Il quotidiano En Relief ha pubblicato il 24 settembre 2026 un contributo di Enrico Gervasoni, Presidente dell’Académie Internationale d’Action Diplomatique (A.I.A.D.) e Consigliere Strategico della European Muslims League (EML), dal titolo “Le courant de pensée du troisième millénaire : Pour un humanisme africain, universel et opérationnel”.
Nel suo intervento, Gervasoni presenta il Social-Umanesimo non come un’ideologia, ma come una corrente di pensiero capace di rimettere la persona, la dignità e la comunità al centro dello sviluppo. La sua riflessione parte dalla constatazione delle profonde trasformazioni del nostro tempo: crisi ambientali e sociali, disoccupazione giovanile, conflitti, disuguaglianze e modelli economici che rischiano di subordinare l’essere umano alla ricerca della ricchezza.
Un ruolo particolare viene attribuito all’Africa, considerata non semplicemente come destinataria di modelli elaborati altrove, ma come continente capace di contribuire alla costruzione di una nuova visione dello sviluppo grazie alle proprie tradizioni comunitarie, spirituali e culturali. L’obiettivo, secondo Gervasoni, deve essere quello di costruire un modello nel quale progresso economico, solidarietà e dignità umana possano procedere insieme.
Tra gli elementi centrali del Social-Umanesimo figurano la centralità della persona, la solidarietà, l’economia sociale, la cooperazione, la finanza etica, l’imprenditorialità comunitaria, l’educazione e la trasmissione dei saperi, insieme alla ricerca di un nuovo equilibrio tra essere umano, lavoro e natura.
Particolarmente significativa è anche la riflessione sulla pace e sulla diplomazia. La pace non viene intesa soltanto come assenza di guerra, ma come costruzione della giustizia, del dialogo e del benessere. In questa prospettiva, l’azione diplomatica non può essere considerata esclusivamente come uno spazio riservato agli Stati: università, imprese, organizzazioni della società civile, comunità e altri attori possono contribuire concretamente alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione della convivenza.
Il Presidente della European Muslims League, Alfredo Maiolese, sottolinea la convergenza di questa riflessione con l’impegno dell’organizzazione:
«La riflessione di Enrico Gervasoni richiama un principio che considero essenziale: la pace non può essere costruita esclusivamente nei palazzi della diplomazia. Ha bisogno delle istituzioni, ma anche della società civile, delle comunità religiose, del mondo accademico, dei giovani e dello sport. Mettere la persona e la sua dignità al centro significa trasformare il dialogo in un’azione concreta.»
Nel suo appello conclusivo, Gervasoni si rivolge a intellettuali, imprenditori, giovani, amministratori locali, università e leader spirituali e tradizionali, invitandoli a contribuire alla costruzione di questo nuovo umanesimo. L’Africa, che occupa un posto centrale nella sua riflessione, viene così proposta come protagonista di un futuro nel quale sviluppo, solidarietà e dignità possano procedere insieme.
Fonte: En Relief – Quotidien d’informations générales, n. 678, 24 settembre 2026.
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