uomo non cancella la sovranità di Allah.
Un celebre insegnamento profetico lo esprime attraverso un'immagine semplicissima. Un uomo chiese al Profeta Muhammad ﷺ se dovesse lasciare libero il proprio cammello affidandosi ad Allah oppure legarlo.
Il Profeta ﷺ gli rispose:
«Legalo e affidati ad Allah.»
Prima agisci.
Prima utilizza i mezzi.
Prima assumiti le tue responsabilità.
Poi, ciò che non è nelle tue mani, affidalo ad Allah.
È questo l'equilibrio tra libero arbitrio e tawakkul: fare tutto ciò che dipende da noi, senza credere che tutto dipenda da noi.
Anche la storia passa attraverso le azioni degli uomini
Migrazioni, nascite, guerre, pace, trasformazioni culturali, crescita e declino delle civiltà possono essere spiegati attraverso cause storiche, politiche, economiche e demografiche.
Riconoscere queste cause non contraddice la fede.
Sono precisamente le azioni degli uomini a costituire una parte della storia.
Ma il credente aggiunge una dimensione ulteriore: le cause non possiedono un potere assoluto e indipendente dal Creatore.
Nessun governante, maggioranza, esercito, movimento politico o fenomeno demografico possiede una volontà assoluta capace di sottrarsi alla sovranità di Allah.
Il Corano dice:
«Voi non vorrete se non se Allah vuole, Signore dei mondi.»
Corano 81:29
Questo non elimina la storia umana né la responsabilità dell'uomo.
Significa semplicemente riconoscere che l'uomo agisce dentro la Creazione, non al di sopra del Creatore.
Ciò che accadrà domani appartiene ad Allah
L'essere umano può fare previsioni.
Può osservare statistiche, demografia, politica e trasformazioni sociali e immaginare come sarà una nazione tra cinquanta o cento anni.
Ma una previsione non è conoscenza dell'invisibile.
Il futuro appartiene ad Allah.
Per questo il musulmano pronuncia spesso parole semplicissime:
In shāʾ Allāh — se Allah vuole.
Non è una formula di rassegnazione. È il riconoscimento del limite umano.
Io posso desiderare qualcosa.
Posso lavorare perché accada.
Posso pregare perché accada.
Ma non posso conoscere con certezza ciò che Allah ha decretato per il futuro.
Il Corano ricorda:
«Non dire mai di una cosa: “Certamente domani farò questo”, senza dire: “Se Allah vuole”.»
Corano 18:23-24
La conoscenza dell'Ora
Lo stesso principio raggiunge la sua espressione più grande quando il Corano parla del Giorno del Giudizio:
«In verità, presso Allah è la conoscenza dell'Ora.»
Corano 31:34
L'umanità può sviluppare tecnologie straordinarie, esplorare l'universo e comprendere sempre meglio le leggi della natura.
Eppure rimane una creatura.
La conoscenza assoluta appartiene al Creatore.
Ed è forse proprio qui che libero arbitrio e fede trovano il loro equilibrio più bello:
l'uomo non è una marionetta, ma neppure è Dio.
Gli è stata concessa la possibilità di scegliere, e proprio per questo sarà responsabile delle sue scelte.
Ma sopra le nostre decisioni, sopra le nostre previsioni e sopra il corso stesso della storia rimangono la conoscenza e la sovranità di Allah, l'Altissimo.
Una foglia cade.
Una goccia raggiunge la terra.
Un uomo compie una scelta.
Una generazione lascia il posto alla successiva.
Noi vediamo soltanto una piccola parte del cammino.
Allah conosce l'intero percorso.
Al credente spetta quindi agire con responsabilità, scegliere il bene, cercare la giustizia e la pace, utilizzare tutti i mezzi leciti che gli sono stati concessi e, dopo aver fatto tutto ciò che è nelle proprie possibilità, affidarsi con serenità ad Allah.
Perché affidarsi ad Allah non significa rinunciare ad agire. Significa agire sapendo che non siamo noi ad avere l'ultima parola.
