mercoledì 4 novembre 2026

Giovani, influencer e il culto dell'apparenza: chi ci insegna davvero a vivere?

Una riflessione della European Muslims League sul successo, sull'ego e sul significato della nostra esistenza

Viviamo in un'epoca nella quale milioni di giovani osservano quotidianamente la vita di influencer, personaggi dello spettacolo e protagonisti dei social network. Ne imitano l'abbigliamento, il linguaggio, le abitudini e talvolta persino il modo di pensare.

Ma raramente ci fermiamo a porre una domanda fondamentale: queste persone rappresentano davvero un modello di vita da seguire?

Non si tratta di condannare il successo, la bellezza o la ricchezza. Nessuno di questi elementi è necessariamente contrario alla fede. Il problema nasce quando diventano il fine ultimo dell'esistenza, sostituendo i valori morali, la spiritualità e la responsabilità davanti a Dio.

L'ego al centro dell'esistenza

Nella tradizione islamica esiste un concetto particolarmente significativo: il nafs, la dimensione interiore dell'essere umano che comprende desideri, impulsi e inclinazioni personali.

Quando il nafs non viene educato attraverso la fede, la coscienza e l'autodisciplina, l'individuo rischia di diventare prigioniero dei propri desideri.

Essere ammirati, diventare famosi, accumulare denaro, conquistare visibilità: tutto può trasformarsi in una corsa senza fine.

Ma a quale prezzo?

Una persona può avere milioni di seguaci e non sapere quale direzione dare alla propria esistenza. Può possedere ricchezze immense e vivere nella povertà spirituale. Può dedicare ore alla cura del proprio corpo e non dedicare pochi minuti alla propria coscienza.

Abbiamo imparato ad abbellire ciò che gli altri vedono, dimenticando ciò che soltanto Dio conosce.

La vita terrena non è la destinazione finale

Le religioni ci ricordano una verità che la società dei consumi tende a lasciare ai margini: la nostra permanenza sulla Terra è temporanea.

Nella prospettiva islamica, questa vita rappresenta un passaggio, un'opportunità per conoscere il Creatore, compiere il bene, rispettare il prossimo e prepararci alla vita futura.

Il Corano afferma:

«Ogni anima gusterà la morte» (Corano, 3:185).

Non importa quanto una persona sia famosa, potente o ricca. Nessuno potrà sottrarsi a questa realtà.

E allora dobbiamo chiederci: se la nostra esistenza terrena è così breve, perché investiamo tante energie nell'apparire e così poche nel diventare persone migliori?

I giovani e i falsi modelli di successo

Molti giovani crescono in un ambiente nel quale il valore personale sembra dipendere dal numero di visualizzazioni, dall'aspetto fisico, dagli abiti indossati e dall'approvazione degli altri.

Il rischio è che imparino a misurare la propria dignità attraverso lo sguardo del pubblico anziché attraverso la propria coscienza.

Non possiamo attribuire ai social network ogni responsabilità della crisi spirituale contemporanea. Anche la famiglia, la scuola, le comunità religiose e gli adulti devono interrogarsi sulla propria capacità di trasmettere valori credibili.

Non basta dire ai giovani che devono credere in Dio. Occorre mostrare loro, attraverso l'esempio, che la fede può rendere una persona più giusta, onesta, generosa e responsabile.

La religione non dovrebbe essere percepita soltanto come un insieme di divieti, ma come una guida capace di dare significato alla libertà, alle scelte e alla vita stessa.

La bellezza che non appare nelle fotografie

L'Islam non condanna la bellezza né la cura della persona. Ma ricorda che il valore dell'essere umano non si esaurisce nell'aspetto esteriore.

Il Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui, ha insegnato:

«Allah non guarda ai vostri corpi né al vostro aspetto, ma guarda ai vostri cuori e alle vostre opere» (Sahih Muslim, 2564).

È un insegnamento di straordinaria attualità.

Possiamo migliorare il nostro aspetto, scegliere abiti eleganti e prenderci cura del corpo. Ma quale attenzione dedichiamo all'onestà, alla pazienza, alla misericordia, alla modestia e al rispetto degli altri?

Un volto bello può attirare l'attenzione. Un cuore nobile può migliorare la vita delle persone.

Un messaggio ai giovani

Cari giovani,

non permettete che siano gli algoritmi a decidere chi dovete diventare.

Non confondete la popolarità con il valore, la ricchezza con la felicità, la bellezza esteriore con la nobiltà d'animo.

Studiate, lavorate, coltivate i vostri talenti, costruite il vostro futuro. Non rinunciate ai vostri sogni, ma chiedetevi sempre quale posto occupino Dio, la coscienza e il bene degli altri nelle vostre ambizioni.

Non tutto ciò che riceve milioni di approvazioni è necessariamente giusto. E non tutto ciò che è giusto riceverà l'approvazione del mondo.

La vera libertà non consiste nel seguire ogni desiderio, ma anche nel saper dire di no a ciò che ci allontana dai nostri principi.

La domanda che dovremmo porci

La European Muslims League invita a riflettere su una questione che riguarda non soltanto i musulmani, ma chiunque si interroghi sul significato dell'esistenza.

Stiamo educando le nuove generazioni a diventare persone migliori oppure soltanto persone più visibili?

Il mondo ci insegna continuamente come conquistare l'attenzione degli altri. La fede ci invita a interrogarci su come vivere rettamente davanti a Dio.

Un giorno lasceremo tutto: il denaro, i vestiti, i riconoscimenti, i titoli e persino quella popolarità che oggi sembra così importante.

Resterà il valore delle nostre azioni.

Perché il vero successo non è essere ricordati da milioni di persone, ma aver vissuto una vita degna davanti a Dio.

European Muslims League (EML)

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