Quando si parla del cristianesimo, una parola ritorna continuamente: amore.
"Dio è amore."
"Ama il prossimo."
"Ama i tuoi nemici."
È comprensibile. L'amore occupa un posto centrale nel messaggio cristiano e ha lasciato un'impronta profonda nella cultura europea.
Ma allora nasce una domanda: perché quando si parla dell'Islam la parola "amore" viene pronunciata così raramente?
L'Islam non conosce forse l'amore?
L'Islam non deve togliere amore al cristianesimo
Un musulmano non deve diminuire Gesù* per valorizzare Muhammad* e non deve negare la bellezza del messaggio cristiano sull'amore per spiegare l'Islam.
Gesù*, nell'Islam, è il Messia ed è uno dei grandi messaggeri di Dio.
Possiamo quindi riconoscere serenamente la forza con cui il cristianesimo parla dell'amore.
La domanda è un'altra: che cosa dice l'Islam?
L'amore nel Corano
Il Corano utilizza differenti parole per esprimere dimensioni che nella nostra lingua vengono spesso riunite sotto la parola "amore".
C'è l'amore, c'è l'affetto profondo e soprattutto c'è la misericordia, una delle dimensioni fondamentali attraverso le quali l'Islam descrive il rapporto di Dio con il Creato.
Il Corano afferma:
"Egli li amerà ed essi Lo ameranno." (5:54)
E parlando del rapporto tra gli sposi:
"Ha posto tra voi amore e misericordia." (30:21)
Amore e misericordia non sono quindi concetti estranei all'Islam. Sono dentro il suo messaggio.
Un Dio misericordioso
Quasi ogni capitolo del Corano comincia ricordando Dio come il Compassionevole, il Misericordioso.
Il musulmano ripete queste parole continuamente: nella preghiera e prima di molte azioni della vita quotidiana.
Il Corano afferma:
"La Mia misericordia abbraccia ogni cosa." (7:156)
Questo non significa che nell'Islam esista soltanto misericordia e non esistano responsabilità, giustizia o giudizio.
Significa che non è possibile raccontare correttamente l'Islam cancellando la misericordia.
Muhammad*: misericordia per il Creato
Il Corano dice rivolgendosi a Muhammad*:
"Non ti abbiamo inviato se non come misericordia per i mondi." (21:107)
Ma la misericordia non può rimanere soltanto una parola.
Deve diventare comportamento.
Come ci comportiamo con i genitori?
Con i figli?
Con il coniuge?
Con il vicino?
Con il povero, l'orfano, il malato e chi è più debole?
E persino con gli animali?
La misericordia verso gli animali
La tradizione profetica contiene due racconti particolarmente significativi.
Muhammad* raccontò di una donna punita per aver rinchiuso una gatta senza darle da mangiare e senza lasciarla libera di cercare il proprio nutrimento.
In un'altra celebre narrazione, una prostituta vide un cane che soffriva terribilmente per la sete vicino a un pozzo. Prese dell'acqua servendosi della propria calzatura e gli diede da bere.
Per quell'atto di misericordia, Dio la perdonò.
Da una parte la crudeltà verso un animale viene condannata.
Dall'altra una donna che molti avrebbero giudicato soltanto per la sua vita riceve il perdono di Dio per un gesto di compassione verso un cane assetato.
Il messaggio è semplice: davanti a Dio anche un gesto di misericordia verso una creatura che non potrà restituirci nulla può avere un valore enorme.
Anche un albero ha valore
Questa responsabilità comprende anche la natura.
Muhammad* insegnò che quando una persona pianta un albero o coltiva qualcosa e un essere umano, un uccello o un animale ne mangia, ciò che viene consumato viene considerato una forma di carità.
Esiste inoltre una bellissima immagine nella tradizione islamica: anche se arrivasse l'Ora e una persona avesse tra le mani una piantina, se avesse ancora il tempo di piantarla dovrebbe farlo.
Piantare, nutrire, proteggere, non distruggere inutilmente.
L'uomo non è padrone assoluto del Creato. Ne porta anche la responsabilità.
E chi non è musulmano?
La bontà non può essere riservata soltanto a chi appartiene alla propria religione.
Il Corano afferma:
"Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti verso coloro che non vi hanno combattuto a causa della religione e che non vi hanno espulso dalle vostre case." (60:8)
Essere musulmani non significa quindi considerare automaticamente nemico chi appartiene a un'altra religione.
Cristiani, ebrei, musulmani e persone senza religione possono essere vicini, colleghi, amici e cittadini della stessa comunità.
Forse utilizziamo parole differenti
Cristianesimo e Islam non sono la stessa religione.
Esistono differenze teologiche profonde e sarebbe sbagliato nasconderle in nome del dialogo.
Ma riconoscere le differenze non significa essere incapaci di riconoscere ciò che avvicina gli esseri umani.
Il cristianesimo parla potentemente di amore.
L'Islam parla di amore, misericordia, compassione, perdono, generosità e responsabilità verso il prossimo e il Creato.
Forse, allora, la domanda non dovrebbe essere:
"Quale religione parla di più dell'amore?"
Dovremmo chiederci:
"Quanto amore riusciamo a trasformare in comportamento?"
Perché possiamo pronunciare migliaia di volte la parola "amore".
Ma alla fine saranno il vicino, il povero, l'orfano, il debole, l'animale che dipende da noi e persino la terra sulla quale viviamo a mostrare se quelle parole sono diventate realtà.
Questo è amore.
E anche l'Islam è amore.
European Muslims League
* L'asterisco accanto ai nomi di Gesù e Muhammad indica "la pace sia su di lui".
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