Amb. Alfredo Maiolese
President, European Muslims League (EML)
Lo specchio: Islam, Occidente e pudore
martedì 25 agosto 2026
Alfredo Maiolese – International Press, Media and Public Activities Archive
lunedì 24 agosto 2026
Il Corano permette al marito di picchiare la moglie? Leggiamo tutte le fonti
domenica 23 agosto 2026
Europe’s Muslims Fight Back Against the Hate WaveAs anti-Muslim incidents rise across Europe, Dr Yvonne Ridley reflects on why organisation, dialogue and institutional engagement may offer a stronger response than anger and division
sabato 22 agosto 2026
EML Launches Islamophobia Watch: Monitoring, Verifying and Responding with Facts
The European Muslims League (EML) has launched EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit, a new initiative dedicated to monitoring Islamophobia, disinformation and the manipulation of information concerning Islam and Muslims across media, websites, blogs and social networks.
The digital environment has dramatically accelerated the circulation of information. A misleading headline, an inaccurate quotation or a religious text taken out of context can reach thousands — sometimes millions — of people within hours.
This is why monitoring alone is not enough.
Information must be verified.
EML Islamophobia Watch will identify significant cases and examine the sources behind them.
When the Qur’an is quoted, the original text, translation and context will be checked.
When a hadith — a narration reporting words, actions or teachings attributed to the Prophet Muhammad — is used, its authenticity and context will be examined.
When reference is made to the Sunnah — the Prophetic tradition that constitutes, together with the Qur’an, a fundamental reference in Islam —, the relevant sources will be verified.
Historical claims, statistics and public statements will likewise be compared with available evidence.
Not every criticism is Islamophobia
The purpose of this initiative is not to label every disagreement or criticism concerning Islam as Islamophobia.
Nor is it intended to create lists of enemies or restrict freedom of expression.
If a statement is correct, we will acknowledge it.
If it is false or manipulated, we will show the sources.
The same principle applies internally: EML will continue to oppose those who misuse Islam to justify extremism, terrorism, religious hatred or the rejection of peaceful coexistence.
Credibility requires consistency.
Monitor. Verify. Document. Respond.
The work of EML Islamophobia Watch will be based on four principles:
MONITOR — observe media, websites, blogs and social networks.
VERIFY — examine facts, religious texts, translations, historical context and original sources.
DOCUMENT — preserve evidence and provide transparent references.
RESPOND — answer misinformation through facts, knowledge, culture and dialogue.
The European Muslims League has worked since 2010 in intercultural and interreligious dialogue and conflict prevention. Today, that commitment extends more strongly into the digital sphere.
Islamophobia is not solely a Muslim issue.
When misinformation and generalisations target a religious community, what is at stake is also the quality of public information, social cohesion and our ability to live together without fear of one another.
For this reason, EML Islamophobia Watch welcomes cooperation with institutions, universities, researchers, journalists, religious organisations and civil society — Muslim and non-Muslim alike.
We do not intend to answer propaganda with propaganda.
We will monitor.
We will verify.
We will document.
We will respond.
Not with hatred. With sources.
We counter ideas with ideas.
European Muslims League – EML
EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit
Read the official announcement
The full presentation of the initiative is available on the official European Muslims League website:
EML Islamophobia Watch – European Monitoring & Response Unit
https://www.eml.fm/eml-islamophobia-watch-is-launched/?utm_source=chatgpt.com
Quando la critica diventa falsificazione
Criticare una religione è legittimo. Inventare ciò che dicono i suoi testi sacri non lo è.
Nell'immagine che sta circolando vengono indicati alcuni versetti del Corano accompagnandoli con frasi che, in diversi casi, quei versetti semplicemente non contengono.
Il Corano contiene versetti relativi alla guerra e al combattimento. Negarlo sarebbe intellettualmente scorretto. Ma altrettanto scorretto è trasformare passi riferiti a combattimenti, nemici e circostanze determinate in ordini universali contro tutti i non musulmani.
