La European Muslims League richiama le comunità religiose a una voce comune contro antisemitismo, odio anticristiano, islamofobia ed estremismo politico e religioso.
La European Muslims League (EML), intervenendo sulle recenti dichiarazioni del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir riguardanti Gaza riportate dalla stampa internazionale, rivolge un appello alle comunità religiose affinché respingano insieme ogni linguaggio che possa giustificare o normalizzare l’uccisione di esseri umani.
Chiediamo ai nostri fratelli ebrei e cristiani di unirsi a noi in una voce comune. La grande maggioranza dei credenti rifiuta l’odio, l’estremismo e la violenza. Combattiamo insieme l’antisemitismo, l’odio anticristiano e l’islamofobia, così come ogni forma di discriminazione e persecuzione religiosa. Nessun ebreo deve essere perseguitato perché ebreo, nessun cristiano perché cristiano, nessun musulmano perché musulmano. La dignità e la vita umana non cambiano secondo la fede, dichiara Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League.
Conosco e sono amico di molti ebrei, persone di pace che nulla hanno a che vedere con l’estremismo politico. Proprio per questo rifiuto che l’Ebraismo venga identificato con le dichiarazioni di un singolo ministro, così come rifiuto che il Cristianesimo o l’Islam vengano identificati con le azioni di singoli estremisti. I popoli e le religioni non possono essere chiamati a rispondere delle parole o delle azioni dei singoli.
La EML ha sempre condannato terrorismo, uccisioni, odio, intolleranza e persecuzioni, indipendentemente dall’identità, dalla religione o dalla nazionalità delle vittime e dei responsabili.
Non possiamo avere due pesi e due misure. La vita di un bambino palestinese ha lo stesso valore della vita di un bambino israeliano. La sofferenza di una madre non cambia valore secondo la sua religione, nazionalità o provenienza. Lo stesso principio deve valere ovunque nel mondo quando a essere perseguitati sono ebrei, cristiani, musulmani o appartenenti a qualsiasi altra comunità.
Maiolese richiama inoltre la necessità di non confondere immigrazione, criminalità e religione.
Un migrante che commette un reato risponde personalmente davanti alla legge e non rappresenta la propria religione. Allo stesso modo, un cittadino autoctono che commette un crimine risponde delle proprie azioni e non rappresenta una fede o un’intera comunità. Le leggi esistono e devono essere applicate a tutti, senza trasformare una responsabilità individuale in una colpa religiosa o collettiva.
La European Muslims League richiama inoltre la responsabilità della politica, in ogni Paese e senza distinzioni, rispetto al linguaggio utilizzato.
Dobbiamo respingere il linguaggio di quei politici che cercano consenso o visibilità alimentando paura, odio e contrapposizione tra popoli e religioni. Non importa se siano israeliani, palestinesi, europei o di qualsiasi altra nazionalità. Nessuno dovrebbe utilizzare la fede, l’origine di un popolo o la paura dell’altro come strumento politico.
Ebrei, cristiani e musulmani credono nell’unico Dio. Abbiamo differenze nelle nostre fedi, ma queste differenze non possono mai trasformarsi in una giustificazione per perseguitare, discriminare o uccidere.
La European Muslims League invita quindi le comunità ebraiche, cristiane e musulmane, insieme alle istituzioni e alla società civile, a costruire una posizione comune contro l’antisemitismo, l’odio anticristiano e l’islamofobia, e contro ogni forma di persecuzione religiosa.
Non permettiamo agli estremisti di parlare a nome delle nostre fedi.
Non in nome dell’Ebraismo, non in nome del Cristianesimo, non in nome dell’Islam.
Difendere la vita dell’altro significa difendere anche la nostra.
Nessun commento:
Posta un commento