Corano 9:111 – “72 vergini per chi uccide i non musulmani”
Nel versetto non compaiono né il numero 72 né un ordine di uccidere i non musulmani in cambio di vergini. Il testo parla dei credenti che offrono ad Allah le proprie vite e i propri beni in cambio del Paradiso e menziona il combattimento sulla via di Allah. Attribuirgli la frase pubblicata nell'immagine significa fargli dire qualcosa che non dice.
Corano 2:217 – “Ucciderete chi abbandona l'Islam”
Anche questa frase non compare nel versetto. Il testo parla del combattimento nel mese sacro e afferma che chi abbandona la propria religione e muore nella miscredenza vedrà vanificate le proprie opere. Non contiene l'ordine: “uccidete chi abbandona l'Islam”.
Corano 8:12 e 47:4 – “Decapiterete i non musulmani”
Sono passi con un linguaggio di guerra duro e non abbiamo alcuna necessità di nasconderlo. Ma riguardano il combattimento contro un nemico, non l'esistenza pacifica dei non musulmani. In particolare 47:4 prosegue parlando dei prigionieri e della possibilità di liberarli gratuitamente o dietro riscatto, fino alla cessazione della guerra. Citare soltanto alcune parole e trasformare “il nemico in battaglia” in “tutti i non musulmani” altera il significato.
Corano 8:60 – “Terrorizzerete i non musulmani”
Il versetto parla della preparazione della forza nei confronti del nemico, cioè di deterrenza in un contesto di conflitto. “Nemico” e “non musulmano” non sono sinonimi. Sostituire una categoria con l'altra produce un significato che il testo non contiene.
Corano 3:28 e 16:106 – “Mentirai per rafforzare l'Islam”
Questa frase non esiste nei due versetti. Il secondo, 16:106, riguarda la persona costretta sotto minaccia a pronunciare parole contrarie alla propria fede mentre il suo cuore rimane saldo. Trasformarlo in un'autorizzazione generale a mentire per promuovere l'Islam è una falsificazione del contenuto.
Ma esiste una questione ancora più importante.
Prima di condividere un'accusa contro la religione di milioni di persone, abbiamo il dovere morale di verificarla.
Questo principio non appartiene soltanto all'Islam.
Il Corano ammonisce:
“O voi che credete, se un malvagio vi porta una notizia, verificatela...”
(Corano 49:6)
E ammonisce anche:
“Non seguire ciò di cui non hai conoscenza.”
(Corano 17:36)
La stessa responsabilità morale attraversa anche la tradizione ebraica e quella cristiana. Il comandamento biblico “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo” appartiene al patrimonio religioso condiviso da ebrei e cristiani.
Per un credente, dunque, diffondere consapevolmente una falsità contro un'altra comunità religiosa non è semplicemente un comportamento scorretto sui social: è una responsabilità morale e religiosa davanti a Dio.
E allora una domanda è inevitabile.
Quando qualcuno dedica sistematicamente tempo ed energie a raccogliere e diffondere contenuti contro una determinata religione, senza verificare nemmeno se le frasi attribuite al suo Libro sacro esistano realmente, siamo ancora davanti a una ricerca della verità?
Oppure qualcuno ha interesse a trasformare la paura in ostilità?
Non possiamo conoscere le intenzioni di chi pubblica e non intendiamo attribuirgliene. Possiamo però giudicare ciò che viene pubblicato.
La critica all'Islam è legittima.
La discussione sui versetti difficili del Corano è legittima.
Il confronto storico e teologico è legittimo.
La falsificazione non lo è.
Se vogliamo discutere dell'Islam, discutiamone apertamente. Prendiamo il Corano, leggiamo i versetti integralmente, studiamone il contesto e confrontiamoci anche sui passaggi più difficili.
Combattiamo le idee con le idee.
Non con frasi inventate attribuite a un Libro sacro.
European Muslims League – EML
#EuropeanMuslimsLeague #Islam #Corano #FakeNews #DialogoInterreligioso #LibertàReligiosa #ControLaDisinformazione